Donne, neri e asiatici in pole position
di Fabio Canessa
Tra domani e lunedì in diretta da Los Angeles su Tv8 (in chiaro) e su Sky la cerimonia per l’assegnazione della statuetta
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Con due mesi di ritardo rispetto al solito, effetti della pandemia, arriva il momento dell’evento più atteso dagli appassionati di cinema. La cerimonia degli Oscar, giunti alla 93esima edizione. L’appuntamento è nella notte tra domenica e lunedì, da seguire su Tv8 in chiaro e Sky (a partire dalle 0.30). Una parata di stelle è ovviamente prevista al Dolby Theatre di Los Angeles, non solo tra i candidati ma anche con gli ospiti invitati a consegnare i premi: da Brad Pitt a Joaquin Phoenix, da Laura Dern ad Harrison Ford. Senza dimenticare il grande vincitore della scorsa edizione, il coreano Bong Joon-ho con il suo “Parasite”. Una festa per il cinema che in Italia è pronto a ripartire a poche ore dalla cerimonia degli Oscar, anche con alcuni dei film presenti in nomination.
I migliori otto
Per sapere il vincitore del premio più ambito bisognerà aspettare l’alba. Come di consueto la lunga cerimonia si concluderà con l’assegnazione dell’Oscar al miglior film. Sono otto i lungometraggi in gara quest’anno, guidati per numero complessivo di nomination, dieci, da “Mank” incentrato sulla storia dello sceneggiatore Herman J. Mankiewicz che scrisse “Quarto potere” con Orson Welles (il film sostiene la tesi che lo script fu in pratica tutto farina del suo sacco). Il grande favorito per la statuetta è però “Nomadland”, già Leone d’Oro a Venezia, che racconta il viaggio lungo gli Stati Uniti di una donna vedova e senza lavoro. Per i bookmaker ha probabilità altissime, anche oltre l’80 per cento. Insomma, sembra proprio non esserci gara per gli altri candidati di cui fanno parte “Il processo ai Chicago 7”, “Una donna promettente”, “Minari”, “Judas and The Black Messiah”, “Sound of Metal” e “The Father”.
L’anno delle registe
Mai era accaduto prima nella lunga storia, quasi centenaria, degli Academy Awards. Nella cinquina in corsa per la statuetta alla regia ci sono due donne. E una di questa dovrebbe vincere a mani basse secondo i pronostici: la cinese naturalizzata americana Chloé Zhao, dietro la macchina da presa proprio di “Nomadland”, che diventerebbe così la seconda donna a ricevere il premio di categoria dopo Kathryn Bigelow nel 2010. L’altra regista in nomination è la britannica, esordiente, Emerald Fennell. L’Europa è rappresentata anche dal danese Thomas Vinterberg, con il suo “Un altro giro” che rientra inoltre nelle nomination come miglior film straniero. Ci sono poi l’esperto David Fincher e il promettente Lee Isaac Chung, statunitense di origine coreane.
Attori e attrici
Le categorie sempre più attese dal pubblico, perché i volti dei film sono loro: attori e attrici. Non ci sono quasi dubbi su chi vincerà il premio come miglior attore, superquotato il compianto Chadwick Boseman per sua interpretazione in “Ma Rainey’s Black Bottom”. Un Oscar postumo per l’interprete afroamericano scomparso per un cancro a soli 43 anni che potrebbe essere messo in discussione soltanto dai voti in favore del grande Anthony Hopkins, più volte candidato in carriera e vincitore vent’anni fa con “Il silenzio degli innocenti” per l’iconico personaggio di Hannibal Lecter, che in “Father” ha il ruolo di un anziano affetto da demenza senile. Completano la cinquina Riz Ahmed, Steven Yeun e Gary Oldman. Tra gli attori di supporto strafavorito un altro interprete di colore, Daniel Kaluuya di “Judas and the Black Messiah”, che nei pronostici supera nettamente Sacha Baron Cohen, Paul Raci, Leslie Odom Jr e Lakeoth Stanfield. Più interessante la gara tra le attrici dove come miglior protagonista la sfida sembra essere soprattutto tra Carey Mulligan, “Una donna sorprendente” e Viola Davis, “Ma Rainey’s Black Bottom”. Più staccate per i bookmaker Frances McDormand, Andra Day e Vanessa Kirby. Nella categoria non protagoniste la probabile vincitrice è la coreana Youn Yuh-Jung del film “Minari” che dovrebbe avere la meglio su Maria Baklova, Glenn Close, Olivia Colman e Amanda Seyfried.
