TIME IN JAZZ
Viaggio visionario nel cosmo con le note di Gianluca Petrella
Più vicini alle stelle di così non è possibile. È successo ieri sera a chi ha assistito al concerto di Gianluca Petrella Cosmic Renaissance. Un viaggio costruito su sonorità potenti e magiche allo...
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Più vicini alle stelle di così non è possibile. È successo ieri sera a chi ha assistito al concerto di Gianluca Petrella Cosmic Renaissance. Un viaggio costruito su sonorità potenti e magiche allo stesso tempo. Un progetto che va avanti da anni, il suo, ispirato alla musica di Sun Ra e al suo afrofuturismo, con Mirco Rubegni alla tromba, Blake Franchetto al basso, Federico Scettri alla batteria e Simone Padovani alle percussioni. Il pubblico di “Time in jazz” ha potuto così godere di una performance di altissimo livello trascinato dal ritmo incalzante di una band generosissima.
D’altra parte ieri è stata un’altra giornata di grande musica cominciata in un territorio lontano da Berchidda. A Ittiri, all’esterno della chiesa di San Maurizio, si è esibito il trio MAT di Marcello Allulli (sax tenore), Francesco Diodati (chitarra) ed Ermanno Baron (batteria) che con una particolarissima fusione di suoni acustici ed elettronici ha conquistato il pubblico nonostante le temperature estreme che anche ieri hanno fatto da sfondo al festival. L’intesa fra i tre musicisti si è tradotta in una tensione emotiva in linea con la presentazione dell’album “In front of”, pubblicato dall’etichetta Tuk Music.
La bella cornice campestre della chiesa di Nostra Signora di Castro, a pochi chilometri da Oschiri, ha invece ospitato, nel pomeriggio, un evento in perfetta sintonia con il tema di questa edizione del festival ispirata alle stelle e a Dante Alighieri. All’interno della corte del Santuario di Nostra Signora di Castro musica e parole hanno rappresentato la prima e coraggiosa traduzione dell’opera di Dante in sardo realizzata da Pietro “Pedru” Casu (1878 - 1954), parroco, letterato e studioso della lingua berchiddese. Alla tromba e al flicorno Paolo Fresu, al piano Ramberto Ciammarughi, il coro di Orgosolo Tenore Murales e tre lettori non professionisti in logudorese: Nino Pericu (presente con la sua voce registrata) e Domenico Campesi di Oschiri e la berchiddese Bastianina Calvia, presidente dell’associazione Eredi Pietro Casu. Un folto pubblico si è assiepato sul prato che costeggia la chiesa medievale, tutti ad ascoltare i versi danteschi in una lingua inusuale come il sardo. Atmosfera incantata all’ombra del gigantesco olmo che sorveglia il santuario.
Nel pomeriggio al cinema Santa Croce un appuntamento inserito nella rassegna cinematografica curata dal regista Gianfranco Cabiddu: “Improvvisazioni sopra le stelle” ha visto Paolo Di Sabatino al pianoforte impegnato a inventare a braccio il giusto commento sonoro per le immagini di due film muti di Buster Keaton, “My Wife’s Relations” e “The Blacksmith”. Spazio poi alle letture con la presentazione del libro “La storia del jazz” di Luigi Onori.
D’altra parte ieri è stata un’altra giornata di grande musica cominciata in un territorio lontano da Berchidda. A Ittiri, all’esterno della chiesa di San Maurizio, si è esibito il trio MAT di Marcello Allulli (sax tenore), Francesco Diodati (chitarra) ed Ermanno Baron (batteria) che con una particolarissima fusione di suoni acustici ed elettronici ha conquistato il pubblico nonostante le temperature estreme che anche ieri hanno fatto da sfondo al festival. L’intesa fra i tre musicisti si è tradotta in una tensione emotiva in linea con la presentazione dell’album “In front of”, pubblicato dall’etichetta Tuk Music.
La bella cornice campestre della chiesa di Nostra Signora di Castro, a pochi chilometri da Oschiri, ha invece ospitato, nel pomeriggio, un evento in perfetta sintonia con il tema di questa edizione del festival ispirata alle stelle e a Dante Alighieri. All’interno della corte del Santuario di Nostra Signora di Castro musica e parole hanno rappresentato la prima e coraggiosa traduzione dell’opera di Dante in sardo realizzata da Pietro “Pedru” Casu (1878 - 1954), parroco, letterato e studioso della lingua berchiddese. Alla tromba e al flicorno Paolo Fresu, al piano Ramberto Ciammarughi, il coro di Orgosolo Tenore Murales e tre lettori non professionisti in logudorese: Nino Pericu (presente con la sua voce registrata) e Domenico Campesi di Oschiri e la berchiddese Bastianina Calvia, presidente dell’associazione Eredi Pietro Casu. Un folto pubblico si è assiepato sul prato che costeggia la chiesa medievale, tutti ad ascoltare i versi danteschi in una lingua inusuale come il sardo. Atmosfera incantata all’ombra del gigantesco olmo che sorveglia il santuario.
Nel pomeriggio al cinema Santa Croce un appuntamento inserito nella rassegna cinematografica curata dal regista Gianfranco Cabiddu: “Improvvisazioni sopra le stelle” ha visto Paolo Di Sabatino al pianoforte impegnato a inventare a braccio il giusto commento sonoro per le immagini di due film muti di Buster Keaton, “My Wife’s Relations” e “The Blacksmith”. Spazio poi alle letture con la presentazione del libro “La storia del jazz” di Luigi Onori.
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