Enrico Lo Verso a Sassari porta in scena Pirandello
Dopo dieci anni di assenza dalle scene, cinque anni fa scelse di tornare a teatro per dar corpo e voce ai personaggi di uno dei più celebri romanzi del suo conterraneo
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Enrico Lo Verso, dopo dieci anni di assenza dalle scene, cinque anni fa scelse di tornare a teatro per dar corpo e voce ai personaggi di uno dei più celebri romanzi del suo conterraneo Luigi Pirandello, “Uno nessuno centomila”, nell’adattamento proposto e diretto da Alessandra Pizzi. A cinque anni dal debutto (il 29 luglio 2016 a Lecce), dopo 300 repliche nei più importanti festival e teatri nazionali ed internazionali e oltre 300.000 spettatori, continua la tournée dello spettacolo con cui l'attore palermitano e la regista salentina rendono omaggio ad uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi, portando in scena la sua opera chiave.
“Uno nessuno centomila” sarà in scena domenica 22 agosto sul palco del cortile dell’istituto comprensivo “Farina - San Giuseppe” di Sassari, con inizio alle 21. Lo spettacolo, che ha il patrocinio del Comune di Sassari, è compreso nel cartellone della rassegna Sassari Estate 2021 (platea non numerata 25 euro più 2 euro di prevendita).
“Uno nessuno centomila”, realizzato in occasione dell’ottantesimo anniversario della morte di Pirandello, è l’adattamento teatrale della storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita a partire da un dettaglio minimo, insignificante. Il pretesto è un appunto, un’osservazione banale che viene dall’esterno. I dubbi di un’esistenza si dipanano attorno ad un particolare fisico. Le cento maschere della quotidianità lasciano il posto alla ricerca del Sé autentico, vero, profondo. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi e nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila per cercare l’uno, a volte può significare fare i conti con il nessuno. Ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporarla, la vita.
In forma di monologo, il testo è affidato al racconto e alla bravura interpretativa di Lo Verso, tornato sul palcoscenico per dar vita ad un contemporaneo Vitangelo Moscarda, l’uomo “senza tempo”, e ai personaggi del romanzo pirandelliano, in un allestimento minimale ma nello stesso tempo mutevole in ogni contesto. Una seduta psicoterapeutica da cui si viene irrimediabilmente attratti. «Avrei voluto che Pirandello fosse vivo - spiega Alessandra Pizzi - per mostrargli la grandezza della sua parola e l’attualità del suo pensiero che immobilizzano il pubblico ad ogni spettacolo e chiedergli se fosse mai stato consapevole delle conseguenze che avrebbe potuto produrre la tumultuosa portata di quel suo messaggio. Di qui l’idea di una nuova ed originale messa in scena volta a rendere la perennità del pensiero pirandelliano, l’atemporalità del protagonista uomo di ieri, di oggi, di domani».
“Uno nessuno centomila” sarà in scena domenica 22 agosto sul palco del cortile dell’istituto comprensivo “Farina - San Giuseppe” di Sassari, con inizio alle 21. Lo spettacolo, che ha il patrocinio del Comune di Sassari, è compreso nel cartellone della rassegna Sassari Estate 2021 (platea non numerata 25 euro più 2 euro di prevendita).
“Uno nessuno centomila”, realizzato in occasione dell’ottantesimo anniversario della morte di Pirandello, è l’adattamento teatrale della storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita a partire da un dettaglio minimo, insignificante. Il pretesto è un appunto, un’osservazione banale che viene dall’esterno. I dubbi di un’esistenza si dipanano attorno ad un particolare fisico. Le cento maschere della quotidianità lasciano il posto alla ricerca del Sé autentico, vero, profondo. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi e nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila per cercare l’uno, a volte può significare fare i conti con il nessuno. Ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporarla, la vita.
In forma di monologo, il testo è affidato al racconto e alla bravura interpretativa di Lo Verso, tornato sul palcoscenico per dar vita ad un contemporaneo Vitangelo Moscarda, l’uomo “senza tempo”, e ai personaggi del romanzo pirandelliano, in un allestimento minimale ma nello stesso tempo mutevole in ogni contesto. Una seduta psicoterapeutica da cui si viene irrimediabilmente attratti. «Avrei voluto che Pirandello fosse vivo - spiega Alessandra Pizzi - per mostrargli la grandezza della sua parola e l’attualità del suo pensiero che immobilizzano il pubblico ad ogni spettacolo e chiedergli se fosse mai stato consapevole delle conseguenze che avrebbe potuto produrre la tumultuosa portata di quel suo messaggio. Di qui l’idea di una nuova ed originale messa in scena volta a rendere la perennità del pensiero pirandelliano, l’atemporalità del protagonista uomo di ieri, di oggi, di domani».
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