Il sogno di laura
A Los Angeles ci sarà anche Laura Pausini con buone possibilità di arrivare all’Oscar grazie alla canzone “Io sì (Seen)”, già vincitrice del Golden Globe, parte della colonna sonora del film “La vita davanti a sé” diretto da Edoardo Ponti e con protagonista la madre Sophia Loren. L’Italia spera inoltre in “Pinocchio” di Matteo Garrone candidato per i costumi e il trucco. Tra le altre categorie da ricordare c’è quella del miglior film d’animazione dove domina come al solito la Disney Pixar presente nella cinquina non soltanto con “Soul”, favorito per l’Oscar, ma anche con “Onward – Oltre la magia”. In nomination da segnalare anche “Wolfwalkers – Il popolo dei lupi”, molto apprezzato dalla critica. Tra i documentari potrebbe invece vincere “Crip Camp: disabilità rivoluzionarie”, prodotto da Barack e Michelle Obama, incentrato sulla storia di un campeggio vicino New York dove negli anni Settanta venivano accolti portatori di handicap.
I migliori otto
Per sapere il vincitore del premio più ambito bisognerà aspettare l’alba. Come di consueto la lunga cerimonia si concluderà con l’assegnazione dell’Oscar al miglior film. Sono otto i lungometraggi in gara quest’anno, guidati per numero complessivo di nomination, dieci, da “Mank” incentrato sulla storia dello sceneggiatore Herman J. Mankiewicz che scrisse “Quarto potere” con Orson Welles (il film sostiene la tesi che lo script fu in pratica tutto farina del suo sacco). Il grande favorito per la statuetta è però “Nomadland”, già Leone d’Oro a Venezia, che racconta il viaggio lungo gli Stati Uniti di una donna vedova e senza lavoro. Per i bookmaker ha probabilità altissime, anche oltre l’80 per cento. Insomma, sembra proprio non esserci gara per gli altri candidati di cui fanno parte “Il processo ai Chicago 7”, “Una donna promettente”, “Minari”, “Judas and The Black Messiah”, “Sound of Metal” e “The Father”.
L’anno delle registe
Mai era accaduto prima nella lunga storia, quasi centenaria, degli Academy Awards. Nella cinquina in corsa per la statuetta alla regia ci sono due donne. E una di questa dovrebbe vincere a mani basse secondo i pronostici: la cinese naturalizzata americana Chloé Zhao, dietro la macchina da presa proprio di “Nomadland”, che diventerebbe così la seconda donna a ricevere il premio di categoria dopo Kathryn Bigelow nel 2010. L’altra regista in nomination è la britannica, esordiente, Emerald Fennell. L’Europa è rappresentata anche dal danese Thomas Vinterberg, con il suo “Un altro giro” che rientra inoltre nelle nomination come miglior film straniero. Ci sono poi l’esperto David Fincher e il promettente Lee Isaac Chung, statunitense di origine coreane.
Attori e attrici
Le categorie sempre più attese dal pubblico, perché i volti dei film sono loro: attori e attrici. Non ci sono quasi dubbi su chi vincerà il premio come miglior attore, superquotato il compianto Chadwick Boseman per sua interpretazione in “Ma Rainey’s Black Bottom”. Un Oscar postumo per l’interprete afroamericano scomparso per un cancro a soli 43 anni che potrebbe essere messo in discussione soltanto dai voti in favore del grande Anthony Hopkins, più volte candidato in carriera e vincitore vent’anni fa con “Il silenzio degli innocenti” per l’iconico personaggio di Hannibal Lecter, che in “Father” ha il ruolo di un anziano affetto da demenza senile. Completano la cinquina Riz Ahmed, Steven Yeun e Gary Oldman. Tra gli attori di supporto strafavorito un altro interprete di colore, Daniel Kaluuya di “Judas and the Black Messiah”, che nei pronostici supera nettamente Sacha Baron Cohen, Paul Raci, Leslie Odom Jr e Lakeoth Stanfield. Più interessante la gara tra le attrici dove come miglior protagonista la sfida sembra essere soprattutto tra Carey Mulligan, “Una donna sorprendente” e Viola Davis, “Ma Rainey’s Black Bottom”. Più staccate per i bookmaker Frances McDormand, Andra Day e Vanessa Kirby. Nella categoria non protagoniste la probabile vincitrice è la coreana Youn Yuh-Jung del film “Minari” che dovrebbe avere la meglio su Maria Baklova, Glenn Close, Olivia Colman e Amanda Seyfried.
Il sogno di laura
A Los Angeles ci sarà anche Laura Pausini con buone possibilità di arrivare all’Oscar grazie alla canzone “Io sì (Seen)”, già vincitrice del Golden Globe, parte della colonna sonora del film “La vita davanti a sé” diretto da Edoardo Ponti e con protagonista la madre Sophia Loren. L’Italia spera inoltre in “Pinocchio” di Matteo Garrone candidato per i costumi e il trucco. Tra le altre categorie da ricordare c’è quella del miglior film d’animazione dove domina come al solito la Disney Pixar presente nella cinquina non soltanto con “Soul”, favorito per l’Oscar, ma anche con “Onward – Oltre la magia”. In nomination da segnalare anche “Wolfwalkers – Il popolo dei lupi”, molto apprezzato dalla critica. Tra i documentari potrebbe invece vincere “Crip Camp: disabilità rivoluzionarie”, prodotto da Barack e Michelle Obama, incentrato sulla storia di un campeggio vicino New York dove negli anni Settanta venivano accolti portatori di handicap.
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