La Nuova Sardegna

Ovadia: palestinesi, il popolo più solo del mondo

di Roberta Sanna
Ovadia: palestinesi, il popolo più solo del mondo

Il regista, in scena a Cagliari e a Sassari con “Mimì”, parla del conflitto in Medio Oriente

3 MINUTI DI LETTURA





«Sono un profondissimo ammiratore di Mario Incudine, ho messo la mia regia al servizio del suo deflagrante talento, aggiungendo piccole sfumature nel rapporto di complicità totale con i suoi tre validi musicisti. Non è mia abitudine, ma mi permetto di invitare il pubblico sardo – pubblico meraviglioso che ho incontrato tante e tante volte – di accorrere numerosi perché usciranno dal teatro come se camminassero su una nuvola. Questo spettacolo è una festa, una gioia, una bellezza».

A parlare è Moni Ovadia, regista di “Mimì. Da sud a sud sulle note di Domenico Modugno”, spettacolo di e con Mario Incudine in scena per Cedac dal 18 al 22 maggio al Massimo, il 23 e 24 al Comunale di Sassari e il 25 all’Ama di Arzachena. «Domenico Modugno – prosegue Ovadia – è stato una personalità formidabile della nostra canzone e del teatro popolare, e nello spettacolo c’è una relazione fra l’interprete e l’artista rappresentato che è stupefacente. Mario Incudine è un virtuoso della canzone, della parola, della capacità di mettersi in una sintonia vibrante con l’iter di Modugno, col medesimo tratto gagliardo, fino alla canzone che lo ha reso popolare in tutto il mondo che è “Volare”. È il percorso iniziale che ha portato il cantante, nato in Puglia, all’immedesimazione con la Sicilia. Si narra sia stato Frank Sinatra a suggerirgli di passare al siciliano, ed effettivamente le canzoni di quel periodo sono qualcosa di magico e di profondo». «Mario Incudine – prosegue Ovadia – incarna la cultura della Sicilia, terra che comprende l’eredità greca, araba e musulmana, come cantante, compositore di canzoni e musiche. Da quella postazione ha costruito un percorso artistico che mi ha profondamente toccato e mi ha fatto intravedere un sodale ideale per i miei percorsi. Insieme abbiamo fatto diversi spettacoli. “Le supplici” di Eschilo in ottava e lingua siciliana con inserti in greco moderno è stato un inimmaginabile trionfo, siamo stati invitati anche ad Oxford. E uno dei più grandi specialisti di dramma antico al mondo ha preso ad esempio il nostro spettacolo per far capire come si mette in scena Eschilo».

Il sodalizio con Incudine, a quanto pare, proseguirà anche nei prossimi progetti. «È un dono che ho ricevuto nell’autunno della mia vita – dice Moni Ovadia –. Un eccellente autunno, devo dire. Ho ricevuto la direzione di un teatro, il teatro comunale di Ferrara intitolato a Claudio Abbado, cosa oramai che non mi aspettavo più, e paradossalmente da una giunta leghista, grazie anche a Vittorio Sgarbi, malgrado stiamo da parti opposte. Ho in mente un festival delle Memorie, in cui dar voce ai genocidi, ad ogni gente perseguitata e vessata. Dedicherò molte energie a questo progetto, che sarà incentrato anche sulla musica come linguaggio universale».

Inevitabile, a questo proposito, affrontare il tema del conflitto israelo-palestinese che in questo momento sta provocando scontri durissimi e sul quale Ovadia ha fatto una dichiarazione durissima contro il governo israeliano. «Voglio specificare che non ho niente contro gli israeliani e contro lo Stato di Israele, pienamente legittimo nei suoi confini stabiliti dalla legalità internazionale. Ma è davvero desolante non voler vedere che c’è un popolo che vive in una prigione a cielo aperto, in una scatola di sardine piena di macerie come Gaza. E poi ci si stupisce che si accenda una ribellione quando vogliono espropriare le case a persone che vivono lì da decenni e decenni, con trucchi e manipolazioni per vessare e segregare i palestinesi, strumentalizzando anche l’uso della Shoa in cui quel popolo c’entra meno che niente. La comunità internazionale li ha abbandonati, tace o vagisce. I palestinesi sono il popolo più solo del mondo. Ma io ho imparato proprio dall’ebraismo ad esprimermi al fianco degli oppressi. E questo continuerò a fare. Se abbiamo giurato sulle ceneri di Auschwitz “Mai più”, quel mai più era per tutti i popoli. Io non sono credente, ma la lezione della Bibbia è immensa da questo punto di vista. Una per tutte, la benedizione universalista che Abramo riceve: “In te si benediranno tutte le famiglie della terra”. Tutte».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative