La Nuova Sardegna

“UNO NESSUNO E CENTOMILA” DI PIRANDELLO 

Solo 45 paganti a Sassari Lo Verso annulla lo spettacolo

Solo 45 paganti a Sassari Lo Verso annulla lo spettacolo

La ripresa del teatro tarda a vedersi. E neanche i grandi nomi del palcoscenico sembrano riuscire a fare presa sul pubblico. Un esempio arriva da Sassari, dove per la seconda volta in un mese è stato...

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La ripresa del teatro tarda a vedersi. E neanche i grandi nomi del palcoscenico sembrano riuscire a fare presa sul pubblico. Un esempio arriva da Sassari, dove per la seconda volta in un mese è stato annullato lo spettacolo “Uno nessuno e centomila” di Luigi Pirandello con Enrico Lo Verso. Una pièce che in epoca pre pandemia è andata in scena per oltre 400 repliche con 300mila spettatori. Un successo di critica e pubblico che aveva spinto il grande attore siciliano a portare avanti lo spettacolo per anni. Con tappe anche in Sardegna: vedi Olbia, dove nell’estate 2019 si riuscì con fatica a contenere il numeroso pubblico accorso nella piazzetta Santa Croce. Ma poi ci si è messa di mezzo la pandemia e quello che accadeva due anni fa sembra lontano due secoli. Oggi il pubblico diserta il teatro.

E anche un big come Lo Verso deve (per ora) alzare bandiera bianca. Solo 45 paganti per una platea di oltre 300 sedie – lo spettacolo si sarebbe dovuto tenere domani sera in piazza Moretti - hanno convinto la regista Alessandra Pizzi, dopo essersi consultata con lo stesso Lo Verso, a desistere e ad annullare la tappa di Sassari. Per la seconda volta di fila in venti giorni. «Non è un problema della Sardegna, ma riguarda tutta l’Italia – dice la regista, che in questo momento cura la regia anche degli spettacoli di Enzo Decaro e Danilo Rea–. Siamo partiti da Parma, siamo stati in Calabria, Puglia, Sicilia, ma ovunque la situazione era la stessa. La gente non viene più a teatro. Questo è il vero problema. Purtroppo non basta che un assessore ci creda, come è successo a Sassari. Anzi, noi ringraziamo tantissimo l’amministrazione comunale che ha creduto in noi, che ci ha messo a disposizione una piazza, un palco, le sedie. Un assessore che ci crede è già un miracolo, ma purtroppo non basta. È il pubblico che deve fare sopravvivere il teatro. Lo stesso pubblico che riempie bar e ristoranti. Noi, da parte nostra, non possiamo tenere in vita un cadavere. E anche una amministrazione come fa a giustificare le spese per un palco se poi non viene nessuno a vederlo?». Alessandra Pizzi è sconsolata, delusa, anche perché abituata a una risposta ben più massiccia da parte del pubblico. La speranza è ora riposta nell’inverno, anche perché «il pubblico estivo è stato sempre molto più distratto – ammette la regista –. La amministrazione comunale ci ha proposto un rinvio ai prossimi mesi e noi abbiamo accettato molto volentieri».

Ma ora tocca al pubblico fare la sua parte.

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