Vacanze in sella all’asino
Sorprende la spontaneità, il fatto che tutto dipenda dal caso. Anzi meglio: dall’umore di Pedro e Oreste, i padroni di casa. I due asinelli dettano il ritmo e fanno strada. Il più delle volte...
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Sorprende la spontaneità, il fatto che tutto dipenda dal caso. Anzi meglio: dall’umore di Pedro e Oreste, i padroni di casa. I due asinelli dettano il ritmo e fanno strada. Il più delle volte allungano deviando golosi verso gli alberi da frutto, ma glielo si concede. Tecnicamente si chiama “trekking someggiato”, così si intendono le escursioni in compagnia di animali da soma. È l’attività principale delle Fate asinare, la piccola associazione che da fine maggio organizza uscite mattutine e serali con gli asini nella zona di Azzanidò, nel Comune di Loiri Porto San Paolo.
La passeggiata
Si parte dall’agriturismo “La casa delle Fate” nella minuscola frazione, e insieme agli animali si percorre un lungo sentiero eterogeneo. Si alternano la boscaglia di verde vivissimo, le rocce e le pietraie, fino a un fiumiciattolo in località La Fossa. E si tirano fuori tavolini pieghevoli e cibarie per il pic-nic. Stessa via al ritorno. Il sentiero segue quello che era l’antico tracciato dei carbonai piemontesi e toscani che arrivarono nella zona nell’800. All’epoca, il territorio aveva un nome alquanto esotico, Silvas De Intro. Più indietro nel tempo, faceva parte della curatorìa D’Orfili in epoca giudicale. Eppure, è rimasto per gran parte incontaminato.
Pedro e Oreste
Le fate asinare sono Costanza Bonacossa e la figlia Giada Bardanzellu, «Gli asini li avevamo già da tempo – spiegano –, ma saperli gestire e lavorarci insieme è tutt’altra cosa». Così, tra settembre e aprile frequentano i corsi di tecnico di primo livello al Ranch Margherita, in Toscana. Presso due istituzioni tra gli asinari di tutta Europa, i mitici Roberto Boni e Cristiana Valzania che si occupano di asini da quarant’anni. «Abbiamo scoperto e imparato come addestrarli. Attenzione: non “domarli” – evidenzia Giada –. È una cosa diversa, non c’è la componente della sottomissione. Purtroppo, in altre zone della Sardegna vengono usati ancora metodi violenti, siamo contente di aver raggiunto grandi risultati senza usare alcun tipo di violenza». Il rapporto, lo spiegano ma prima delle parole lo dimostrano nei gesti, è tra collaboratori. «Tra noi e loro si è creato un rapporto di fiducia, gli asini sono i miei colleghi, lavorano con me». Pedro è già adulto, ha vent’anni, vive ad Azzanidò da una decina, «lo abbiamo comprato da un vicino, ma arriva da Burgos». Oreste invece in quell’angolo di Gallura è nato e cresciuto, «il 6 luglio compie nove anni, per lui Pedro è il maestro di vita, hanno instaurato un rapporto profondo».
Sardi e turisti
Si parlava di spontaneità: «quel che cerchiamo quando viaggiamo, e di questa passeggiata notiamo proprio il senso di accoglienza, di autenticità», la testimonianza è di Davide e Beatrice, giovane coppia milanese durante un’uscita da asinari, la prima volta per loro. E in effetti gli asini sono animali arcinoti nel senso comune ma che poche volte si ha occasione di vedere e vivere da vicino. «Rispetto ai cavalli hanno un’andatura rilassata, sono molto più calmi. Solitamente li si associa ad altre attività, venivano e vengono usati per trasporti pesanti o lavori faticosi», spiega Giada. Invece a maggio è nata l’associazione sportiva dilettantistica Le fate asinare e ha cominciato a incuriosire sardi e visitatori oltremare. «Le passeggiate che proponiamo permettono di scoprire una zona meno conosciuta del Comune di Loiri con tutte le sue frazioni più interne – così Costanza –. Inoltre, non sono solo stagionali o riservate al settore turistico. Anche insieme ai bambini è possibile fare tante attività di conoscenza e approccio con gli asini».
La passeggiata
Si parte dall’agriturismo “La casa delle Fate” nella minuscola frazione, e insieme agli animali si percorre un lungo sentiero eterogeneo. Si alternano la boscaglia di verde vivissimo, le rocce e le pietraie, fino a un fiumiciattolo in località La Fossa. E si tirano fuori tavolini pieghevoli e cibarie per il pic-nic. Stessa via al ritorno. Il sentiero segue quello che era l’antico tracciato dei carbonai piemontesi e toscani che arrivarono nella zona nell’800. All’epoca, il territorio aveva un nome alquanto esotico, Silvas De Intro. Più indietro nel tempo, faceva parte della curatorìa D’Orfili in epoca giudicale. Eppure, è rimasto per gran parte incontaminato.
Pedro e Oreste
Le fate asinare sono Costanza Bonacossa e la figlia Giada Bardanzellu, «Gli asini li avevamo già da tempo – spiegano –, ma saperli gestire e lavorarci insieme è tutt’altra cosa». Così, tra settembre e aprile frequentano i corsi di tecnico di primo livello al Ranch Margherita, in Toscana. Presso due istituzioni tra gli asinari di tutta Europa, i mitici Roberto Boni e Cristiana Valzania che si occupano di asini da quarant’anni. «Abbiamo scoperto e imparato come addestrarli. Attenzione: non “domarli” – evidenzia Giada –. È una cosa diversa, non c’è la componente della sottomissione. Purtroppo, in altre zone della Sardegna vengono usati ancora metodi violenti, siamo contente di aver raggiunto grandi risultati senza usare alcun tipo di violenza». Il rapporto, lo spiegano ma prima delle parole lo dimostrano nei gesti, è tra collaboratori. «Tra noi e loro si è creato un rapporto di fiducia, gli asini sono i miei colleghi, lavorano con me». Pedro è già adulto, ha vent’anni, vive ad Azzanidò da una decina, «lo abbiamo comprato da un vicino, ma arriva da Burgos». Oreste invece in quell’angolo di Gallura è nato e cresciuto, «il 6 luglio compie nove anni, per lui Pedro è il maestro di vita, hanno instaurato un rapporto profondo».
Sardi e turisti
Si parlava di spontaneità: «quel che cerchiamo quando viaggiamo, e di questa passeggiata notiamo proprio il senso di accoglienza, di autenticità», la testimonianza è di Davide e Beatrice, giovane coppia milanese durante un’uscita da asinari, la prima volta per loro. E in effetti gli asini sono animali arcinoti nel senso comune ma che poche volte si ha occasione di vedere e vivere da vicino. «Rispetto ai cavalli hanno un’andatura rilassata, sono molto più calmi. Solitamente li si associa ad altre attività, venivano e vengono usati per trasporti pesanti o lavori faticosi», spiega Giada. Invece a maggio è nata l’associazione sportiva dilettantistica Le fate asinare e ha cominciato a incuriosire sardi e visitatori oltremare. «Le passeggiate che proponiamo permettono di scoprire una zona meno conosciuta del Comune di Loiri con tutte le sue frazioni più interne – così Costanza –. Inoltre, non sono solo stagionali o riservate al settore turistico. Anche insieme ai bambini è possibile fare tante attività di conoscenza e approccio con gli asini».
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