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Monica Bellucci, un’esperta d’arte da Oscar

Monica Bellucci, un’esperta d’arte da Oscar

L’attrice protagonista nel film “The man who sold his skin”, tra i nominati per la corsa alle statuette

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ROMA. Un giovane rifugiato siriano in Libano, Sam Ali (Yahya Mahayni), pur di riunirsi a Bruxelles con la donna che ama (spinta a un matrimonio combinato), accetta, in una sorta di patto faustiano, di farsi tatuare sulla schiena da un famoso e provocatorio artista, Jeffrey Godefroi (Koen De Bouw), un enorme visto di Schengen per poter così viaggiare in Europa da opera d'arte vivente. Una condizione, però, che invece di essere un mezzo per trovare una propria libertà e autonomia, come Sam sperava, si rivela tutt'altro.

È la trama di “The man who sold his skin”, la dramedy social satirica della regista tunisina Kaouther Ben Hania, che a Venezia ha ricevuto il premio della sezione Orizzonti per il miglior attore (andato a Yahya Mahayni, qui al suo primo film, nella vita è un avvocato) ed è entrata tra i cinque titoli candidati agli Oscar come miglior film internazionale. Tra gli interpreti c'è anche Monica Bellucci, nei panni di una gallerista d'arte senza troppi scrupoli.

«Monica è un'icona. Non la conoscevo, ma le ho mandato la sceneggiatura e lei mi ha detto subito sì, aveva visto il mio film precedente, “Beauty and the dogs”, e le era piaciuto molto. È stato bellissimo lavorare insieme, lei vuole sempre affrontare sfide diverse, si mette in gioco e ama collaborare il più possibile con registe donne – spiega Kaouther Ben Hania nell'incontro in streaming organizzato dall'American Cinemateque –. Quando le ho detto che a interpretare Sam sarebbe stato un attore non professionista era un po’ preoccupata, ma poi li ho fatti incontrare ed è andato via ogni dubbio, c'è stata subito tra loro un'alchimia».

La regista, classe 1977, cresciuta in una piccola città in Tunisia, Sidi Bouzid, ha scoperto l'amore per la settima arte all'Università di Tunisi dove si è laureata alla Business School («per fare contenti i miei genitori). Poi ha studiato cinema sia in Tunisia sia a Parigi. Dopo corti e documentari, la cineasta ha debuttato nel cinema di fiction con Beauty and the dogs (2017), su una donna che nel corso di una notte, dopo essere stata violentata da alcuni poliziotti, fatica a trovare aiuto e giustizia. (f.p.)

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