L’argilla diventa opera d’arte
Forme lunari, figure contorte o sinuose, cubi e animali fantastici, facce colorate e pietre nere carbone. Con parecchio di femminile. Sono 54 le opere in mostra nelle sale del convento dei Cappuccini...
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Forme lunari, figure contorte o sinuose, cubi e animali fantastici, facce colorate e pietre nere carbone. Con parecchio di femminile. Sono 54 le opere in mostra nelle sale del convento dei Cappuccini a Bosa, tutte ispirate ai fratelli Federico e Melkiorre Melis, pittori e ceramisti che nel Novecento hanno dato lustro alla loro cittadina in riva al Temo. Sabato scorso l’inaugurazione della mostra ha coinciso con la premiazione del concorso a cui hanno risposto settanta artisti da tutto il mondo. Al primo posto si è classificata l’opera Vulnerable di Patty Wouters, artista fiamminga. Sempre al primo posto, ma nella sezione under 35, la Conchiglia lunare di Ludovica Silvestri. Menzioni speciali a “In sintesi”, opera nata da una collaborazione fra l’artista Valeria Tola e lo studio di design sassarese Arché e a “Dragons e draghesse di Mirta Morigi.
Un universo di oggetti sorprendenti, quelli in mostra al Convento dei Cappuccini fino al 25 agosto. Tante le tecniche utilizzate per dare forma e vita all’argilla che diventa di volta in volta espressione materica e visiva senza eguali. Le opere in esposizione sono foggiate e decorate con il paper clay, modellato e lastra, gres ad alta temperatura, porcellana e maiolica. Tutti metodi in grado di trasformare un materiale di per sé neutro in qualcosa che appare come metallo, vetro, marmo, specchio, perla, ricamo. I canoni espressivi spaziano poi dalla rielaborazione del tradizionale al contemporaneo. C’è Sardegna nelle figure femminili, dalla mater mediterranea alla chioma di donna mossa dal maestrale, c’è il riferimento all’artigianato classico, come ad esempio l’intreccio dei cestini immortalato nella pietra, il plissè della gonna dell’abito tradizionale, ma anche modernissime onde madreperlate e cuori pulsanti di metallo e fili elettrici.
Sullo sfondo due artisti, i fratelli Melis, che con la materia argilla hanno espresso uno stile all’avanguardia riconosciuto ancora oggi come punto di riferimento per gli artisti che si cimentano in questa non semplice forma d’arte. Proprio a loro era dedicato il “Premio fratelli Melis” con l’intento di promuovere e sostenere chi lavorala ceramica nei settori dell’arte, dell’artigianato d’eccellenza e del design a livello nazionale e internazionale e per diffondere, e valorizzare la cultura della ceramica in tutte le sue espressioni. La direzione artistica è curata dall’artista bosana Stefania Spanedda, da Stefania Crisponi presidentessa della Pro Loco e dalla ceramista Paola Ceriotti del Messy lab. Collettivo di ceramica.
Le opere, a tema libero, sono arrivate dalle varie regioni d’Italia, dalla Croazia, da Malta, dal Brasile, dal Belgio, dalla Slovenia, dalla Francia, dall’Inghilterra e numerosi degli artisti e delle artiste partecipanti sono di fama internazionale. Ma alla mostra sono affiancati altri eventi. Dopo l’appuntamento di ieri nel quale il ceramista Antonello Cuccu e Antonello Carboni hanno condotto i partecipanti alla scoperta della poetica artistica di Federico e Melkiorre Melis, il 20 agosto sono in programma un appuntamento mattutino e uno serale.
Alle 9, nel cuore del centro storico, ci sarà un laboratorio pratico di manipolazione dell’argilla rivolto alle bambine e ai bambini dai 6 ai 10 anni e gestito dalle ceramiste Stefania Spanedda, Pina Monne, e Sara Castellano mentre alle 21, sempre nel chiostro dell’ex convento dei Cappuccini ci sarà la conferenza “All’origine dell’artigianato artistico in Sardegna. Ceramiche e rappresentazioni femminili tra la preistoria e l’età nuragica” a cura dell’archeologo Franco Campus. La mostra è visitabile dalle 11 alle 13.30 e dalle 16 alle 19.30. L’ingresso è gratuito.
Un universo di oggetti sorprendenti, quelli in mostra al Convento dei Cappuccini fino al 25 agosto. Tante le tecniche utilizzate per dare forma e vita all’argilla che diventa di volta in volta espressione materica e visiva senza eguali. Le opere in esposizione sono foggiate e decorate con il paper clay, modellato e lastra, gres ad alta temperatura, porcellana e maiolica. Tutti metodi in grado di trasformare un materiale di per sé neutro in qualcosa che appare come metallo, vetro, marmo, specchio, perla, ricamo. I canoni espressivi spaziano poi dalla rielaborazione del tradizionale al contemporaneo. C’è Sardegna nelle figure femminili, dalla mater mediterranea alla chioma di donna mossa dal maestrale, c’è il riferimento all’artigianato classico, come ad esempio l’intreccio dei cestini immortalato nella pietra, il plissè della gonna dell’abito tradizionale, ma anche modernissime onde madreperlate e cuori pulsanti di metallo e fili elettrici.
Sullo sfondo due artisti, i fratelli Melis, che con la materia argilla hanno espresso uno stile all’avanguardia riconosciuto ancora oggi come punto di riferimento per gli artisti che si cimentano in questa non semplice forma d’arte. Proprio a loro era dedicato il “Premio fratelli Melis” con l’intento di promuovere e sostenere chi lavorala ceramica nei settori dell’arte, dell’artigianato d’eccellenza e del design a livello nazionale e internazionale e per diffondere, e valorizzare la cultura della ceramica in tutte le sue espressioni. La direzione artistica è curata dall’artista bosana Stefania Spanedda, da Stefania Crisponi presidentessa della Pro Loco e dalla ceramista Paola Ceriotti del Messy lab. Collettivo di ceramica.
Le opere, a tema libero, sono arrivate dalle varie regioni d’Italia, dalla Croazia, da Malta, dal Brasile, dal Belgio, dalla Slovenia, dalla Francia, dall’Inghilterra e numerosi degli artisti e delle artiste partecipanti sono di fama internazionale. Ma alla mostra sono affiancati altri eventi. Dopo l’appuntamento di ieri nel quale il ceramista Antonello Cuccu e Antonello Carboni hanno condotto i partecipanti alla scoperta della poetica artistica di Federico e Melkiorre Melis, il 20 agosto sono in programma un appuntamento mattutino e uno serale.
Alle 9, nel cuore del centro storico, ci sarà un laboratorio pratico di manipolazione dell’argilla rivolto alle bambine e ai bambini dai 6 ai 10 anni e gestito dalle ceramiste Stefania Spanedda, Pina Monne, e Sara Castellano mentre alle 21, sempre nel chiostro dell’ex convento dei Cappuccini ci sarà la conferenza “All’origine dell’artigianato artistico in Sardegna. Ceramiche e rappresentazioni femminili tra la preistoria e l’età nuragica” a cura dell’archeologo Franco Campus. La mostra è visitabile dalle 11 alle 13.30 e dalle 16 alle 19.30. L’ingresso è gratuito.
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