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TIME IN JAZZ 

Con John De Leo la discesa all’inferno è StrasborDante

Con John De Leo la discesa all’inferno è StrasborDante

Quando i concerti fanno tappa in questo tipo di luoghi, nelle cornici verdi galluresi, allora non si può parlare solo di musica. Bisogna necessariamente considerare il connubio tra lo spettacolo e la...

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Quando i concerti fanno tappa in questo tipo di luoghi, nelle cornici verdi galluresi, allora non si può parlare solo di musica. Bisogna necessariamente considerare il connubio tra lo spettacolo e la scenografia naturale. Ieri mattina era la chiesa campestre di San Bachisio, nel territorio di Telti, tra gli ulivi e le pietre. I versi di John De Leo, intesi come poesia e come suoni, sono arrivati forti perché la platea non era quella canonica del teatro; si trattava di un viaggio all’inferno, e menomale c’era l’afa, il sudore e la polvere a vivificare l’interpretazione sublime dell’artista romagnolo e dei suoi musicisti. Accompagnato da Fabrizio Tarroni alla chitarra e da Franco Naddei all’elettronica, il concerto di John De Leo si apre con un mashup tra due suoi grandi successi, si comincia con “Apocalissi mantra blues” e subito dopo prosegue “Vago Svanendo”. Profetici proprio i primi versi del secondo brano: “Lontani dal mare / qui non c’è musica solare / siamo sull’altro versante”. La musica si cala infatti in atmosfere fosche, per inaugurare il percorso nell’inferno della Divina Commedia. Un percorso a tappe che ricalca, ma adattato per l’occasione, lo spettacolo “StraborDante” che il cantautore e compositore ha portato sui palchi per le celebrazioni dantesche insieme al suo quartetto. Si parte doverosamente dalle terzine iniziali del primo canto, si passa attraverso alcuni dei momenti più topici, c’è particolare pathos al passaggio del quinto canto, la storia di Paolo e Francesca. «E quindi uscimmo a riveder le stelle», in un finale che si unisce in maniera azzeccata al tema di questa 34esima edizione di Time in Jazz, “sos isteddhos” appunto.

«Artista che volevamo avere da tantissimo tempo», lo presenta Paolo Fresu, e lui mette in mostra tutte le particolari doti vocaliche e d’interpretazione apprezzate ormai da anni. I versi della Commedia che cadenzano le tappe sono il lasciapassare alle visioni sonore che De Leo porta avanti con l’utilizzo di microfoni, karaoke giocattolo, loop station, giochi di voce. Completate dalla chitarra jazz e dalle campionature live.

L’artista, domani pomeriggio a Berchidda, dirigerà il laboratorio vocale insieme a Fabrizio Tarroni dal titolo “Là sulle stelle” dedicato a bambini e ragazzi all’interno della sezione “time to children”.

Dalla chiesa di San Bachisio, nel pomeriggio “Time in jazz” si è spostato al castello di Baldu a Luogosanto per il concerto solista del pianista Fabio Giachino. In serata, a Li Conchi ad Arzachena si è esibito il trio jazz-rock Bobo con Christian Meyer alla batteria, Faso al basso, Alessio Menconi alla chitarra. A mezzanotte, al Jolly cafè, la rassegna Festivalbar.

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