La “zona delinquente”
Negli anni ’90 dell’Ottocento il ripetersi degli episodi di banditismo in Sardegna attira l’attenzione di scrittori e studiosi. Nel 1898 esce il saggio “Delinquenza in Sardegna” dello scienziato...
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Negli anni ’90 dell’Ottocento il ripetersi degli episodi di banditismo in Sardegna attira l’attenzione di scrittori e studiosi. Nel 1898 esce il saggio “Delinquenza in Sardegna” dello scienziato siciliano Alfredo Niceforo: la sua tesi è che la popolazione dell’isola «ha un temperamento etnico formato da un insieme di caratteri psicologici tendenti ai reati di sangue»; e individua nel centro della Sardegna una “zona delinquente”. Ne nasce una polemica che durerà a lungo. E un’altra segue la pubblicazione del libro-reportage “Caccia grossa”, nel quale Giulio Bechi racconta l’esperienza come ufficiale di fanteria nella campagna per catturare – o uccidere – i banditi. Descrive i latitanti come bestie feroci e i carabinieri come «una muta di bracchi» all’inseguimento. Un comitato “Pro Sardinia” riesce a ottenere la condanna dello scrittore a tre mesi di arresto. (Salvatore Tola)
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