In corsa verso il futuro tra il rock e l’elettronica, successo per Karel Expo

Dal rock alla musica elettronica sperimentale, incontri, esposizioni di opere d’arte ed escursioni tra natura e monumenti. Un bilancio positivo, nonostante le condizioni meteo avverse, per la...

Dal rock alla musica elettronica sperimentale, incontri, esposizioni di opere d’arte ed escursioni tra natura e monumenti. Un bilancio positivo, nonostante le condizioni meteo avverse, per la quindicesima edizione del Karel Music Expo al Lazzaretto di Sant’Elia. Una versione ridotta senza rinunciare ai grandi nomi del panorama musicale nazionale, con una particolare attenzione a quello regionale ed alcune sorprese tra gli stranieri in cartellone. Un successo la performance di sabato sera per il ritorno dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Un set ad alta tensione per la storica formazione di Pordenone in due ore di rock e pop che hanno messo a dura prova il pubblico che ha stento è riuscito a rimanere seduto nelle poltroncine, condizione obbligatoria per lo svolgimento del concerto. Una ventina di brani tra ballate in semi acustico e un rock cadenzato che ne contraddistingue il sound.

Due grandi sorprese al femminile nel programma allestito da Vox Day. La prima, sabato 11, è stata certamente Maria Basel, Ucraina di base in Germania. Una voce armoniosa e versatile, ambient suggestivo e credibile, spesso malinconico con uno stile maturato dagli iniziali studi nella musica classica ed evoluto con una forte propensione per quella elettronica messa in pratica con una carriera come producer e dj arricchito da arrangiamenti sofisticati verso il jazz e l’R’nB per l’esordio da solista “Layers” che le sta regalando grandi soddisfazioni di pubblico e critica.

Un volto già noto nella serata d’apertura di giovedì 9, quello della cantautrice tunisina Emel, il cui brano “Kelmti Horra” (Il mio mondo è libero) divenne nel 2011, l’inno della primavera araba e simbolo della protesta dei giovani tunisini e icona dei diritti civili del popolo musulmano tanto da farla partecipare nel 2015 al premio Nobel per la pace. La world music, ben radicata nella tradizione ma che strizza l’occhio all’elettronica in un interessante connubio che ha visto, come ospite d’eccezione, il violinista degli Afterhours, Rodrigo D’erasmo.

Altro successo, ancora al femminile, con l’acclamato live di Cristina Donà per una data del tour promozionale del nuovo (capo)lavoro discografico “Desidera” realizzato con un “crowd founding” sostenuto dai fan conquistati durante i suoi ventiquattro anni di carriera. Divertente e irriverente il cantautore milanese Edda. Celebre come frontman della seminale rock band Ritmo Tribale, ha presentato i brani del quarto disco da solista “Fru Fru” (Woodworm/Artist First, 2019) e una carrellata di brani della sua discografia.

Un solo voce e chitarra, nella serata d’apertura del 9 anche per il fondatore dei Csi e chitarrista dei Cccp, Giorgio Canali. Un’ora per ripercorrere il rock della band che porta il suo nome, i Rossofuoco.

Ancora da menzionare le buone performance dei padroni di casa Igor Lampis, Luca Usai, Pasquale demis Posadino e Alberto Atzori, il piano solo di Peter Waters, l’ambient post rock di Sarram, l’elettronica di Stziopa ed il cantautorato di Andrea Andrillo e Daniele Celonae, per concludere il chitarrista solista Gionata Mirai.

Due le mostre in esposizione legate al progetto Karel: “Questa stanza non ha più pareti” di La Chigi (in collaborazione con la Fondazione Siotto”) e “Nessun Dorma - Collezione Fondazione Bartoli Felter” quest’ultima visitabile, sempre al Lazzaretto, fino al 19 settembre.

WsStaticBoxes

Necrologie

WsStaticBoxes