Palestina, il conflitto nelle serie tv

Titoli seguitissimi ispirati a una realtà in questi giorni al centro dell’attenzione 

ROMA. L’escalation delle tensioni in Israele e in Cisgiordania è diventata in questi giorni qualcosa di molto pericolosamente vicino ad una guerra, con decine di morti e centinaia di feriti, razzi e colpi di mortaio lanciati dalla Striscia di Gaza verso Tel Aviv e oltre 500 attacchi contro obiettivi di Hamas e Jihad. Se questa è la realtà con le sue implicazioni tragiche, nella forma di finzione cinema ma soprattutto serie tv da tempo raccontano, appassionando milioni di spettatori, la complessità di questa parte di mondo in conflitto praticamente da sempre, ossia dal 14 maggio 1948, quando dopo la Dichiarazione d'indipendenza israeliana, scoppiò una guerra tra gli stati arabi e il neonato Stato di Israele. È un modo certamente comodo, da spettatori, quello di saperne di più su Israele, ma al tempo stesso utile per avvicinarsi a un universo decisamente complicato, per saperne di più.

Sul conflitto in corso una guida tv può partire da “Fauda” (in arabo “Caos”):. La serie, arrivata alla terza stagione, è popolarissima, la più vista anche da arabi e palestinesi (in Italia è su Netflix): fotografia livida e sovraesposta e riprese realistiche per una storia del conflitto che oppone israeliani e palestinesi. Lior Raz e Avi Issacharoff sono gli ideatori: il primo, che è anche il protagonista, è un ex militare del Mistàarvim, l'unità speciale dell'esercito israeliano, un corpo scelto con soldati specificamente addestrati a camuffarsi da arabi per catturare in casa loro i palestinesi con operazioni dure e pericolosissime anche per i civili. La prima stagione è stata girata durante la crisi di Gaza nel 2014.

C’è poi Il meraviglioso film d'animazione «Valzer con Bashir», del 2008, scritto e diretto da Ari Folman, sul massacro di Sabra e Shatila del 1982. Prende spunto dagli incubi ricorrenti che il regista, ex-fante dell'esercito israeliano, ascolta da un suo ex-commilitone, che non trova pace per il massacro compiuto dagli israeliani nei campi profughi palestinesi durante la guerra in Libano.

Su Sky c'è, targata Bbc, “The Honourable Woman”, con Maggie Gyllenhaal nel ruolo di Nessa Stein, anglo-israeliana che alla morte del padre, sionista industriale delle armi, riconverte le sue aziende per un progetto che favorisca il dialogo di pace.

La complessità di Gerusalemme è rappresentata invece in “Shtisel, la serie amata ovunque (la terza stagione è tra le più viste su Netflix attualmente) che è una sorta di immersione nel mondo, da noi lontanissimo, degli ebrei ortodossi. Shulem Shtisel (Dov Glickman) è il rabbino capofamiglia che veglia sulla comunità ortodossa tra i quartieri di Mea Shearim e di Goula.

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