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Il simulacro a Nora alle 11 La messa, poi il ritorno

Il simulacro a Nora alle 11 La messa, poi il ritorno

segue dalla copertina Nel febbraio 1793 il fallimento dell’occupazione dell’isola da parte di una flotta francese e per questo Efisio “generalissimo” dei sardi, proclamato protettore di tutta la...

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segue dalla copertina



Nel febbraio 1793 il fallimento dell’occupazione dell’isola da parte di una flotta francese e per questo Efisio “generalissimo” dei sardi, proclamato protettore di tutta la provincia; la città liberata nel 1816 da un’epidemia; nella Prima Guerra mondiale la protezione a migliaia di giovani soldati sardi che, in città per una breve licenza, il 1° maggio 1918 ringraziano pubblicamene il santo trascinandone a drappelli, al posto del giogo di buoi, il cocchio durante la processione. Una “pietas” secolare attestata nel 2020 dall’anagrafe: l’80,2% delle oltre 11mila persone che in Italia si chiamano Efisio/a è registrata nei comuni sardi.

Le cerimonie odierne inizieranno molto presto. Alle 9, nel palazzo civico, il rito dell’investitura dell’Alternos, il presidente dell’assemblea comunale, Edoardo Tocco, che per la seconda volta (la prima nel 2007) accompagnerà Sant’Efisio nel suo viaggio. A seguire, alle 9.30, la messa nella chiesetta di Stampace - tappezzata di garofani rossi, colore del martirio - alla presenza di un centinaio di fedeli, di cui alcune decine, distanziati, nella piazzetta antistante il santuario. Al termine della liturgia eucaristica il simulacro, vestito e intronizzato il 30 aprile, sarà sistemato nella sua teca e, scortato da carabinieri e polizia, inizierà il viaggio alla volta di Nora.

Per il secondo anno consecutivo niente cortei di fedeli in costume e accompagnamento di miliziani e “guardianìa” a cavallo. Soprattutto senza il seguito di pellegrini che a piedi sciolgono un voto personale, chiedono e ringraziano per grazia ricevuta; sacerdoti che confessano, nei paesi attraversati “ramadure” e spettacolari infiorate. Un pellegrinaggio – che la tradizione diluisce in 4 giorni , per far abbracciare il santo dai fedeli di Capoterra, Sarroch, Villa San Pietro e Pula – che durerà, invece, meno di un’ora.

Alle 11 di oggi, infatti, solenne celebrazione all’aperto nella sua Nora, chiesa davanti alla spiaggia, non più di 150 fedeli che parteciperanno alla Messa officiata dall’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi. La presenza autorizzata, secondo tutte le regole sanitarie e del distanziamento, dei fedeli vuole essere un segno di speranza: che sant’Efisio farà quest’anno il miracolo di fermare la pandemia, la peste del 2020-2021.

Verso le ore 14 del primo maggio il ritorno del simulacro nella chiesetta di Stampace per l’annuncio solenne dello scioglimento del voto siglato nel 1652 e confermato nel 1656 dalla municipalità cagliaritana. Nessuna festa. Solo preghiere: alle 16 e alle 18 altre due messe solenni.

Mario Girau



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