L’Università per il canto a tenore nell’Unesco
L’ateneo cagliaritano nelle rete internazionale per la salvaguardia dei patrimoni immateriali
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CAGLIARI. Creare una rete tra istituzioni che studiano e contribuiscono alla valorizzazione e salvaguardia dei Patrimoni Culturali Immateriali riconosciuti dall’Unesco: è l’obiettivo principale del progetto europeo “Erasmus+ Network of Unesco Cultural Spaces” di cui l’Università degli Studi di Cagliari è partner.
Si tratta di un’iniziativa che mette in rete i Paesi aderenti, a partire dalla Lettonia, capofila del progetto con l’Ethnic Culture Center Suiti Foundation e a seguire con diverse istituzioni di Estonia, Repubblica della Macedonia del Nord, Georgia, Croazia e Portogallo. L’ateneo cagliaritano è stato invitato a prendere parte al progetto in ragione della presenza in Sardegna del Canto a Tenore riconosciuto come Capolavoro immateriale dell’Umanità nel 2005. L’università è impegnata, spesso in collaborazione con le associazioni dei cantori e con l’Istituto Superiore Regionale Etnografico (Isre), nella realizzazione di iniziative volte allo studio del canto a tenore, oltre che in progetti di valorizzazione e salvaguardia dello stesso. Referenti locali per il progetto sono i docenti di etnomusicologia di Cagliari Ignazio Macchiarella e Marco Lutzu.
Finora i partner si sono incontrati solo in maniera virtuale, ma è già in fase di organizzazione una serie di seminari nei diversi Paesi aderenti. Il primo incontro in presenza è previsto per il prossimo mese di novembre, quando i partner si riuniranno in Macedonia per approfondire le politiche di salvaguardia per il canto Glasoechko e alle danze rurali Kopachkata.
La Sardegna è stata scelta per ospitare il meeting conclusivo del progetto nell’estate del 2023: in quell’occasione l’università di Cagliari ospiterà i partner del progetto. Dopo le prime giornate a Cagliari, la delegazione si recherà in Barbagia per incontrare i rappresentanti dell’Associazione Tenore Sardegna e vivere l’esperienza del canto nel suo contesto naturale, ovvero le feste.
Si tratta di un’iniziativa che mette in rete i Paesi aderenti, a partire dalla Lettonia, capofila del progetto con l’Ethnic Culture Center Suiti Foundation e a seguire con diverse istituzioni di Estonia, Repubblica della Macedonia del Nord, Georgia, Croazia e Portogallo. L’ateneo cagliaritano è stato invitato a prendere parte al progetto in ragione della presenza in Sardegna del Canto a Tenore riconosciuto come Capolavoro immateriale dell’Umanità nel 2005. L’università è impegnata, spesso in collaborazione con le associazioni dei cantori e con l’Istituto Superiore Regionale Etnografico (Isre), nella realizzazione di iniziative volte allo studio del canto a tenore, oltre che in progetti di valorizzazione e salvaguardia dello stesso. Referenti locali per il progetto sono i docenti di etnomusicologia di Cagliari Ignazio Macchiarella e Marco Lutzu.
Finora i partner si sono incontrati solo in maniera virtuale, ma è già in fase di organizzazione una serie di seminari nei diversi Paesi aderenti. Il primo incontro in presenza è previsto per il prossimo mese di novembre, quando i partner si riuniranno in Macedonia per approfondire le politiche di salvaguardia per il canto Glasoechko e alle danze rurali Kopachkata.
La Sardegna è stata scelta per ospitare il meeting conclusivo del progetto nell’estate del 2023: in quell’occasione l’università di Cagliari ospiterà i partner del progetto. Dopo le prime giornate a Cagliari, la delegazione si recherà in Barbagia per incontrare i rappresentanti dell’Associazione Tenore Sardegna e vivere l’esperienza del canto nel suo contesto naturale, ovvero le feste.
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