«Il mio cuore batte col mare»: Franca Masu ritorna con “Cordemar”
Il nuovo album della cantante algherese, 5 brani originali e 5 grandi classici. «Ho voluto dare voce al mio io più profondo e a sogni e orizzonti di altri autori»
ALGHERO. «La si può intravvedere nella bonaccia, tra Capo Caccia e le Baleari, intenta a declamare melodie che sanno di storie femminili tracciate in una onda lunga che porta fino agli oceani lambendo i confini del mondo latino. Franca Masu è una sirena che offre un canto di ringraziamento alla sua terra e al suo mare. Il suo è un canto atavico. Nobile retaggio di ninne nanne e serenate. Canto intenso e melanconico dalla grana spessa come il mito delle dee madri e delle janas». Con queste parole Paolo Fresu racconta nelle note di copertina il nuovo album di Franca Masu “Cordemar” (Cuore di mare) pubblicato dall'etichetta “Wmusic”. Masu fonde nel suo album cinque brani originali, di cui firma testo e melodia, con altrettanti celeberrimi brani d’autore e si avvale dei raffinati arrangiamenti curati dal chitarrista Luca Falomi insieme al contrabbassista Salvatore Maltana e alla pianista Sade Mangiaracina. «E' un cuore di mare fatto di lacrime e preghiere», conclude Fresu, tracciando un perfetto preludio al viaggio musicale che Masu presenta in questo nuovo lavoro tra suoni antichi e moderni linguaggi. Sintesi dello stile inconfondibile dell'autrice, molto nota e apprezzata anche oltre i confini nazionali, “Cordemar” parla di emozioni profonde e ricordi riaffiorati dal tempo, riportati indietro dalla risacca del mare.
«Con Paolo Fresu siamo legata da anni di affettuosa amicizia – dice Masu – interpreta sempre perfettamente il significato dei miei lavori e infatti mi è piaciuta subito l'immagine che ha evocato della sirena di Alghero e del suo canto sapienziale che dice 'Vieni e saprai, ascolta e conoscerai'. Perchè “Cordemar” è figlio di un segreto».
Quale segreto?
«Quando le parole affiorano dentro me, mi accorgo che non le ho chiamate. Vengono da un non luogo, dal segreto, appunto. A volte portano un dolore, qualcosa di recondito, a volte portano solo una suggestione, poi metto ordine tra questi elementi e nascono le mie canzoni. Cordemar è un viaggio dentro me stessa, nell’Io più profondo e autentico, attraverso anche esperienze che sono altro da me, come quelle che mi offrono le parole degli altri grandi autori che ho inserito nell'album».
Come ha selezionato i 5 brani d'autore di "Cordemar"?
«Questo lavoro ha avuto una gestazione lunga anche perché siamo dovuti passare in mezzo a una pandemia che ci ha letteralmente stravolto la vita e l’anima. Da tempo componevo un diario sonoro con brani legati tra loro da un filo rosso. Ma mancava qualcosa. I miei testi rappresentano il ritratto di un’anima femminile che vive davanti al mare di Alghero e canta per offrirgli il suo vivere, ma avevo bisogno di altre parole che declinassero lo stesso principio davanti ad altri mari. Volevo essere interprete di altri sogni, altri mari, altre parole: quelle scritte da grandi autori. E’ cominciata così una nuova ricerca tra i miei ricordi musicali, E’ riaffiorata alla mente “Mediterraneo”, di J.Manuel Serrat e poi guardando il film “La grande bellezza” mi ha colpito un brano melodico in italiano che faceva da sottofondo ad una breve sequenza: “Ti ruberò”, un tema di Bruno Lauzi degli anno ‘60. Stessa cosa è successa per il brano di Roberto Carlos un cantante che da ragazzina amavo molto. Un giorno sul web ho ritrovato Ornella Vanoni che cantava “Você não sabe” ( Tu non lo sai) di carlos una canzone struggente, il sogno di un amore impossibile, L’ho fatta mia decidendo di cantarla in tutte e due le lingue e di farla riarrangiare per “ Cordemar ”. Così è stato anche per “Vuelvo al Sur” uno dei capolavori di Astor Piazzolla. Infine il laccio che da sempre mi tiene ben stretta alle radici sarde e alla cultura poetica catalana, mi ha portato a riadattare un’antica ballata che cantava Maria Carta (“Boghe ‘e su riu”) con le parole del poeta catalano Albert Garcia. E' diventata “Desde Mallorca a l’Alguer”. Non poteva esserci testo più adatto per suggellare questo viaggio d’amore per mare».
Viaggio in cui ha incontrato nuovi compagni di lavoro.
«Incontri illuminanti. Sono entrati nella mia vita due giovani e straordinari musicisti che mi hanno restituito entusiasmo e offerto stimoli e soluzioni: Sade Mangiaracina e Luca Falomi sono dei talenti puri e adoro il loro modo di vivere la musica. Ritrovare Massimo Russino, batterista di carattere ma elegantissimo è stata poi una vera gioia. E anche per Salvatore Maltana il contrabbassista con cui lavoro da più di 25 anni e che cura sempre la direzione musicale, unirsi a questo nuovo ensemble è stato motivo di rinnovato entusiasmo. Luca Falomi ha scritto tutti gli arrangiamenti collaborando con Salvatore Maltana e avvalendosi anche di soluzioni armoniche della stessa Mangiaracina. Il risultato spero si possa gustare nella fresca modernità del suono e nell’interplay tra i musicisti; si respira una grande energia perché è registrato in presa diretta, come fosse un live».
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