Monti di Mola, doppia dedica per il nuovo vermentino Surrau

Monti di Mola è l’ultimo nato delle Cantine Surrau. Un Vermentino di Gallura Docg vendemmia tardiva. Il nome è un doppio omaggio del patron Tino Demuro al vecchio nome della zona che poi con l’arrivo...

Monti di Mola è l’ultimo nato delle Cantine Surrau. Un Vermentino di Gallura Docg vendemmia tardiva. Il nome è un doppio omaggio del patron Tino Demuro al vecchio nome della zona che poi con l’arrivo dell’Aga Khan è diventata Costa Smeralda, e anche a un brano di Frabrizio De Andrè scritto in lingua gallurese. «Con Faber eravamo molto amici – dice Demuro che ha letteralmente inventato la cantina nel 2000 – e questo filo non si è mai interrotto, perché è rimasta, oltre a un ricordo indelebile, anche l’amicizia con Dori Ghezzi. Il nome di questo vermentino è dunque onorare ricordi di vita e un pezzo di Sardegna fra i più belli».

Al di là delle pur importanti romantiche denominazioni, però, quello che conta è il prodotto su cui la struttura Surrau a cominciare dall’enologo Mario Siddi, originario di Sant’Antioco, ha lavorato con grande impegno. «Monti di Mola – aggiunge Demuro – è il cugino dello Sciala vendemmia tardiva. Un vino che, peraltro, ci ha dato grandi soddisfazioni visto che al Vinitaly 2017 è stato classificato come il miglior bianco d’Italia. Con la scelta accurata dei vitigni, una loro ulteriore certosina selezione, ecco che abbiamo prodotto questa nuova bottiglia».

Monti di Mola è infatti all’esordio nel panorama vinicolo italiano. «La vendemmia è stata fatta nel settembre 2019 – spiega ancora Demuro –. Si tratta di un vino che raggiunge i 14 gradi ».

La fermentazione avviene per il 50 per cento in botti di rovere di Slavonia non tostate e per il 50 per cento in grandi vasche ovoidali in cemento. Quindi, per quanto riguarda la maturazione e l’affinamento, l’assemblaggio evolve in presenza dei propri lieviti nelle botti e nelle vasche di cemento per 6 mesi, quindi riposa per 12 mesi nelle bottiglie.

«Monti di Mola – aggiunge Demuro – sostituisce in toto lo Sciala Vendemmia tardiva nella nostra linea produttiva che è composta ora da 13 bottiglie».

In questo 2021 infatti è arrivata anche un’altro vino, un vermentino denominato Limizzani. Anche in questo caso in omaggio alla memoria dei tempi andati. «Limizzani – confessa Demuro – è il toponimo della zona dove sorgeva lo stazzo di famiglia dove ho trascorso molto della mia infanzia. Un luogo del cuore».

Surrau dunque continua la sua evoluzione. Cantina giovane, nata appena nel 2000, ma che ha saputo conquistare un posto d’onore nel panorama vitivinicolo italiano. Demuro, imprenditore edile e anche uomo politico (è stato sindaco di Arzachena e assessore regionale), ha centrato l’obbiettivo che si era preposto vent’anni fa.

WsStaticBoxes

Necrologie

WsStaticBoxes