La Nuova Sardegna

La 365ª edizione della festa concentrata in 8 ore (e senza folla) per l’emergenza Covid

di Mario Girau
La 365ª edizione della festa concentrata in 8 ore (e senza folla) per l’emergenza Covid

Dei tradizionali 4 giorni di pellegrinaggio da Cagliari a Nora per sciogliere, quest’anno, per la 365ª volta il voto a Sant’Efisio, Covid 19 ne concede solo uno, il primo maggio. Un rituale compresso...

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Dei tradizionali 4 giorni di pellegrinaggio da Cagliari a Nora per sciogliere, quest’anno, per la 365ª volta il voto a Sant’Efisio, Covid 19 ne concede solo uno, il primo maggio. Un rituale compresso al massimo più che nel 2020 quando, nel giorno “de su protettori poderosu”, si celebrò solamente la “messa dell’Alternos” e due giorni dopo il pellegrinaggio – ridotto a un “trasferimento tecnico – a Nora. Devozione e tradizioni oggi concentrate in 8 ore. Non era successo neppure nel 1943, quando “Efis gloriosu” attraversò, a bordo di un camioncino la città. Oggi non ci saranno come 78 anni fa cumuli di macerie e palazzi sventrati dalle bombe a rallentare la corsa del pick-up che lo porterà nel luogo dove fu martirizzato il 15 gennaio 286. E non mancherà, come nel ’43, la tristezza: questa volta per i quasi 1400 sardi caduti nella “guerra” portata dal Covid. Nel linguaggio della fede e nell’emergenza 480 minuti sono sufficienti per ringraziare Sant’Efisio per le grazie ricevute dai singoli e dal popolo nelle storie private e nelle vicende finite nei manuali scolastici: la peste del 1652-1656; il presunto tentativo, nel 1721, dei partigiani del cardinale Alberoni (la Sardegna era appena passata ai Savoia) di avvelenare le cisterne e le fontane di Cagliari.

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