L’attore tedesco Tukur ad Atzara sulle tracce del nonno pittore

Alla scoperta del nonno pittore che visse in Sardegna. L’attore tedesco Ulrich Tukur, tra i protagonisti di film importanti come il premio Oscar “Le vite degli altri” e di diverse serie televisive

Alla scoperta del nonno pittore che visse in Sardegna. L’attore tedesco Ulrich Tukur, tra i protagonisti di film importanti come il premio Oscar “Le vite degli altri” e di serie televisive popolarissime come “Il commissario Rex”, approda ad Atzara come ospite d’onore per l’inaugurazione della speciale esposizione “Richard Napoleon Scheurlen – l’uomo e l’artista” dedicata proprio al nonno. Un pittore di talento che nel 1936 arrivò nel paese del Mandrolisai e se ne innamorò al punto da restarvi quindici anni.

L’appuntamento con il taglio del nastro della mostra, realizzata dall’associazione Antonio Corriga a cura di Sabina Corriga e Antonello Carboni, è in programma domani alle 19 al Museo Ortiz dove si potranno ammirare le opere più significative dell’artista originario di Stoccarda oltre a documenti originali dell’epoca e al suo epistolario. A scoprire per caso le eccellenti doti di Richard Scheurlen, nel 1936 a Positano, fu il pittore sardo Filippo Figari che lo invitò a conoscere Atzara, già patria e residenza di diversi artisti. Ci sarebbe rimasto per quindici anni, ospite della famiglia Demurtas, estasiato dalla bellezza dei paesaggi e rapito dalla luce che riteneva fondamentale per apprezzare al meglio la sua pittura.


Il piccolo centro del Mandrolisai dopo quasi novant’anni ricambia questo amore rinnovando il legame con i discendenti. Da qui la presenza in Sardegna di Ulrich Tukur, il nipote, anche protagonista del docufilm “Il pittore tedesco” diretto dal regista oristanese Antonello Carboni che sarà proiettato sempre domani, alle 22 in Piazza San Giorgio. Un lavoro che aiuta a scoprire la storia di Scheurlen. Tra le testimonianze per ricordarlo ci sono quelle delle famiglie che gli furono vicine e a cui lasciò importanti opere, mentre lo sguardo conduttore è quello di Sabina, figlia del pittore atzarese Antonio Corriga che da ragazzo aveva frequentato l’artista tedesco cercando di carpirne i segreti della sua tecnica espressiva. Un documentario che anche grazie alla presenza di Tukur punta ad avere una risonanza mediatica internazionale.

L’attore tedesco, d’altronde, può vantare una filmografia di alto livello. Inizia la sua carriera nel mondo della recitazione nei primi anni Ottanta e nel 1986 è tra i protagonisti di “Stammheim - Il caso Baader-Meinhof” di Reinhard Hauff, vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino. Tra le sue interpretazioni più riuscite, oltre a quella di un colonnello della Stasi nel film “Le vite degli altri” di Florian Henckel von Donnersmarck (Premio Oscar per il miglior film straniero nel 2007), ci sono quelle nel capolavoro di Michael Haneke “Il nastro bianco” (Palma d’oro a Cannes nel 2009), in “A torto o a ragione” di Istvan Szabo al fianco di Harvey Keitel, in “Solaris” di Steven Soderbergh con George Clooney, nel biopic “John Rabe” sul famoso uomo d’affari tedesco testimone del massacro di Nanchino, in “Amen.” di Costa-Gavras.

Un talento attoriale valorizzato anche da “Seraphine”, diretto da Martin Provost e pluripremiato ai Cesar (i riconoscimenti principali del cinema francese), in cui recita al fianco di Yolande Moreau. Un film, dedicato alla vita della pittrice Séraphine de Senlis, che sarà proiettato domenica alle 22 in Piazza San Giorgio con la presentazione dello stesso Ulrich Tukur.


 

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