La rassegna
Sguardi di donne, il cinema indaga l’universo femminile
Dall’8 al 18 luglio ritorna il Cagliari Film Festival, settima edizione della rassegna cinematografica di impegno civile organizzata dall’associazione Tina Modotti, dietro la direzione artistica di...
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Dall’8 al 18 luglio ritorna il Cagliari Film Festival, settima edizione della rassegna cinematografica di impegno civile organizzata dall’associazione Tina Modotti, dietro la direzione artistica di Alessandra Piras. Dopo lo stop dello scorso anno, imposto dalla pandemia, si recupera il programma preparato per il 2020 ma con alcune rimodulazioni. «Sguardi e storie di donne» è il titolo di quest’edizione, che propone due lunghi fine settimana in cui il focus è il punto di vista femminile nel cinema.
Nutrito il cartellone. Giovedì 8 luglio si parte alle 21 con «Alla mia piccola Sama» (UK, 2109) documentario di Waad al-Kateab ed Edward Watts in cui la regista filma la sua vita ad Aleppo, lasciando così una straziante video lettera alla sua bambina. Introduce la serata Alessandra Piras.
Il giorno dopo alla stessa ora arrivano le prime ospiti: si comincia con Valeria Patanè, autrice del documentario «Intervista a Nicoletta Pacca» (Spagna, 2019) in cui Pacca, classe 1928, racconta come scoprì di essere ebrea. Alle 22 la serata prosegue con la sezione «Le autrici sarde si raccontano»: Angelica Demurtas, Alberta Raccis e Marta Anatra presenteranno ciascuna un proprio corto («Fragmenta», Italia, 2019; «Fogu», Italia, 2019; «Progresso Reinassance», Italia-Francia, 2020, ).
Monica Maurer, regista che lega il suo nome all’imponente lavoro di costruzione di un archivio dedicato alla questione palestinese, aprirà la serata di sabato 10 luglio: alle 20,30, in dialogo con Alessandra Piras, parlerà del concetto zavattiniano di fare cinema documentaristico e del cinema d’urgenza concepito come “interrogazione” permanente. Saranno poi proiettati alcuni frammenti di diversi suoi lavori. Nella seconda parte della serata (alle 22) focus sulla famiglia di Giuseppe Pinelli, con la proiezione in prima regionale del documentario «Pino. Vita accidentale di un anarchico» di Claudia Cipriani (Italia, 2019). Scritto dalla stessa Cipriani insieme a Niccolò Volpati e a Claudia e Silvia Pinelli, questo lavoro ripercorre la vita e la vicenda di Giuseppe Pinelli, l’anarchico ritenuto implicato nella strage di piazza Fontana e morto nel dicembre 1969 cadendo da una finestra della questura. Il punto di vista della narrazione è quello delle due figlie, coautrici della sceneggiatura. Sarà presente la regista insieme a Volpati. A chiudere questa prima settimana di programmazione domenica 11 luglio alle 20,30 sarà il film «Cosa resta della rivoluzione» (Francia, 2018) della regista francese Judith Davis.
Giovedì 15 luglio alle 21,30 sarà presentato «Cercando Grazia» (Italia, 2021), il documentario di Maria Grazia Perria che segue undici giovani attrici durante il casting per la preparazione di un film sulla giovane Grazia Deledda. La proiezione, che vedrà la presenza della regista, sarà preceduta alle 20,30 da un omaggio del filmaker Francesco Tomba ad Agnès Varda, esponente della nouvelle vague e prima donna a ricevere un Premio Oscar. Alle 22,30 la serata si chiude con “Vanitas” (Italia, 2020) di Mario Brenta e Karine de Villers.
La serata di venerdì 16 luglio è interamente dedicata a Tina Modotti: si comincia alle 20,30 con un omaggio del fotoreporter Uliano Lucas che, insieme ad Alessandra Piras, parlerà dell’artista pioniera della fotografia civile, per proseguire (alle 22) con la proiezione del documentario «Vittorio Vidali. Io non sono quello che fui» (Italia, 2019), di Giampaolo Penco, dedicato all’uomo che della Modotti fu compagno di vita. A introdurre sarà lo storico Luciano Marrocu. Partecipa il regista.
Nutrito il cartellone. Giovedì 8 luglio si parte alle 21 con «Alla mia piccola Sama» (UK, 2109) documentario di Waad al-Kateab ed Edward Watts in cui la regista filma la sua vita ad Aleppo, lasciando così una straziante video lettera alla sua bambina. Introduce la serata Alessandra Piras.
Il giorno dopo alla stessa ora arrivano le prime ospiti: si comincia con Valeria Patanè, autrice del documentario «Intervista a Nicoletta Pacca» (Spagna, 2019) in cui Pacca, classe 1928, racconta come scoprì di essere ebrea. Alle 22 la serata prosegue con la sezione «Le autrici sarde si raccontano»: Angelica Demurtas, Alberta Raccis e Marta Anatra presenteranno ciascuna un proprio corto («Fragmenta», Italia, 2019; «Fogu», Italia, 2019; «Progresso Reinassance», Italia-Francia, 2020, ).
Monica Maurer, regista che lega il suo nome all’imponente lavoro di costruzione di un archivio dedicato alla questione palestinese, aprirà la serata di sabato 10 luglio: alle 20,30, in dialogo con Alessandra Piras, parlerà del concetto zavattiniano di fare cinema documentaristico e del cinema d’urgenza concepito come “interrogazione” permanente. Saranno poi proiettati alcuni frammenti di diversi suoi lavori. Nella seconda parte della serata (alle 22) focus sulla famiglia di Giuseppe Pinelli, con la proiezione in prima regionale del documentario «Pino. Vita accidentale di un anarchico» di Claudia Cipriani (Italia, 2019). Scritto dalla stessa Cipriani insieme a Niccolò Volpati e a Claudia e Silvia Pinelli, questo lavoro ripercorre la vita e la vicenda di Giuseppe Pinelli, l’anarchico ritenuto implicato nella strage di piazza Fontana e morto nel dicembre 1969 cadendo da una finestra della questura. Il punto di vista della narrazione è quello delle due figlie, coautrici della sceneggiatura. Sarà presente la regista insieme a Volpati. A chiudere questa prima settimana di programmazione domenica 11 luglio alle 20,30 sarà il film «Cosa resta della rivoluzione» (Francia, 2018) della regista francese Judith Davis.
Giovedì 15 luglio alle 21,30 sarà presentato «Cercando Grazia» (Italia, 2021), il documentario di Maria Grazia Perria che segue undici giovani attrici durante il casting per la preparazione di un film sulla giovane Grazia Deledda. La proiezione, che vedrà la presenza della regista, sarà preceduta alle 20,30 da un omaggio del filmaker Francesco Tomba ad Agnès Varda, esponente della nouvelle vague e prima donna a ricevere un Premio Oscar. Alle 22,30 la serata si chiude con “Vanitas” (Italia, 2020) di Mario Brenta e Karine de Villers.
La serata di venerdì 16 luglio è interamente dedicata a Tina Modotti: si comincia alle 20,30 con un omaggio del fotoreporter Uliano Lucas che, insieme ad Alessandra Piras, parlerà dell’artista pioniera della fotografia civile, per proseguire (alle 22) con la proiezione del documentario «Vittorio Vidali. Io non sono quello che fui» (Italia, 2019), di Giampaolo Penco, dedicato all’uomo che della Modotti fu compagno di vita. A introdurre sarà lo storico Luciano Marrocu. Partecipa il regista.
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