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Madame Dupont, la parigina che amò Giò Maria Angioy

Madame Dupont, la parigina che amò Giò Maria Angioy

La Sarda Rivoluzione in Sardegna più che avvenimento che induce all’unione è stato motivo di divisione. Per tutto l’Ottocento è prevalsa l’idea che i protagonisti si fossero macchiati di tradimento...

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La Sarda Rivoluzione in Sardegna più che avvenimento che induce all’unione è stato motivo di divisione. Per tutto l’Ottocento è prevalsa l’idea che i protagonisti si fossero macchiati di tradimento verso i Savoia. Un ostracismo che coinvolse tutti i partecipanti a quei moti e i loro discendenti, persino le figlie di Giovanni Maria Angioy costrette a rinnegare il padre. In anni più vicini è prevalsa la tesi che si trattò, in fin dei conti, di una rivolta che si spense quando le élite sarde ebbero riconoscimento nell’amministrazione del regno. C’è voluta l’opera di Girolamo Sotgiu che ridette a quei moti il loro carattere antifeudale e popolare. In tempi più recenti in molti hanno scritto su Giovanni Maria Angioy, sulle sue vicende, ma il periodo meno esplorato è stato quello dell’esilio parigino. Eppure furono anni importanti, gli esuli sardi, pur delusi dal mancato intervento francese in Sardegna, ebbero con i dirigenti rivoluzionari rapporti intensi. Contemporaneamente per loro furono anni d’indigenza non potendo utilizzare i propri beni sequestrati dai Savoia. Adriana Valenti Sabouret con “Madame Dupont” (Arkadia Editore, Cagliari 2021, 16 euro) colma la lacuna. L’autrice siciliana-sarda-parigina è alla sua seconda prova letteraria; ha pubblicato in francese il libro “Le rive d’Honoré” dove si racconta degli anni sardi di Honoré de Balzac. Affascinata dalla figura di Giovanni Maria Angioy dopo la traduzione in francese di “Una semplice formalità” di Giuseppe Masala, decise di indagare sull’esilio dei patrioti sardi.

Non sapeva che l’aspettava un lavoro duro, che neanche il confinamento dettato dal Covid ha interrotto. Una ricerca che si è svolta tra gli archivi di Stato francesi, quelli del notariato, delle parrocchie e dei cimiteri, alla vana ricerca della sepoltura di Giomaria. Indagine che le ha permesso di rintracciare la tomba di don Michele Obino, il sacerdote e avvocato lussurgese, l’unico che ebbe fortuna a Parigi, diventando un professionista di fama e potendosi pagare una sepoltura perpetua; a differenza di Giomaria e del medico cagliaritano Pietro Lao, morti in grande povertà. Quest’ultimo dovrebbe essere ricordato ma anche per i suoi meriti nella scienza medica. Il romanzo storico indaga sul non detto, sui fatti che la Grande Storia tralascia, a patto però che il contesto dei tempi venga rispettato. Tra i tanti pregi di “Madame Dupont”, c’è una descrizione attenta della Parigi napoleonica nelle sue vie, quartieri e monumenti. Un libro che emana una forza-tenera. Mi si passi l’ossimoro, forte perché racconta grandi passioni, tenera poiché tutta la vicenda è letta dagli occhi e i sentimenti di Catherine Dupont, padrona della pensione in cui l’esule aveva trovato rifugio.

Una donna che accompagna Angioy fino alla sua fine, nutre per lui un amore sincero e disperato. Lo sguardo della parigina si volge di compassione anche verso gli altri esuli, di cui capisce fino in fondo la malinconia, la sofferenza per la lontananza dagli affetti e dalla propria terra. Una donna che sperimenterà personalmente anche l’ingratitudine di una Sardegna sconfitta che vorrebbe solo dimenticare. Un libro con una scrittura chiara ed evocatrice dove i personaggi sono definiti in maniera accurata. Un lavoro che offre ulteriori piani di lettura alla Sarda Rivoluzione, l’evento che determinò l’ingresso della Sardegna nell’Evo contemporaneo.

In Sardegna c’è un grande interesse per il romanzo storico perché la nostra storia è assente dai testi scolastici. La sua conoscenza, quando vi è, è merito solo di alcuni insegnanti illuminati. Adriana Valenti Sabouret contribuisce con la sua opera, trasmettendo tutto il suo amore per la nostra terra e per le sue vicende. Il libro meriterebbe di essere letto nelle scuole in modo che le giovani generazioni sappiano e conoscano la loro storia.

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