La Nuova Sardegna

Un mondo di diavoli storti Il ritorno di Marcello Murru

di Andrea Musio
Un mondo di diavoli storti Il ritorno di Marcello Murru

Esce il nuovo album del cantautore ogliastrino, che è stato prodotto grazie  a un crowdfunding promosso da Francesca Comencini e Giancarlo De Cataldo

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Patty Pravo lo ha definito «uno dei grandi poeti della canzone italiana». Musicalmente è stato scoperto da Lilli Italo Greco, produttore della Rca nei primi anni Ottanta con il gruppo Mondorhama e recentemente, nel 2017, Francesca Comencini lo ha voluto nel suo film “Amori che non sanno stare al gioco”, mentre, un anno e mezzo fa, il giudice e scrittore Giancarlo De Cataldo lo ha convinto a prestare la sua voce per uno spettacolo dedicato a Leonard Cohen. Una sequenza di eventi che hanno convinto Marcello Murru a tornare sulla scena.

Dopo dieci anni di silenzio il cantautore, originario di Arbatax e romano d’adozione, ritornna con un disco di inediti intitolato “Diavoli storti”, dato alle stampe dalla Rea/Concerto Music, etichetta bolognese a cui si devono i dischi di Paolo Conte, Vinicio Capossela, Francesco Guccini ed altri.

Un cd di nove brani dalle atmosfere “noir”, intimo. Lo stile di Murru, e la sua vita, trascorsa a metà fra il teatro e la canzone d’autore, sono magistralmente descritti dal decano dei giornalisti musicali (scomparso lo scorso dicembre) Cesare G. Romana: «Una voce roca e amara, che rammenta grandi irregolari della musica come Waits, Cohen, Conte. Come loro, Murru narra voglia e rabbia di vivere con la chiaroveggenza dei grandi outsider, tanto estranei ai meccanismi del mondo da conoscerli più a fondo di tutti».

“Diavoli storti” è stato realizzato grazie un crowdfunding organizzato con entusiasmo da un gruppo di amici che si frequentano nella vita, tra i quali giornalisti, scrittori, musicisti fotografi. Giusto per citarne alcuni, Filippo Ceccarelli, Giuseppe Videtti e Elena Polidori (Repubblica), Mario Franco Cao (Tg3), Babic (fotografo), Sandro Bonvissuto (scrittore), Francesca Comencini e Giancarlo De Cataldo.

Una decisione presa a malincuore, quella di dieci anni fa di allontanarsi dalle scene. Ma Murru non ha molta voglia di parlarne: «Sono una persona molto riservata – spiega –. Il parlare di fatti personali dovrebbe essere riservato alla famiglia e alla cerchia ristretta degli amici. Mi sono ritirato per motivi di salute. Per questo lavoro ci vuole energia e mi rendevo conto di non averla. Anche precedentemente, del resto, sono sempre stato restio alle apparizioni pubbliche».

Ora la ripartenza è dovuta soprattutto a Francesca Comencini e a “Testaccio”, brano scritto venticinque anni fa, prodotto nientemeno che da Lilli Greco con la partecipazione del chitarrista Fausto Mesolella degli Avion Travel (scomparso nel 2017). Un brano che la regista di “Gomorra” ha fortemente voluto nella colonna sonora del suo film “Amori che non sanno stare al gioco”. Quanto Comencini apprezzi Murru lo mostra anche il fatto che firmi la regia del videoclip di “Diavoli storti”.

«Dopo la mia partecipazione al film di Francesca – racconta Murru – sono entrato in contatto con Giancarlo De Cataldo. È stato lui a convincermi a salire sul palco dell'auditorium Parco della musica per “Istruzioni per sopravvivere alla sconfitta: una serata per Leonard Cohen”, sul quale mi sono esibito insieme al chitarrista Valerio Vigliar. Mi era stata data carta bianca, così ho deciso di suonare materiale inedito scritto durante il mio ritiro, quello che poi è diventato l'album prodotto da Vigliar, che ha composto le musiche e curato gli arrangiamenti». Pandemia permettendo, Murru ha previsto anche un tour promozionale: «Sì, ci saranno delle date tra la primavera e l’estate. Ho promesso che farò addirittura dei concerti, compresa la Sardegna, dove mi sono esibito raramente».

Agli inizi degli Ottanta Murru fu sulla cresta dell’onda, agli esordi dell’elettro pop in Italia, con i Mondorhama insieme a Liliana Ritteri e Varo Venturi. Un gruppo di culto ricercatissimo dagli appassionati del genere (con un’apparizione a Sanremo nel 1984). «Da circa un anno – spiega Murru – ho ripreso i contatti con Liliana. Ci siamo incontrati, abbiamo parlato dei Mondorhama e non nego che si potrebbe lavorare nuovamente insieme. Sarebbe bellissimo, sono innamorato della sua voce. Penso che sia una delle grandi voci sacrificate in questo Paese». Sull’apprezzamento di Patty Pravo nei suoi confronti, soddisfazione, ovviamente. «Per lei – dice Murru – avevo scritto un brano per Sanremo, “Fandango”. Non lo cantò mai, ma venne eseguito da Anna Oxa col titolo “Donna con te”».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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