L’omaggio di Mahmood alla sua isola

Mahmood

Nel nuovo album “Ghettolimpo” reinterpreta il brano “No potho reposare”

SASSARI. C’era grande attesa, perché a ogni sua uscita Mahmood fa tendenza. Ora “Ghettolimpo” sta cominciando ad attirare l’attenzione del grande pubblico. È appena al suo secondo album, ma l’eclettico cantante ci ha messo poco a entrare nella cerchia (anzi nell’olimpo, per stare in tema) dei grandi nomi della musica attuale. Dalla sorprendente vittoria al festival di Sanremo 2019 in poi, ha influenzato non poco la scena pop e underground italiana. In particolare per gli echi arabeggianti, anche se l’ispirazione geografica maggiore di Mahmood è la Sardegna, la sua isola. Omaggiata con un brano centrale nel disco appena uscito, “T’amo”, dedicato alla madre e che contiene una solenne interpretazione di “No potho reposare”.

Nato a Milano, agli inizi si parlò molto delle radici egiziane paterne. Piuttosto, il cantante si è detto più volte legato alle origini sarde di mamma Anna Frau. Orosei, il paese materno, lo frequenta spesso, in Ogliastra passa le vacanze. In diverse interviste Mahmood ha anche ammesso di parlare abitualmente il sardo. E in limba è il momento più sacrale di un album profondo di suo, Ghettolimpo. “T’Amo” è la sentita dichiarazione di un figlio, che su un tappeto musicale grave incastra versi personali (“Dammi la buonanotte / anche se non lo sai ho bisogno di te” o “Non ti preoccupare ma’, tanto / la forza è di chi sopravvive”) e il ritornello dove riprende “No potho reposare”. Una scelta che darà ora nuova vita all’iconico brano, capace ora di farsi conoscere da una platea vasta, giovane e internazionale. “Se ti fanno un complimento, a te sembra un’offesa / anche quando non ti sento il tuo giudizio mi pesa” canta nella seconda parte del brano, accompagnato dalle launeddas e che ospita altre voci: quelle del coro femminile di Orosei Intrempas, di cui fa parte anche la cuginetta di Mahmood, Antonellina. «Presentazioni, prove, microfoni, cuffie, sala d’incisione, tensione, adrenalina, ci hanno accompagnate per tutto il tempo – hanno scritto le ragazze del coro sui social –. L’idea di contribuire alla realizzazione di un progetto così importante, è stato per noi motivo di orgoglio e allo stesso tempo di crescita professionale», così in merito a “T’amo”, registrato ai Reef studios di Olbia.

Meno di un mese fa, il sindaco di Fluminimaggiore aveva pubblicato proprio una foto insieme a Mahmood; l’occasione era una visita nell’isola per girare un videoclip che uscirà prossimamente, tra le colonne del tempio di Antas e Piscinas. Chissà che non possano essere lo sfondo proprio della canzone dedicata alla madre. Riavvolgendo ancora di più il nastro, nell’estate 2019 al culmine della notorietà sulla scia di “Soldi” e del secondo posto all’Eurovision, Mahmood ha tenuto il suo primo concerto sardo a Olbia. Era il 21 luglio, al Molo Brin nella stessa sera si erano esibiti anche i Subsonica. E a ben ricordare, a metà scaletta il cantante aveva intonato a cappella alcuni versi proprio di “No potho reposare”.

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