Studi deleddiani, da domani al via il convegno
Incontri a Cagliari sui tanti volti della scrittrice e la proiezione del film muto restaurato “La Grazia”
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CAGLIARI. La prima giornata dei Convegni internazionali di studi deleddiani organizzati dall’Isre – “Sento tutta la modernità della vita. Attualità di Grazia Deledda a 150 anni dalla nascita” – si svolgerà domani e a Cagliari. Si comincia alle 9,30, nell’aula magna della facoltà di Studi Umanistici dell’università di via Is Mirrionis con “Il mestiere di scrivere: racconti, teatro, recensioni e corrispondenze”. Coordina il commissario straordinario dell’Isre Stefania Masala.
Dopo i saluti alle autorità, iniziano i lavori: Dino Manca: Nulla dies sine linea, la prima palestra compositiva di Grazia Deledda. Gonaria Floris: Biografia e autobiografia nelle novelle. Stefania Lucamante: Una novella o una parabola? La festa del Cristo e la pratica del perdono secondo Grazia Deledda. Irene Palladini: «Il cerchio magico» della narrazione. Il cedro del Libano. Patrizia Sperelli: I castelli di Grazia Deledda (videoconferenza). Dopo la pausa pranzo si ricomincia alle ore 15.30. Coordina Duilio Caocci. Cristina Lavinio: I confini labili dei mondi deleddiani. Silvia Ross: Terra e mare in La bambina rubata. Un’analisi ecocritica. Neria De Giovanni: Grazia Deledda critica letteraria. Giambernardo Piroddi: Il pezzo che sta dentro la novella: riflussi della prosa giornalistica nella forma breve deleddiana. Piero Mura: Diario di un apprendistato letterario: le lettere di Grazia ad Andrea Pirodda (1891-1899).
Alle ore 21 nel Teatro Doglio di Cagliari la proiezione de “La Grazia”, un film muto del 1929, restaurato nel 2005 dal quotidiano L’Unione Sarda su un progetto ideato e curato da Sergio Naitza e Susanna Puddu, con la colonna sonora originale composta dal maestro Romeo Scaccia, che mercoledì sarà al pianoforte per accompagnare dal vivo la proiezione.
«La Grazia – spiega il curatore del progetto Sergio Naitza – porta con sé i segni di una vitalità artistica, di una intelligente mediazione fra più piani: il cinema, il teatro, l’opera lirica e la pagina letteraria uniti dal nome di Grazia Deledda. È un film di forte impatto melodrammatico, giocato su contrasti d'ambiente (il mondo pastorale e quello borghese), su psicologie che ruotano sui sentimenti primari di amore, odio, vendetta, perdono. Nel cortocircuito visivo fra naturalismo ottocentesco e interni decò, si nota c'è la mano di Melkiorre Melis, autore dei bozzetti e dei costumi, a loro volta ispirati a quelli di Giuseppe Biasi che li realizzò per l'opera lirica: nel complesso un film che piega l’elemento sardo ad uso creativo, senza scadere nel vieto folclorismo».
Per vincere la sfida di conquistare un pubblico contemporaneo, la colonna sonora è stata affidata a Romeo Scaccia, concertista talentuoso ed eclettico compositore. L’accesso alla visione del film è gratuito, consentito come prescritto dalle attuali normative solo con Green Pass.
Dopo i saluti alle autorità, iniziano i lavori: Dino Manca: Nulla dies sine linea, la prima palestra compositiva di Grazia Deledda. Gonaria Floris: Biografia e autobiografia nelle novelle. Stefania Lucamante: Una novella o una parabola? La festa del Cristo e la pratica del perdono secondo Grazia Deledda. Irene Palladini: «Il cerchio magico» della narrazione. Il cedro del Libano. Patrizia Sperelli: I castelli di Grazia Deledda (videoconferenza). Dopo la pausa pranzo si ricomincia alle ore 15.30. Coordina Duilio Caocci. Cristina Lavinio: I confini labili dei mondi deleddiani. Silvia Ross: Terra e mare in La bambina rubata. Un’analisi ecocritica. Neria De Giovanni: Grazia Deledda critica letteraria. Giambernardo Piroddi: Il pezzo che sta dentro la novella: riflussi della prosa giornalistica nella forma breve deleddiana. Piero Mura: Diario di un apprendistato letterario: le lettere di Grazia ad Andrea Pirodda (1891-1899).
Alle ore 21 nel Teatro Doglio di Cagliari la proiezione de “La Grazia”, un film muto del 1929, restaurato nel 2005 dal quotidiano L’Unione Sarda su un progetto ideato e curato da Sergio Naitza e Susanna Puddu, con la colonna sonora originale composta dal maestro Romeo Scaccia, che mercoledì sarà al pianoforte per accompagnare dal vivo la proiezione.
«La Grazia – spiega il curatore del progetto Sergio Naitza – porta con sé i segni di una vitalità artistica, di una intelligente mediazione fra più piani: il cinema, il teatro, l’opera lirica e la pagina letteraria uniti dal nome di Grazia Deledda. È un film di forte impatto melodrammatico, giocato su contrasti d'ambiente (il mondo pastorale e quello borghese), su psicologie che ruotano sui sentimenti primari di amore, odio, vendetta, perdono. Nel cortocircuito visivo fra naturalismo ottocentesco e interni decò, si nota c'è la mano di Melkiorre Melis, autore dei bozzetti e dei costumi, a loro volta ispirati a quelli di Giuseppe Biasi che li realizzò per l'opera lirica: nel complesso un film che piega l’elemento sardo ad uso creativo, senza scadere nel vieto folclorismo».
Per vincere la sfida di conquistare un pubblico contemporaneo, la colonna sonora è stata affidata a Romeo Scaccia, concertista talentuoso ed eclettico compositore. L’accesso alla visione del film è gratuito, consentito come prescritto dalle attuali normative solo con Green Pass.
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