MUSICA SULLE BOCCHE
Favata: «Festival storico che merita di diventare istituzione culturale»
Dopo ventiquattro concerti in ben quindici località, con la tappa di oggi a Tergu, la carovana di Musica sulle Bocche, pianterà le tende per l'ultimo appuntamento in calendario nella chiesa Nostra...
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Dopo ventiquattro concerti in ben quindici località, con la tappa di oggi a Tergu, la carovana di Musica sulle Bocche, pianterà le tende per l'ultimo appuntamento in calendario nella chiesa Nostra Signora di Tergu per il concerto al calar del sole dove sarà di scena il Duo composto da Ada Montellanico e Enrico Zanisi. Un live interessante (dalle 19.30 ingresso 5€), con Ada Montellanico, una delle più importanti autrici e cantanti della scena jazzistica nostrana, capace come nessun’altra di trovare una magica fusione tra lingua italiana, il jazz e l'improvvisazione. Di fronte a lei le note del pianoforte di Enrico Zanisi, e la sua poliedricità strumentale come pianista di enorme sensibilità e maestria che appartiene ormai alla nutrita schiera di giovani musicisti in rapida ascesa nazionale, insieme per dar vita ad appassionate storie musicali. Dopo l'esperimento riuscito dello scorso anno, la ventunesima edizione del festival organizzato da Jana Project ha messo in atto una vera e propria rivoluzione organizzativa con un mese di programmazione in alcune dei più suggestivi, spesso inutilizzati, siti naturali del nord Sardegna. “Musica sulle Bocche ha una grande capacità di rigenerarsi” spiega il direttore artistico Enzo Favata. “In questi 21 anni di esperienza abbiamo sempre prodotto delle idee. Fino a qualche anno fa chiedevamo al pubblico di venire ai nostri concerti, ora invece i concerti li portiamo sotto casa del pubblico. Da tre anni MsB è un laboratorio in crescita con una rete concreta ben definita in cui i le amministrazioni comunali che ci ospitano hanno un ruolo importante e lavorano con noi nella programmazione. È stato un lavoro molto impegnativo. Una grande carovana che si è spostata quasi ogni giorno. Siamo stati in sedici comuni e coperto un territorio di circa cento km. Portare musica di grandissima qualità in mezzo al paesaggio ha ripagato il nostro duro lavoro. Abbiamo la capacità di adattarci ai luoghi che ci hanno ospitato. La Sardegna è ricca di siti meravigliosi e trovare il modo di valorizzarli trasformandoli in uno scenario per un concerto, nel massimo rispetto. Un lavoro di ricerca che inizia mesi prima del festival. Da musicista posso girare il mondo ma abitare in Sardegna mi permette di conoscerla. Anche se non in termini di budget, siamo diventati il festival più grosso, servendo un territorio importante. Creiamo sviluppo di tipo culturale e turistico portando i nostri concerti in posti che i visitatori non conoscono perché fuori dai circuiti del mainstream”. Tanti i grandi nomi portati, alcune volte in luoghi remoti, altre in zone più accessibili. Il Perfect Trio di Roberto Gatto al porticciolo di Costa Paradiso, Paolo Angeli alla chiesa di San Pantaleo di Martis, il Trio Servillo – Girotto – Mangalavite a Valledoria, Mino Cinelu e Nils Petter Molvaer a Castelsardo, i Guano Padano a Chiaramonti, sono solo alcuni esempi del fitto calendario iniziato il primo agosto da Bulzi. Un festival che si è insediato nella natura in punta di piedi e che recentemente ha aderito alla rete nazionale di festival “Jazz takes the green” “La propensione al green, cioè il rispetto della natura l'abbiamo messa in atto sin dalle prime edizioni, ancor prima che ce ne fosse l'esigenza. Ci siamo sempre posti il problema della salvaguardia del sito naturalistico o storico dove ci siamo insediati facendo sempre attenzione ad arrivare e andar via in maniera non invasiva”. Il sassofonista algherese da anni chiede per il suo festival il riconoscimento di “Istituzione Culturale”. “Non solo per noi di MsB ma anche altri festival storici dovremmo essere riconosciuti come tali. Il nostro lavoro strategico di altissimo livello e dimostrato dai risultati che otteniamo risulta nella stampa internazionale e l'attività sui social. Promuoviamo l'isola in tutto il mondo ma non veniamo riconosciuti ufficialmente delle istituzioni al pari di un museo. Non ci consideriamo importanti storicamente come i Giganti di Monte Prama ma nel contemporaneo abbiamo lo stesso livello”. La polemica sull'assegnazione a sportello dei rimborsi dell'assessorato regionale alla cultura si è conclusa quando il TAR si è pronunciato e di fatto ha annullato la graduatoria del 2020. “È stato confermato che c'è stata una netta violazione della legge e dei criteri applicati. Prima hanno fatto un bando e dopo qualche settimana lo hanno sostituito con il click day. È stato un grave errore non solo nei confronti di chi aveva diritto dei contributi, ma anche di chi è stato illuso, danneggiato perchè già utilizzato i fondi”.
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