La Nuova Sardegna

Pamela Prati: "Isola mia, tornerò da te"

Alessandro Pirina
Pamela Prati
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Pamela Prati

La showgirl di Ozieri festeggia i 40 anni di carriera con un album. "Sono caduta tante volte ma l'importante è rialzarsi sempre"

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Dalla Sardegna manca da anni. Il terrore di salire su un aereo o una nave la tiene lontana dalla sua terra. Ma nei suoi pensieri l’isola è onnipresente. Si è anche fatta tatuare “anima sarda” sul braccio. E anche il suo ultimo lavoro è intriso di Sardegna. Pamela Prati, nata Paola Pireddu a Ozieri nel 1958, può essere considerata una delle ultime showgirl. Soubrette del Bagaglino sulla Rai, conduttrice di “La sai l’ultima ?” e “Scherzi a parte” su Canale 5. Uno di quei simboli della tv anni Ottanta e Novanta che incollava milioni di telespettatori di fronte al piccolo schermo.

Quel tipo di televisione non c’è più, il varietà è ormai finito nella soffitta dello spettacolo, ma lei continua a cantare e ballare, a divertirsi e a fare divertire il suo pubblico. Da qualche settimana è uscito il nuovo singolo, “L’estate è adesso”, che anticipa il nuovo progetto discografico che vedrà la luce tra fine novembre e dicembre, quando l’ex regina del Bagaglino festeggerà i suoi quarant’anni di carriera. Un traguardo di un percorso in cui non sono mancati gli ostacoli.

Dall’infanzia, quando fu sottratta alla mamma e messa in collegio, agli ultimi anni, quando è stata travolta dal caso del matrimonio fantasma. Ma lei ha fatto suo il motto dell’amata mamma Forica: non è importante quante volte cadi, ma quante volte ti rialzi. E lei oggi ha deciso di ripartire dalla musica.

“L’estate è adesso”: come nasce questo brano?

«Daniele Piovani mi ha mandato una canzone. Io gli ho detto: “se ti fidi di me, metto parole dedicate alla mia terra”. Lui mi ha dato carta bianca. Il mio obiettivo era portare gioia e spensieratezza, perché questa estate era più attesa che mai. E il risultato è molto buono: sono in classifica, ho 350mila visualizzazioni e Radio 105 mi ha messo tra i tormentoni dell’estate».

Poi sarà il turno dell’album.

«In autunno uscirà un vinile in edizione limitata per i miei quarant’anni anni di carriera, che conterrà le mie sigle più famose, da “Menealo” a “Que te la pongo”. E poi “Mariposita” dedicata a mia madre. E ancora “Baila Baila”, in spagnolo. Ci sarà anche “Bellita bellita” di Marisa Sannia. Avrei voluto inciderla con i Tazenda. Li ho contattati, mi hanno detto: ti faremo sapere. L’ho fatta da sola».

Quarant’anni fa immaginava il successo?

«No, ma ci speravo. Credevo molto in me, nella tenacia di noi sardi. Da piccola dissi a mia madre che volevo andare a Roma, dove si era trasferita mia sorella. Lei non voleva, alla fine sono partita lo stesso. Le ho fatto tante promesse che ho mantenuto e lei ha fatto sì che le realizzassi. La forza della vita è questa: non importa quante volte cadi, ma quante volte ti rialzi».

Ha avuto un’infanzia dura.

«È stata molto triste, come ho anche scritto nel mio libro “Come una carezza”. Che non era altro che quella che mi dava mia madre una volta al mese quando veniva a Tempio a trovarmi in collegio, perché le avevano strappato me e i miei fratelli. I dispiaceri della mia infanzia però non devono intaccare il “luogo d’oro” in cui sono nata, le persone che discriminano ci sono ovunque. Se poi ti riscatti ti apprezzano. E oggi Ozieri mi è molto vicina, mi arrivano molti messaggi dalla mia terra. Che dolore vedere le immagini degli incendi di questi giorni».

L’incontro con Pingitore le ha cambiato la vita?

«Come mi ha vista mi ha presa subito e sono stata al Bagaglino per 28 anni. Lui è il mio pigmalione, il mio migliore amico. Noi del Bagaglino siamo una famiglia, in tv e anche fuori».

E le liti con Valeria Marini?

«Non erano liti. Il fatto è che io mi affeziono ai posti e alle persone. A un certo punto sono andata via per passare a Canale 5 e ho lasciato a Valeria un posto d’oro. Lì ho avuto forse qualche reazione scomposta. Ma ora siamo amiche».

Al Bagaglino i politici erano di casa.

«Il fatto più divertente avvenne quando Andreotti salì sul palco con Oreste Lionello: non distinguevi il vero dal finto».

La Carrà era il suo mito.

«Ho avuto l’onore di conoscerla come donna e artista. Mi ha anche ha dato il titolo di “corpo più bello della tv”. Ho sofferto molto per la sua scomparsa, abbiamo perso un tesoro».

Negli ultimi anni la sua carriera è stata offuscata dal caso del finto matrimonio. Non le dispiace?

«Guardi, non vorrei parlarne, né fare nomi. Purtroppo la tv è una scatola magica che ti può dare tanto e levarti ancora di più. Il tempo mi darà ragione: io non ho fatto nulla di male».

Da quanto manca dalla Sardegna?

«Da molto, perché soffro di una claustrofobia cronica che non mi permette di prendere né l’aereo né la nave. Ma quando riuscirò a tornare (scoppia in lacrime, ndr) mi metterò in ginocchio. L’ho giurato a me stessa».
 

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