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la cantante scomparsa sabato a milano 

Lunga fila al Piccolo Teatro per l’ultimo saluto a Milva

Lunga fila al Piccolo Teatro per l’ultimo saluto a Milva

MILANO. Si era formata una lunga fila ben prima dell’apertura della camera ardente - al Piccolo teatro Strehler di Milano - dove ieri si è potuto dare l’ultimo addio a Milva, la cantante scomparsa...

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MILANO. Si era formata una lunga fila ben prima dell’apertura della camera ardente - al Piccolo teatro Strehler di Milano - dove ieri si è potuto dare l’ultimo addio a Milva, la cantante scomparsa sabato a 81 anni dopo una lunga malattia. I funerali si sono svolti, sempre ieri pomeriggio, in forma privata. Tante le persone che, mantenendo nel limite del possibile il distanziamento previsto dalle norme anticovid, hanno voluto rendere omaggio a un’artista che è anche un pezzo della storia nazionale. Diversi hanno salutato la figlia Martina Corgnati, critica d’arte, che ha avuto una parola gentile per tutti. «Non poteva che essere qui la camera ardente al Piccolo Teatro per tutto quello che ha rappresentato nella storia umana e professionale di mia madre, è il luogo simbolo del suo lavoro, della sua ricerca, della sua carriera» ha detto, parlando con la stampa. Ricordo una frase che diceva “prima muoio poi interrompo lo spettacolo”. Dice parecchio di lei». E ha ricordato alcuni dei tanti spettacoli teatrali in cui Milva metteva in scena non solo la voce ma anche le sue doti di attrice in particolare nella lunga collaborazione con Giorgio Strehler.

Tra i presenti il sindaco di Milano Giuseppe Sala: «È doveroso che io sia qui, era una grande artista, era una delle tante persone che non nascono milanesi ma diventano profondamente milanesi. E i milanesi hanno sempre apprezzato il suo impegno sociale e politico. Per tutte queste ragioni io appoggerò la richiesta di iscrizione al Famedio che è qualcosa di importante. La coincidenza della sua morte poco prima del 25 aprile simbolicamente fa riflettere». Non è mancata una nota di polemica da parte di Rita Pavone: «Secondo me bisognerebbe riuscire ad essere apprezzati quando si è vivi. Non che si piange dopo e si dice “era tanto brava”. Meritava di essere ricordata almeno ogni tanto».

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