La Nuova Sardegna

Magia senza tempo della vendemmia

A Santu Bainzu (il mese di ottobre in sardo) per Mamoiada è come a Ferragosto in una località turistica della Costa. Ad un visitatore attento che capita in paese in questo periodo, non può fare a...

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A Santu Bainzu (il mese di ottobre in sardo) per Mamoiada è come a Ferragosto in una località turistica della Costa. Ad un visitatore attento che capita in paese in questo periodo, non può fare a meno di notare il fermento che attraversa tutta la comunità e le sue campagne per oltre un mese. E’ la magia ma che la febbre della vendemmia, momento fondamentale e sempre molto atteso dell’annata agraria. Il momento della raccolta delle uve giunte alla giusta maturazione è un periodo di grande lavoro, ma anche di legami che si rafforzano, di mutuo solidarismo. Si porta a casa il prodotto di un anno di fatica e ora sarà ora la cantina con i suoi riti a trasformare le uve in vino. Bottiglie che poi varcheranno il mare per andare ovunque. La vendemmia è lavoro, ma anche festa, momenti conviviali da trascorrere con chi si ha condiviso lo sforzo della giornata. Tavole imbandite e vino con l’auspicio e l’augurio che l’annata sia sempre migliore. Solitamente questo momento cruciale si concentra a ottobre nei vigneti più a valle ma non di rado in quelli realizzati in contesti altimetrici elevati (alcuni sono quasi a mille metri), la vendemmia è tradiva e si protrae nella prima settimana di novembre. Da fatto privato anche la vendemmia per alcune aziende è diventata un’attrazione turistica. Un momento che coinvolge i visitatori che partecipano alle varie fasi per vivere un’esperienza all’aria aperta, in un contesto ambientale di pregio che stimola nuove forme di conoscenze, non solo enologiche. Qualche anno fa l’associazione Méskes Turismo in collaborazione con la Cantina Puggioni proponeva ai partecipanti di vivere in prima persona l’esperienza di raccogliere i grappoli d’uva insieme ai viticoltori, conoscere da vicino tutto ciò che riguarda la produzione del Cannonau, e trascorrere una giornata all’aria aperta in vigna, degustando anche alcuni spuntini e ristorandosi infine con un pranzo a base di piatti tipici locali, nella piena condivisione del clima di festa che caratterizza la vendemmia: un momento che viene vissuto in famiglia e con gli amici, che in questa occasione apre le porte anche ai nuovi ospiti. Un invito che fece centro accompagnato da una frase di Baudlaire: «Il lavoro rende i giorni prosperi, il vino rende le domeniche felici». L’evento pensava anche ai bambini con appositi laboratori didattici. (l.u.)

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