Cinque ergastoli, mai chiariti i motivi della strage

Storie spaventose e crudeli. La più terribile è sicuramente quella della strage di San Sebastiano avvenuta a Jerzu, la notte tra il 20 e il 21 gennaio del 1925. In quella notte fredda di vento...

Storie spaventose e crudeli. La più terribile è sicuramente quella della strage di San Sebastiano avvenuta a Jerzu, la notte tra il 20 e il 21 gennaio del 1925. In quella notte fredda di vento pungente fu sterminata un'intera famiglia di otto persone. Dopo una festa organizzata in onore di San Sebastiano, il falegname Giovanni Boi, detto Giuanniccu, tornò nella sua abitazione di Funtana 'e susu, con la sua numerosa famiglia poco dopo la mezzanotte. In quella notte la casa di Giuanniccu si trasformò in un mattatoio. Gli assassini, con una ferocia inaudita, uccisero prima il falegname: lo colpirono a colpi di mazza e poi lo finirono a coltellate. Come lupi affamati si precipitarono dentro l'abitazione e uccisero la moglie e la madre di Boi: Angelina Melis e Domenica Mura. Perduti in un delirio di sangue, gli assassini scannarono poi la sorella di Boi, Virginia, e i figli del falegname Assunta, Amelia e Luigina. Neppure il piccolo Mario, appena 16 mesi, fu risparmiato. (...) Il paese tutto reagì e parlò. Così, cinque giorni dopo l'eccidio, furono arrestate 5 persone che, dopo il processo furono condannate all'ergastolo. Una di loro era un certo Antonio Serrau, il cognato di Giuanniccu Boi. Le vere cause di quel massacro non sono mai state chiarite.

* Da “Storie di famiglie annientate da tempeste di odio infinito”, di Piero Mannironi, 19/5/2014

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