La Nuova Sardegna

Ambiente e cultura carte vincenti della ripartenza

di Paolo Curreli
Ambiente e cultura carte vincenti della ripartenza

“Comunità resilienti sommerse”, all’Asinara la presentazione del progetto in corso a Venezia

4 MINUTI DI LETTURA





INVIATO ALL’ASINARA. Resilienza e squadra, queste due parole sono state centrali ieri all’Asinara durante la presentazione della partecipazione delle “Comunità resilienti sommerse dell’isola dell’Asinara” alla XVII edizione della Biennale di Architettura di Venezia, aperta al pubblico dal 22 maggio al 21 novembre 2021, con eventi, mostre, esposizioni e convegni. Vetrina importante per l’isola-parco che, è stato annunciato ieri, sarà al centro anche di numerosi interventi che come non mai, vedranno coinvolti tanti enti, la politica locale e regionale della Sardegna.

Partiamo da: “resilienza”, termine preso dalla tecnica che definisce la capacità dei materiali a tornare allo stato di origine dopo uno stress, parola perfetta per definire lo sforzo dell’umanità di oggi e tema della Biennale, dove nel padiglione Italia curato da Alessandro Melis un pezzo dell’Asinara, completo di habitat botanico, rappresenta la forza di ripresa della natura anche negli ambienti più ostili.

“Squadra” è, invece, il termine che ieri è stato usato per l’unità di intenti che ha portato la gemma del golfo fino alla prestigiosa vetrina dell’Arsenale di Venezia. Presenti infatti ieri a Cala Reale: l’architetto Annacaterina Piras curatrice del progetto, l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis, insieme al commissario di Forestas, Giovanni Caria, al direttore della Conservatoria delle coste, Giovanni Piero Sanna, del sindaco di Porto Torres, Massimo Mulas, del commissario e del direttore del Parco nazionale dell’Asinara, Gabriela Scanu e Vittorio Gazale.

L’assessore Lampis ha annunciato: «Fondamentale per la gestione del patrimonio naturale e immobiliare dell’Asinara è stata la fine della fase commissariale della Conservatoria delle coste, che durava da troppi anni. La ripresa della sua attività permette di realizzare anche i progetti che riguardano l’Asinara e di valorizzare le nostre aree naturali. L’impegno della Regione finora, è stato rivolto al recupero di alcuni edifici, al rinnovo delle concessioni demaniali marittime affidate al Parco nazionale, agli interventi di bonifica dall’amianto, al miglioramento della rete viaria e alla risoluzione del problema dell’approvvigionamento idrico. Ora, dobbiamo dare ulteriore impulso alla progettualità che consenta una completa valorizzazione di uno degli angoli preziosi della nostra isola, contribuendo a trasformare la Sardegna nell’isola verde del Mediterraneo» ha concluso l’esponente della Giunta Solinas.

Se – continuando sui termini – “valorizzazione” era una parola che spesso era in contrasto con “salvaguardia ambientale” ieri erano tutti d’accordo invece: «su un’idea di turismo lento, esperienziale. Con tutta una serie di proposte aperte agli studiosi della natura, agli amanti del trekking, ai corsi di fotografia fino allo storytelling sulle vicende dell’isola, una proposta che va oltre l’estate» come ha detto la commissaria Gabriella Scanu.

Linea condivisa dal sindaco di Porto Torres Massimo Mulas: «Non ci serve un’altra Costa Smeralda, non dobbiamo imitare modelli ma proporne di nuovi che coinvolgano tutto il territorio. Erano idee folli fino a qualche tempo fa, ma oggi dobbiamo ringraziare quegli ambientalisti che venivano presi per folli». L’assessore Lampis è della stessa opinione ma aggiunge: «creare economia e valorizzare. Ambiente e sviluppo devono coesistere. Dobbiamo pensare a dei progetti che non escludano l’uomo, questa è l’unica strada e la direttrice di investimento contro lo spopolamento. L’esempio viene dall’agenzia Forestas, in molti centri dell’isola questi cantieri sono la prima industria e i suoi uomini i custodi del territorio». Pragmatismo che deriva dall’esperienza negli enti locali nel Comune di Arbus «è vero, mi ha insegnato a cimentarmi in maniera diversa col consenso» conferma il giovane (classe 1988) assessore.

La mostra-evento dell’Asinara alla Biennale di Venezia è anche inserita all’interno del progetto comunitario italo-francese Neptune che vede lavorare insieme la Regione Sardegna ed il Parco Nazionale dell’Asinara, per la promozione del mondo subacqueo mediterraneo.

La giornata si è conclusa davanti al mare in località Stretti, dove è stata inaugurata un’installazione a picco sulla splendida costa. Una costruzione realizzata con legni sbiancati dal mare da cui si può ammirare il panorama e realizzare l’immancabile selfie, all’interno della struttura si è esibito un coro a tenore. Sa boche nello sfavillante e colorato abito maschile di Orgosolo, mentre boche e mesu boche nelle divise da lavoro di ogni giorno: quelle dell’Agenzia Forestas. Il testo in sardo parla dell’Asinara a Venezia. Una colonna sonora originale come quella creata da Gavino Murgia, che il jazzista ha eseguito con successo a Venezia durante l’inaugurazione del Padiglione Italia e che accompagna il docufilm di cui ieri è stato proposto il teaser. Più avanti, adagiata su un piccolo promontorio, un’imbarcazione che ricorda le antiche navi nuragiche, anch’essa realizzata con i legni lavorati dal mare, un augurio di viaggio e scambio dell’isola con il mondo esattamente quello che sta accadendo in questi giorni con la Biennale di Venezia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative