La Nuova Sardegna

Essere Verdone, una serie da ridere

di Alessandra Magliaro
Essere Verdone, una serie da ridere

Al via dal 5 novembre su Amazon Prime “Vita da Carlo” in cui l’attore e regista racconta la sua vita

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Che inferno e che risate essere Verdone: non hai privacy, ti chiedono selfie in ogni situazione, ti trascinano, ti prendono per la giacchetta, ti propongono qualunque cosa, persino di diventare sindaco di Roma, ti chiedono come guarire da qualche malattia sapendo che sei informato quasi come un medico, con te vogliono ridere e ti chiedono di fare sempre lo stesso film con i personaggi che tutta Italia recita a memoria. «Il 35-40% di quello che si vede fa parte della mia vita, racconta me stesso, le mie fragilità, i miei tormenti», dice il regista, autore e protagonista al debutto in una serie tv dopo 44 anni di lavoro. Si intitola “Vita da Carlo”, mescola realtà e fantasia, personaggi che interpretano in fondo se stessi (oltre Verdone uno strepitoso “migliore amico” Max Tortora), e andrà in streaming su Prime Video dal 5 novembre. «E se avrà successo forse si fa anche una seconda stagione», aggiunge entusiasta Verdone che lavora anche ad un nuovo film prodotto da Filmauro. E ammette: «Il progetto è nato come una sfida, una novità, e mi è piaciuta l’idea di avere più libertà rispetto ai film, non essere ossessionato dai tempi comici, sapere di poter raccontare con un tempo lungo in cui può accadere tutto. Sono felice di un cast bellissimo con tante opportunità per i giovani». In “Vita da Carlo”, Verdone sogna di vincere Cannes, di avere la sua faccia sulla copertina del cinefilo Cahiers du cinema, di fare un film drammatico che sia di svolta nella sua filmografia ma non ci riesce, come pure forse sogna nella vita vera “condannato” in un certo senso ad essere Verdone, ossia a far ridere, e proprio questa autenticità, al di là delle trovate della sceneggiatura scritta con Nicola Guaglianone, Menotti, Pasquale Plastino, Ciro Zecca e Luca Mastrogiovanni, è la cosa originale e interessante della serie che ha diretto insieme ad Arnaldo Catinari.

La serie Amazon Original prodotta da Filmauro di Aurelio e Luigi De Laurentiis è stata evento speciale alla Festa di Roma accompagnata dal cast che comprende tra i tantissimi oltre a Tortora, Anita Caprioli, Monica Guerritore («dopo essere stata la madre del re di Roma Totti, sono Gianna l’ex moglie dell’imperatore di Roma»), i giovani Antonio Bannò, Caterina De Angelis (figlia della Buy, qui figlia di Carlo), Filippo Contri. Nel primo episodio di “Vita da Carlo” a Verdone viene proposto da un certo presidente della Regione Lazio Signoretti di diventare sindaco di Roma e la notizia prima ancora che il regista risponda qualcosa viene diffusa sui social e arriva su Dagospia. «Mi è accaduto davvero qualche anno fa – spiega – ma io in 30 minuti ho detto no». Nel secondo episodio Alessandro Haber, ubriaco, recita un monologo shakespeariano.

Verdone, 70 anni, ai giovani che chiedono come fare cinema dà consigli: «Sperimentate con i corti e offritevi assistenti volontari, tanti hanno cominciato così: Paolo Sorrentino faceva il custode dei padelloni delle luci, la gavetta è ancora fondamentale».

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