Addio al pittore Video Anfossi maestro del gesto e del colore

Video Anfossi, decano dei pittori della Sardegna, è morto ieri nella sua casa di Sassari. Aveva 88 anni ed era nato in Francia, a Le Havre, dove il padre Francesco si era dovuto rifugiare per...

Video Anfossi, decano dei pittori della Sardegna, è morto ieri nella sua casa di Sassari. Aveva 88 anni ed era nato in Francia, a Le Havre, dove il padre Francesco si era dovuto rifugiare per sfuggire alla persecuzione fascista.

Dopo i primi rudimenti appresi dal padre, anch'egli pittore di ottimo livello, Video si iscrive all'Istituto d'arte di Sassari e nel 1948 studia a Milano, all’Accademia di Brera. Nel 1951. è ammesso al concorso nazionale Premio Città di Sassari con le opere “Consumatum est” e “Paesaggio”, molto apprezzate dalla critica.

Comincia così la carriera di questo artista che ha sempre concepito il quadro come un luogo per tradurre in immagini la propria volontà di esistere e per raccontare, in modo diretto e immediato, i pensieri e le passioni che gli scuotevano l’animo. La sua pittura racchiude infatti una forte componente esistenziale, che nasce dall’esigenza di esprimere ansie e sentimenti profondi. Pur continuando, col passare degli anni, a sperimentare linguaggi diversi, a cominciare da una figurazione evanescente e sfumata, egli giunge così all’esperienza informale e alla pittura astratta, a cui si accosta negli anni della sua lunga e proficua permanenza a Parigi.

Ed è proprio dopo l'esperienza parigina che le sue pennellate energiche, le spazzolate violente di colore, i tracciati di linee organizzate in maniera apparentemente casuale fanno di Video Anfossi uno dei rappresentanti dell’arte gestuale in Sardegna, cioè quella pittura che permette all’artista di raccontarsi in modo immediato stendendo, appunto, il colore con vere e proprie sciabolate, affidandosi essenzialmente al suo istinto motorio. Una pittura d’azione, dunque, in cui a prevalere è l’istinto immediato e talvolta violento del gesto, che mette in discussione tutti i fattori tradizionali di espressione, come le linee, i colori e gli elementi figurativi.

Salvatore Deruda, finissimo intenditore d'arte, sosteneva che Anfossi sarebbe stato artista anche se non avesse mai studiato. E in effetti Video è stato artista nella vita prima ancora che nella attività pittorica. Tuttavia è giusto precisare che, pure nella sua continua evoluzione, egli non cambia nella sostanza, ma appare sempre lo stesso pittore estroso e sentimentale, lirico ed emozionante, spontaneo e sincero. Pure subendo il fascino dell’astrattismo, rimane un pittore d’impulso, dalla stupenda vivacità immaginativa, mai docile a piegarsi a schemi troppe volte percorsi. Dipinge senza ripensamenti, ma la sua pennellata ha un senso perché scaturisce sempre da una emozione interiore.

Egli però è riuscito a dare al confronto immagine-realtà quasi una magica sfumatura, un rapporto tra l’astratto ed il fiabesco, dove il colore è l’ago magico che tutto cuce in una superba sinfonia d’immagini irripetibili. Per questo egli rimane uno dei nostri artisti più innovativi poiché sempre legato a una pittura che ha fatto “tradizione” sino a diventare la conosciutissima ed esclusiva “arte di Vidèo Anfossi”. Fino agli ultimi anni ha continuato a dipingere e a scolpire a suo modo, a darci quelle sensazioni rimaste assopite nel tempo e nella memoria e realizzate con assoluta chiarezza, ordine e rispetto dell’arte.

Anche La Nuova Sardegna si unisce al cordoglio della moglie Sara e dei figli di questo artista che occupa un posto di assoluto rilevante nel panorama artistico isolano.



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