1892. Medardo Riccio, trent'anni da direttore

Giornalisti della Nuova in un quadro di Giuseppe Biasi: l'ultimo a destra è Medardo Riccio, direttore dal 1892 al 1923

Il primo direttore della Nuova Sardegna fu Genserico Granata. Ma già nel 1892, anno in cui fu varata l’edizione quotidiana del giornale, il testimone passò a Medardo Riccio (nato a Tempio nel 1859) che lo mantenne fino alla morte, avvenuta a Sassari nel 1923. Riccio  fu il più noto giornalista sardo a cavallo del 1900 e venne definito da Arnaldo Satta Branca «nostro indimenticabile Maestro di giornalismo». Nato a Tempio da una nobile famiglia, iniziò la sua carriera a Cagliari nell' "Avvenire di Sardegna". Passato nella penisola, lavorò in diversi giornali, fino a quando nel 1882 fu chiamato a Sassari per dirigere “La Sardegna”. Nei suoi trent’anni di direzione, fece in breve della Nuova Sardegna un forte concorrente dell'Unione Sarda. Coltivò l’interesse per la storia e i problemi dell’isola e, sull’onda delle emozioni, e poi anche delle rivendicazioni, suscitate dalla Grande Guerra intraprese una paziente ricerca su tutti gli eventi bellici ai quali i sardi avevano partecipato, e nei quali si erano distinti. Ne nacquero due volumi, “Il valore dei sardi in guerra” pubblicati nel 1917 e nel 1920. Dopo la prima guerra mondiale orientò il giornale su posizioni di simpatia al nascente fascismo. Morì improvvisamente nel gennaio 1923. Suo figlio Loris fu a Milano e a Parigi arredatore e cartellonista molto apprezzato, la figlia Myriam (1895-1965) fu la prima giornalista professionista dell'isola.
 

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