Paolo Fresu, 60 anni con un omaggio a David Bowie
di Costantino Cossu
Oggi per il compleanno del musicista esce un cofanetto che contiene due album inediti e una preziosa ristampa
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Due nuovi album e la ristampa di un disco ormai introvabile. E’ il cofanetto con il quale Paolo Fresu festeggia oggi i suoi sessant’anni. Sessant’anni all’anagrafe e trentanove trascorsi sui palchi di tutto il mondo, fino a diventare uno dei musicisti più rappresentativi del jazz italiano a livello internazionale. “P6OLO FR3SU” il titolo del cofanetto. Della Tuk Music, etichetta del trombettista di Berchidda, la produzione.
“Heartland” è la ristampa proposta da Fresu, album uscito per la Universalnel 2001 realizzato con David Linx e Diederik Wissels. Un lavoro rarefatto pieno di lirismo e poesia, che ottenne importanti riscontri specie in Francia, grazie alla sintesi perfetta delle varie anime del trio, alle quali si era aggiunto il suono di un quartetto d’archi e una formidabile ritmica composta da Palle Danielsson e dal compianto Jon Christensen. Il risultato era una fusione efficace in chiave jazz tra improvvisazione, musica “classica” e pop.
C’è poi, nel cofanetto, “The Sun on the Sea”, album inedito inciso insieme con Daniele di Bonaventura e Jaques Morelenbaum. Momenti etnici fatti di colore e calore brasiliano accanto ad altri collegati al grande mondo della classica, e poi ancora episodi di puro stile e talentuosa bravura tecnica sono la cifra di questa avventura di rara eleganza e bellezza. La collaborazione con di Bonaventura con Fresu nasce nel 2011 ed è una delle più significative poiché si è arricchita nel tempo di innumerevoli progetti in svariate declinazioni, mentre il violoncellista brasiliano Morelenbaum vanta alcuni featuring in “Alma” e “Eros”, i due bestseller di Fresu e Omar Sosa usciti per Tuk Music. L’innesto dei due musicisti nel mondo musicale di Fresu riesce ad ampliare le architetture fondamentali, creando un progetto dalle peculiarità nuove capace di unire profondità e prospettiva e universi musicali solo apparentemente distanti.
Il secondo album inedito contenuto in “P6OLO FRESU” è “Heroes”, un omaggio a David Bowie. La scintilla da cui tutto è partito è la commissione artistica da parte del Comune di Monsummano Terme, cittadina toscana teatro della prima apparizione in Italia di Bowie nel 1969 in occasione di un concorso canoro. Fresu ha assemblato un gruppo di grandi ed eclettici musicisti con diverse provenienze musicali: Petra Magoni (voce), Gianluca Petrella (trombone ed elettronica), Francesco Diodati (chitarra elettrica), Francesco Ponticelli (contrabbasso e basso elettrico), e Christian Meyer (batteria) per un omaggio si rispettoso ma che guarda al futuro. Ogni musicista ha dato il proprio contribuito anche in fase di arrangiamento dei brani in scaletta, canzoni che attraversano le molteplici fasi della sua discografia, da “Let’s Dance” a “Rebel Rebel”, conferendo ulteriore dinamicità al progetto.
Nel libretto interno, insieme con un’ampia scelta del fotografo Roberto Cifarelli, Fresu ha scelto sessanta parole significative (in italiano, in sardo e in inglese) che danno forma ad una mappa in primis geografica, il cui punto di partenza è ovviamente la Sardegna, per svilupparsi poi in direzioni musicali ed emozionali, tracciando le coordinate dell’universo creativo del musicista.
