La Nuova Sardegna

European Jazz Expo 

Con Holland e Scofield la musica diventa poesia

dall’inviata Gabriella Grimaldi
Con Holland e Scofield la musica diventa poesia

CAGLIARI. Finale ad alta quota all’European Jazz Expo in un auditorium pieno di spettatori fino a scoppiare. L’appuntamento era con due icone del jazz, il contrabbassista Dave Holland e il...

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CAGLIARI. Finale ad alta quota all’European Jazz Expo in un auditorium pieno di spettatori fino a scoppiare. L’appuntamento era con due icone del jazz, il contrabbassista Dave Holland e il chitarrista John Scofield e le grandi aspettative non sono state certo deluse, anzi. Quello di domenica sera ha segnato il top di una rassegna (organizzata da Jazz in Sardegna) che per il resto ha offerto un programma denso e ricco di ottima musica, uno sguardo ampio su ciò che si sta muovendo nel mondo del jazz a livello mondiale.

Le certezze, quelle più solide, però sono arrivate ancora una volta da due querce della musica, due signori ultrasettantenni che sono saliti sul palco del Conservatorio e hanno incantato la platea con lo stile raffinato e sempre moderno che li contraddistingue. Sul palco dell’Eje hanno dato vita a un seducente dialogo tra contrabbasso e chitarra, con momenti in cui strumenti e musicisti sembravano impegnati in un botta e risposta di frasi musicali perfette. Un interplay, che solo i grandi sanno mettere in atto, sfociato nella sintesi di due differenti percorsi musicali entrambi impreziositi dalla collaborazione, in periodi diversi, con il leggendario Miles Davis che li chiamò a suonare nelle sue formazioni. Da “Icons” a “Memorette”, da “Home coming” a “Mr Brown” fino a un coinvolgente “Minor blues”, che ha visto John Scofield sfoderare il suo avvincente lato funk, brano dopo brano i due maestri hanno regalato al pubblico, in un magnifico crescendo, classe, magia, virtuosismo e intensità.

«Siamo tornati, siamo di nuovo qui finalmente – hanno detto ai giornalisti prima di salire sul palco – è sempre bellissimo avere l’opportunità di venire in quest’isola che ci ha lasciato indelebili ricordi dei luoghi, delle persone, del cibo. È il primo concerto che facciamo dall’anno scorso, avevamo iniziato un tour poi annullato». Quella a Cagliari è stata la prima tappa di una lunga tournée che porterà Holland e Scofield in giro per l’Europa.

Ma i momenti di grande musica si sono susseguiti nei giorni del festival ideato e diretto da Massimo Palmas. Uno dei concerti più applauditi quello del contrabbassista israeliano Avishai Cohen che si è presentato sul palco con un trio formato dal talentuoso pianista azero Elchin Shirinov e dalla batterista prodigio israeliana Roni Kaspi, una ragazza del 2000 che ha lasciato di stucco per la classe e la maturità con cui si è espressa alle percussioni. Una performance, quella guidata da Cohen, che non ha lasciato spazio alla pur minima sbavatura (nonostante l’approccio emotivo, quasi carnale, del leader con il suo strumento), anche negli assoli e nelle improvvisazioni. La platea del Conservatorio è rimasta affascinata dai suggestivi paesaggi sonori, dalle coloriture e dagli accenti mediorientali che sono affiorati in diversi momenti dell’esibizione come anche dalle influenze della musica ebraica miscelate con eleganza al sound afroamericano.

Fra i tanti artisti che si sono esibiti all’Eje da citare il newyorchese Emmet Cohen e gli spagnoli Antonio Lizana, Chano Dominguez e Maria Toro, protagonisti della nuova scena jazz iberica, le big band di Paolo Carrus e Paolo Nonnis e il sassofonista Gavino Murgia ma anche Mario Incudine, che aveva aperto la rassegna con un recital dedicato a Domenico Modugno con la regia di Moni Ovadia. L’appuntamento, adesso, è con la 42ª edizione.

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