L’INTERVISTA
Staino: «I sogni di Bobo sono vivi, un mondo più giusto è possibile»
Battute sagaci, interrogativi sul “che fare?”, risposte ai figli Ilaria e Michele (le nuove generazioni), dialoghi e incomprensioni con la moglie Bibi (la questione femminile), il vecchio militante...
3 MINUTI DI LETTURA
Battute sagaci, interrogativi sul “che fare?”, risposte ai figli Ilaria e Michele (le nuove generazioni), dialoghi e incomprensioni con la moglie Bibi (la questione femminile), il vecchio militante Molotov (gli ideali del comunismo duro e puro) e la vicina teledipendente Erna. Insomma Bobo, in 42 anni di strisce, ha dovuto aggiustare il tiro, cambiare idea, “mettersi in discussione” come si diceva una volta, mentre il mondo cambiava.
Oggi Bobo può ancora sognare? O il radioso sol dell’avvenir è diventato un triste tramonto che illumina un mondo senza speranza?
«No, no, Bobo sogna eccome, continua a farlo – risponde Staino con convinzione –. Un mondo migliore è possibile, certo non è dietro l’angolo come pensavo dopo il ’68. Ma gli ideali di giustizia sociale, di equità contro l’egoismo sono sempre vivi, perché non sono nati con noi, appartengono anche al cristianesimo, all’utopia anarchica. Non bisogna lasciarsi andare al pessimismo. Anche se mi fa davvero male vedere oggi gli eredi di Castro reprimere le proteste di Cuba, assistere al sogno che si trasforma in tragedia. Ma adesso è molto importante recuperare quel sogno, non perdere l’impulso. In fondo si tratta di voler bene al prossimo. Piuttosto non vedo dei politici capaci nei ruoli apicali dei partiti».
Ma allora tra gli scomparsi possiamo metterci la satira, sterilizzata dal politicamente corretto?
«Le copertine di Pericoli e Pirella sull’Espresso fecero dimettere Leone, un presidente della repubblica. Ma oggi per un disegnatore è complicato riassumere in una sola striscia, in pochi segni, la complessità del mondo, anche se i talenti sicuramente ci sono. C’è stato il Male, che ha collezionato sequestri e denunce, anche allora non era facile. Forattini, che faceva satira sul pistolino di Spadolini ma non metteva mai in dubbio il suo potere. Oggi quello spazio è stato occupato da Travaglio, che affonda i suoi giudizi tranchant, ma poco meditati. Il successo di Bobo non è mai dipeso dal “graffio” ma, piuttosto, dall’immedesimazione. Il lettore si riconosceva nelle sue idee e nei suoi dubbi».
Un po’ come i piccoli grandi drammi di Charlie Brown?
«E sì, una delle cose più belle del mio lavoro è stato ricevere i complimenti di Shulz tanti anni fa, leggeva e conosceva Bobo, che veniva pubblicato con i suoi Peanuts su Linus».
Cosa fa oggi Bobo/Sergio?
«È stimolato a procedere. Sto lavorando a un libro, “Povero nonno” che spiega la sessualità alle mie nipotine e alle giovani generazioni. La mia ha subito una repressione tremenda, tanto ignorante che avremmo potuto diventare tutti dei mostri stupratori».
Mattarella l’ha più sentito? Le mandò gli auguri per gli 80 anni l’anno scorso...
«No, mi manda un biglietto autografo quando gli spedisco un nuovo libro, ma forse lo fa con tutti. Però sono contento che lei mi ricordi una cosa che mi ha fatto davvero piacere».
Alghero la Sardegna è sempre nei programmi di Bobo?
«Certamente, sono vacanze irrinunciabili. Sarò al festival letterario “Dall’altra parte del mare” di Alghero, il 17 di agosto, dove l’anno scorso ho portato la mostra su Bobo, organizzato dagli ottimi ragazzi della libreria Cyrano. Sono stato invitato per la commemorazione di un amico lo storico Guido Clemente, un uomo davvero speciale recentemente scomparso, manifestazione che si terrà nella villa romana di Sant’Iimbenia>.
Oggi Bobo può ancora sognare? O il radioso sol dell’avvenir è diventato un triste tramonto che illumina un mondo senza speranza?
«No, no, Bobo sogna eccome, continua a farlo – risponde Staino con convinzione –. Un mondo migliore è possibile, certo non è dietro l’angolo come pensavo dopo il ’68. Ma gli ideali di giustizia sociale, di equità contro l’egoismo sono sempre vivi, perché non sono nati con noi, appartengono anche al cristianesimo, all’utopia anarchica. Non bisogna lasciarsi andare al pessimismo. Anche se mi fa davvero male vedere oggi gli eredi di Castro reprimere le proteste di Cuba, assistere al sogno che si trasforma in tragedia. Ma adesso è molto importante recuperare quel sogno, non perdere l’impulso. In fondo si tratta di voler bene al prossimo. Piuttosto non vedo dei politici capaci nei ruoli apicali dei partiti».
Ma allora tra gli scomparsi possiamo metterci la satira, sterilizzata dal politicamente corretto?
«Le copertine di Pericoli e Pirella sull’Espresso fecero dimettere Leone, un presidente della repubblica. Ma oggi per un disegnatore è complicato riassumere in una sola striscia, in pochi segni, la complessità del mondo, anche se i talenti sicuramente ci sono. C’è stato il Male, che ha collezionato sequestri e denunce, anche allora non era facile. Forattini, che faceva satira sul pistolino di Spadolini ma non metteva mai in dubbio il suo potere. Oggi quello spazio è stato occupato da Travaglio, che affonda i suoi giudizi tranchant, ma poco meditati. Il successo di Bobo non è mai dipeso dal “graffio” ma, piuttosto, dall’immedesimazione. Il lettore si riconosceva nelle sue idee e nei suoi dubbi».
Un po’ come i piccoli grandi drammi di Charlie Brown?
«E sì, una delle cose più belle del mio lavoro è stato ricevere i complimenti di Shulz tanti anni fa, leggeva e conosceva Bobo, che veniva pubblicato con i suoi Peanuts su Linus».
Cosa fa oggi Bobo/Sergio?
«È stimolato a procedere. Sto lavorando a un libro, “Povero nonno” che spiega la sessualità alle mie nipotine e alle giovani generazioni. La mia ha subito una repressione tremenda, tanto ignorante che avremmo potuto diventare tutti dei mostri stupratori».
Mattarella l’ha più sentito? Le mandò gli auguri per gli 80 anni l’anno scorso...
«No, mi manda un biglietto autografo quando gli spedisco un nuovo libro, ma forse lo fa con tutti. Però sono contento che lei mi ricordi una cosa che mi ha fatto davvero piacere».
Alghero la Sardegna è sempre nei programmi di Bobo?
«Certamente, sono vacanze irrinunciabili. Sarò al festival letterario “Dall’altra parte del mare” di Alghero, il 17 di agosto, dove l’anno scorso ho portato la mostra su Bobo, organizzato dagli ottimi ragazzi della libreria Cyrano. Sono stato invitato per la commemorazione di un amico lo storico Guido Clemente, un uomo davvero speciale recentemente scomparso, manifestazione che si terrà nella villa romana di Sant’Iimbenia>.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