Una peculiarità grafica è il linguaggio scelto per raccontare questi sessant’ anni di Paolo Fresu: il leet. È un alfabeto composto da lettere, numeri e simboli non alfabetici, dove è decisiva la somiglianza tra le lettere ed i numeri/simboli che le sostituiscono. L’immagine di copertina è invece un assemblaggio di alcuni elementi tratti dalle cover dei tre dischi contenuti nel cofanetto a opera di Oscar Diodoro, che è intervenuto sia nel gioco di geometrie sia nella copertina principale e nei pattern che accompagnano il booklet: un lavoro non solo di cesellatura e armonizzazione ma anche di straordinaria creatività.
“Heartland” è la ristampa proposta da Fresu, album uscito per la Universalnel 2001 realizzato con David Linx e Diederik Wissels. Un lavoro rarefatto pieno di lirismo e poesia, che ottenne importanti riscontri specie in Francia, grazie alla sintesi perfetta delle varie anime del trio, alle quali si era aggiunto il suono di un quartetto d’archi e una formidabile ritmica composta da Palle Danielsson e dal compianto Jon Christensen. Il risultato era una fusione efficace in chiave jazz tra improvvisazione, musica “classica” e pop.
C’è poi, nel cofanetto, “The Sun on the Sea”, album inedito inciso insieme con Daniele di Bonaventura e Jaques Morelenbaum. Momenti etnici fatti di colore e calore brasiliano accanto ad altri collegati al grande mondo della classica, e poi ancora episodi di puro stile e talentuosa bravura tecnica sono la cifra di questa avventura di rara eleganza e bellezza. La collaborazione con di Bonaventura con Fresu nasce nel 2011 ed è una delle più significative poiché si è arricchita nel tempo di innumerevoli progetti in svariate declinazioni, mentre il violoncellista brasiliano Morelenbaum vanta alcuni featuring in “Alma” e “Eros”, i due bestseller di Fresu e Omar Sosa usciti per Tuk Music. L’innesto dei due musicisti nel mondo musicale di Fresu riesce ad ampliare le architetture fondamentali, creando un progetto dalle peculiarità nuove capace di unire profondità e prospettiva e universi musicali solo apparentemente distanti.
Il secondo album inedito contenuto in “P6OLO FRESU” è “Heroes”, un omaggio a David Bowie. La scintilla da cui tutto è partito è la commissione artistica da parte del Comune di Monsummano Terme, cittadina toscana teatro della prima apparizione in Italia di Bowie nel 1969 in occasione di un concorso canoro. Fresu ha assemblato un gruppo di grandi ed eclettici musicisti con diverse provenienze musicali: Petra Magoni (voce), Gianluca Petrella (trombone ed elettronica), Francesco Diodati (chitarra elettrica), Francesco Ponticelli (contrabbasso e basso elettrico), e Christian Meyer (batteria) per un omaggio si rispettoso ma che guarda al futuro. Ogni musicista ha dato il proprio contribuito anche in fase di arrangiamento dei brani in scaletta, canzoni che attraversano le molteplici fasi della sua discografia, da “Let’s Dance” a “Rebel Rebel”, conferendo ulteriore dinamicità al progetto.
Nel libretto interno, insieme con un’ampia scelta del fotografo Roberto Cifarelli, Fresu ha scelto sessanta parole significative (in italiano, in sardo e in inglese) che danno forma ad una mappa in primis geografica, il cui punto di partenza è ovviamente la Sardegna, per svilupparsi poi in direzioni musicali ed emozionali, tracciando le coordinate dell’universo creativo del musicista.
Una peculiarità grafica è il linguaggio scelto per raccontare questi sessant’ anni di Paolo Fresu: il leet. È un alfabeto composto da lettere, numeri e simboli non alfabetici, dove è decisiva la somiglianza tra le lettere ed i numeri/simboli che le sostituiscono. L’immagine di copertina è invece un assemblaggio di alcuni elementi tratti dalle cover dei tre dischi contenuti nel cofanetto a opera di Oscar Diodoro, che è intervenuto sia nel gioco di geometrie sia nella copertina principale e nei pattern che accompagnano il booklet: un lavoro non solo di cesellatura e armonizzazione ma anche di straordinaria creatività.
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