La cortesia di Sting, le follie di Zucchero
Il locale che bacia il mare ha da sempre a che fare con artisti di pregio. «Sting e Bocelli mi hanno colpito per signorilità e garbo. E non scordo il povero Andrea Parodi e i Tazenda. Avevano appena...
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Il locale che bacia il mare ha da sempre a che fare con artisti di pregio. «Sting e Bocelli mi hanno colpito per signorilità e garbo. E non scordo il povero Andrea Parodi e i Tazenda. Avevano appena suonato alla Fiera un concerto memorabile, come raccontarono alcuni amici. Arrivarono molto tardi, stremati, eppure umili e composti. E dopo cena, così come è capitato con altri musicisti, ci fecero anche il regalo di impugnare le chitarre e cantare per noi».
Alessandro Manconi riannoda i fili. Aneddoti e curiosità si sprecano. Emergono nottate folli, performance, tavolate ricche di sapori, chiacchiere, battute. «Il più simpatico? Zucchero. L'ultima volta ha mangiato di tutto, facendo il bis dei primi: adora il risotto ai frutti di mare. Mentre arrivavano grappe, mirto e limoncello, mi chiama: “Alessandro sai che ti dico, adesso prenoto al Forte Village. Tanti anni fa giravo per resort per guadagnarmi da vivere. Ero a inizio carriera, sono stato anche da loro a Santa Margherita di Pula. Con la chitarra suonavo e cantavo per accogliere gli ospiti. Facevo orari pazzeschi, mangiavo tramezzini, dormivo con altri due in uno sgabuzzino e capitava di fare anche i camerieri. Adesso, sono miliardario, vado lì, prendo la suite più cara e tanto per divertirmi chiamo il direttore ogni dieci minuti!”. Che risate, un matto!».
L'album dei ricordi dà luce a serate e attimi indimenticabili. «Vasco Rossi è arrivato con la band e lo staff alle quattro e mezzo del mattino. Ha blaterato qualche scusa e si è seduto a tavola. Ci fosse stato mio padre li avrebbe mandati al diavolo. Ma il lavoro è lavoro e, dopo essermi consultato con i collaboratori, li abbiamo serviti. Pagava, anche bene, una multinazionale del tabacco».
Tra i meno accattivanti appare Luciano Ligabue. «Si è mostrato altezzoso, un po’ so tutto io. Ma da buon emiliano – chiosa Alessandro Manconi – ha apprezzato le portate. Sono certo che ci rivedremo». (m.fr.)
Alessandro Manconi riannoda i fili. Aneddoti e curiosità si sprecano. Emergono nottate folli, performance, tavolate ricche di sapori, chiacchiere, battute. «Il più simpatico? Zucchero. L'ultima volta ha mangiato di tutto, facendo il bis dei primi: adora il risotto ai frutti di mare. Mentre arrivavano grappe, mirto e limoncello, mi chiama: “Alessandro sai che ti dico, adesso prenoto al Forte Village. Tanti anni fa giravo per resort per guadagnarmi da vivere. Ero a inizio carriera, sono stato anche da loro a Santa Margherita di Pula. Con la chitarra suonavo e cantavo per accogliere gli ospiti. Facevo orari pazzeschi, mangiavo tramezzini, dormivo con altri due in uno sgabuzzino e capitava di fare anche i camerieri. Adesso, sono miliardario, vado lì, prendo la suite più cara e tanto per divertirmi chiamo il direttore ogni dieci minuti!”. Che risate, un matto!».
L'album dei ricordi dà luce a serate e attimi indimenticabili. «Vasco Rossi è arrivato con la band e lo staff alle quattro e mezzo del mattino. Ha blaterato qualche scusa e si è seduto a tavola. Ci fosse stato mio padre li avrebbe mandati al diavolo. Ma il lavoro è lavoro e, dopo essermi consultato con i collaboratori, li abbiamo serviti. Pagava, anche bene, una multinazionale del tabacco».
Tra i meno accattivanti appare Luciano Ligabue. «Si è mostrato altezzoso, un po’ so tutto io. Ma da buon emiliano – chiosa Alessandro Manconi – ha apprezzato le portate. Sono certo che ci rivedremo». (m.fr.)
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