Fumetti, la rivista Linus scopre l'artista sarda Edina Altara

Il collage di Edina Altara intitolato Madre di Barbagia (archivio Altara)

L’approfondimento di questo mese, dedicato a David Cronenberg, contiene anche un intervento inedito in cui il grande regista canadese spiega il suo cinema

David Cronenberg, ma non solo. Nel nuovo numero di “Linus” dedicato in gran parte al geniale regista canadese trova spazio anche Edina Altara. Un approfondimento curato da Stefano Salis mette in evidenza «la molteplicità e la qualità del suo ingegno», ricordandone la vita tesa al «cercare e proporre bellezza» per citare il titolo del pezzo firmato dal giornalista del Sole 24 Ore che occupa quattro pagine della storica rivista di cultura fumettistica (e tanto altro). Un omaggio all’artista, nata a Sassari alla fine dell’Ottocento e vissuta sino al 1983, oggi riscoperta e sempre più conosciuta anche grazie al lavoro di recupero e valorizzazione portato avanti dal pronipote Federico Spano. Alcune immagini di illustrazioni e collage del suo archivio fanno da corredo all’articolo di “Linus” che arriva quando è in corso al Man di Nuoro, fino a gennaio, la mostra “Gruppo di famiglia con immagini”, curata da Luca Scarlini, dedicata ad Edina Altara e a Vittorio Accornero de Testa: suo marito tra gli anni Venti e Trenta, prima della separazione.

Scoperta dal pittore Giuseppe Biasi, l’artista sarda si era fatta notare molto giovane come ricorda Salis aprendo il suo intervento con la descrizione dell’opera “Nella terra degli intrepidi sardi”, acquistata dopo un’esposizione a Torino dal re Vittorio Emanuele III e oggi conservata al Quirinale. Nel pezzo viene citata anche la monografia di Giuliana Altea, edita da Ilisso, e il recente libro della studiosa Paola Pallottino “Le figure per dirlo. Storia delle illustratrici italiane” (Treccani) dove trova spazio anche Edina Altara. Non solo, però, illustratrice nel corso della sua vita. Anche sarta, pittrice, ceramista, decoratrice.


Ecco così nella seconda parte dell’approfondimento il racconto dell’importante collaborazione con il noto architetto e designer Gio Ponti che «esigentissima con se stessa prima che con gli altri – scrive Salis – faceva dannare perché non consegnava fino a che il lavoro non era perfetto e spesso in ritardo». In particolare si fa riferimento a opere con soggetti mitologici: dalle cassettiere con frontali in vetro eglomizzato realizzati per casa Lucano a Milano nel 1951 alle decorazioni, olio su specchio, per interni della nave Oceania risalenti allo stesso periodo.

Dopo il focus su Edina Altara “Linus” di ottobre regala ai lettori, nelle ultime pagine, un’anticipazione riguardante un fumetto scritto da Micol Arianna Beltramini e illustrato da Daniele Serra, entrambi di Cagliari. A fine mese uscirà, edito da Mondadori Oscar Ink, “Murder Ballads” e la rivista che dal 2018 è diretta da Igort propone ben trenta tavole in anteprima. Un’intera storia dei racconti di incubi, passioni, ossessioni e sangue che compongono il libro. Scrittrice e traduttrice, Micol Arianna Beltramini ha pubblicato diversi libri tra i quali “101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita”, “Vieniminelcuore” e “Che sfiga! Storie di gente che ha cambiato il mondo ma poi qualcosa è andato storto”. Apprezzatissimo all’estero, ha dato poco vinto per la terza volta negli ultimi dieci anni il British Fantasy Award come miglior artista, Daniela Serra in Italia ha pubblicato “Carne”, adattamento di un romanzo di Marcello Fois, e “Fidati, è amore” su testi di Joe R. Lansdale. Lavora soprattutto con editori americani ed è autore di centinaia di copertine di libri e riviste in tutto il mondo, soprattutto per romanzi horror. Sue illustrazioni sono state incluse in volumi di maestri del genere come Stephen King e sono state utilizzate come scenografia nel film “Cell” diretto da Tod Williams e interpretato da John Cusack (il suo personaggio è un disegnatore di fumetti e da qui la presenza di lavori di Serra) e Samuel L. Jackson.

A proposito di cinema, questo numero di “Linus” come detto è dedicato in gran parte a David Cronenberg che dagli esordi a oggi, come scrive Igort nell’editoriale, ha attraversato «i decenni in un’attività senza posa che gli ha ritagliato un ruolo preciso di iconoclasta e reinventore del firmamento cinematografico mondiale». Diversi gli approfondimenti sul regista canadese omaggiato anche con una storia a fumetti, disegnata da Giuseppe Palumbo per i testi di Daniele Brolli, che si ispira al film “Crimes of the Future” diretto da Cronenberg nel 1970 e di cui uscirà prossimamente un remake firmato dallo stesso autore.

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