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OGGI SI ASSEGNA LA PALMA D’ORO 

Duello tra Farhadi e “Annette”

Duello tra Farhadi e “Annette”

C’è forse un film che mette d'accordo tutti in questa edizione del Festival di Cannes che domani assegnerà la Palma d’oro. Sì sicuramente uno c'è: “A hero” di Asgar Farhadi. Gli altri che guardano...

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C’è forse un film che mette d'accordo tutti in questa edizione del Festival di Cannes che domani assegnerà la Palma d’oro. Sì sicuramente uno c'è: “A hero” di Asgar Farhadi. Gli altri che guardano più timidamente al Palmarès sono: “Annette”, “Lingui”, “Tout s'est bien passé”, “La fracture” e, per bellezza estetica e scrittura “Drive my car”. Sorprese, infine, potrebbero venire da “Nitram” e “Compartment n.6”. E Nanni Moretti? La speranza c'è, vista la composizione variegata della giuria e le possibili sorprese.

Intanto “A hero”, una perla di sentimenti e umanità con il dramma di un uomo alla ricerca di soldi per non rientrare in prigione. Poi il musical “Annette” di Leos Carax. Grande l'interpretazione di Adam Driver, sempre in sella alla sua Triumph Bonneville T.120.

“Lingui” di Mahamat-Saleh Haroun, invece, ha dalla sua l'Africa e anche la rivolta al femminile in una storia lineare, biblica, senza fronzoli. Chissà forse in Spike Lee potrebbe suscitare l'amore della terra da cui proviene. “Drive my car” di Ryusuke Hamaguchi può contare sul marchio Haruki Murakami, autore del racconto che ha ispirato il film e di quell'estetica giapponese fatta di rigore maniacale e di un pizzico di follia. “Nitram” dell'australiano Justin Kurzel racconta invece la tragica strage di Porth Arthur con un'impianto teatrale, shakespeariano, che incanta. Da Palma il protagonista: Caleb Landry Jones nei panni del pluriomicida psicopatico Martin Bryant.

Discorso a parte per i film francesi in concorso: “Tout s'est bien passé” di François Ozon e “La fracture” di Catherine Corsini. Nel primo una storia di eutanasia, famiglia e avvicinamento alla morte, ispirata all'omonimo libro autobiografico della scrittrice Emmanuelle Bernheim. Interpretata da una Sophie Marceau da Palma come da Palma è anche André Dussolier. “La fracture” ha la chance di essere diretto da una donna in una giuria a maggioranza femminile, e di essere anche una bella e gradevole commedia con una spruzzata di dramma dove è presente anche la politica: tutto si svolge infatti nel triage di un ospedale in pieno caos e che si via via riempiendo dei feriti di una grande manifestazione dei Gilet Gialli a Parigi. Straordinaria Valeria Bruni Tedeschi in preda a un attacco di nervi.

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