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A Cannes 

“Tre piani” di Moretti divide la critica

“Tre piani” di Nanni Moretti, passato ieri al Festival di Cannes e unico film italiano in corsa per la Palma d'oro, una cosa l’ha già fatta: dividere la critica. Sostenitori convinti, o con qualche...

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“Tre piani” di Nanni Moretti, passato ieri al Festival di Cannes e unico film italiano in corsa per la Palma d'oro, una cosa l’ha già fatta: dividere la critica. Sostenitori convinti, o con qualche riserva, e denigratori altrettanto convinti, o con qualche riserva. Il fatto è che il film prodotto da Sacher Film e Fandango, con Rai Cinema e Le Pacte e distribuito da 01 dal 23 settembre, è un film molto poco morettiano. Un soggetto non di Moretti e con uno sviluppo narrativo molto articolato, per molti ha reso il film una gabbia rassicurante, ma anche capace di strangolare la sua creatività. Adattamento con molte libertà dell'omonimo romanzo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, pubblicato in Italia da Neri Pozza, le cui storie Moretti ha spostato da Tel Aviv a Roma, il film racconta appunto di tre piani di un condominio tanto tranquillo all'esterno quanto pieno di inquietudini borghesi all'interno.

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