Una necropoli scavata nella pietra
Tuvixeddu, dal sardo campidanese “tuvu” (calcare) o anche cavità, nome probabilmente legato alle cave, è la più grande necropoli punica esistente. Ha un’estensione vasta che all’origine superava gli...
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Tuvixeddu, dal sardo campidanese “tuvu” (calcare) o anche cavità, nome probabilmente legato alle cave, è la più grande necropoli punica esistente. Ha un’estensione vasta che all’origine superava gli 80 ettari, dalla laguna di Santa Gilla si estendeva fino a Via Is Maglias e da Viale Sant'Avendrace fino a viale Merello. Il sito è stato abitato fin dal Neolitico, sono stati trovati reperti della Cultura di Ozieri ( dal 3200 a.C. al 2800 a.C), in seguito (VI ed il III secolo a.C.) i Cartaginesi utilizzarono l’area per le sepolture scavando dei pozzi che raggiungono anche decine di metri di profondità. In seguito una parte dell’area fu utilizzata
(II secolo a.C.) come necropoli anche dai romani.
(II secolo a.C.) come necropoli anche dai romani.
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