I 130 anni della Nuova. L'Italia mostra i muscoli contro i latitanti sardi

Articolo pubblicato il 17 maggio 1899 con il titolo "Le centinaia di arresti in Provinci di Sassari"

A quest'ora gli arresti nella provincia di Sassari, o più esattamente nei circondari di Ozieri e di Nuoro, devono ascendere a diverse centinaia.Il fatto è di grande importanza, e se venuto in altro momento e con altri uomini al governo avrebbe fatto esclamare senz'altro: - Finalmente l'italiano è protetto anche nel suo paese!Ma vi sono circostanze per le quali devesi rimanere perplessi; tanto più che si agisce fuori della legge, contro la legge, e che il rimedio potrebbe essere peggiore del male.Aspettiamo di conoscere meglio lo stato delle cose ed i giudizi delle popolazioni, non sapremmo se liberate o terrorizzate da questi arresti. Per oggi ci limiteremo ad esprimere alcune impressioni.

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Premettiamo che ieri, scrivendo brevemente sopra arresti di uomini e donne conosciuti anche a Sassari, non alludevamo al circondario di Nuoro. Le notizie degli arrestati in questo circondario ci pervennero quando il giornale era per andare in macchina. I lettori infatti avranno notato che abbiamo con l'ora di ricevimento, rilevato il ritardo nella trasmissione telegrafica. Noi alludevamo a persone conosciute qui del circondario di Ozieri. Delle altre fino ad ieri sera, nulla sapevamo; dunque non potevamo esprimere alcun giudizio.Questo per la lealtà delle cose, e perché le stesse autorità che hanno ordinato gli arresti in massa abbiano un'altra prova della nostra equanimità.Del resto, per togliere subito ogni equivoco, basterà ricordare che la Nuova Sardegna ha insistentemente domandato energici provvedimenti di pubblica sicurezza, e che non esitò ad evocare, quando Derosas e compagni si erano impadroniti della provincia, un'antica legge sarda che trasformava il cittadino onesto in giudice sommario ed inappellabile dei malfattori. Ogni atto energico, che abbia salvato un paesello da un solo latitante, è stato dalla Nuova segnalato, con ricchezza di particolari, come una «brillante operazione, degna di plauso». E questo diciamo anche per la lealtà delle cose e per qualche furfante che volesse fraintendere le osservazioni che necessariamente faremo considerando gli arresti da un punto elevato.

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Non bisogna imitare i genitori ubriachi, i quali in un'ora vorrebbero correggere i figli, per tutto l'anno lasciati in balia di se stessi.Se è vero che furono arrestati fratelli, sorelle, mogli di latitanti, non vi è da fidare molto sopra i risultati di fatti gli arresti... Perché il codice penale si incaricherà di mettere in burletta i provvedimenti.I favoreggiatori!I favoreggiatori sono stati per così dire allevati dalle autorità. Ai tempi di Derosas si giunse persino alla depravazione di trattare con gli stessi favoreggiatori, i quali giocavano a partita doppia.Nel Nuorese poi, col malo esempio di affidare al Corbeddu la liberazione dei francesci Paty e Pral, il bandito fu quasi circondato dell'autorità di un prefetto o di un colonnello di carabinieri.Noi stessi abbiamo udito un alto funzionario, che soggiornò per vari anni a Nuoro, e che ora è a capo di un'importante provincia, pronunciare parole di fuoco contro il sistema di altre autorità di trattare coi latitanti e favoreggiatori come fra commilitoni o colleghi di ufficio.A questo modo la legge fu annullata nel circondario di Nuoro, ed il malandrinaggio diventò quasi un'istituzione autorizzata! (...)

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Liberare da tutti i malandrini, tanto quelli che insidiano la vita nei boschi come quelli che sperperano le sostanze dei cittadini nelle aule - ecco il nostro programma.

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