“Il campo di battaglia”, esce il saggio di Maurizio Molinari
ROMA. Nella sfida contro populismo, autocrazie e terrorismo, l'Italia ha due sole strade davanti: ripiegarsi in se stessa o dimostrare al mondo di poter tornare a essere protagonista. È questo il...
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ROMA. Nella sfida contro populismo, autocrazie e terrorismo, l'Italia ha due sole strade davanti: ripiegarsi in se stessa o dimostrare al mondo di poter tornare a essere protagonista. È questo il bivio di fronte al quale si trova l'Italia secondo Maurizio Molinari, autore de «Il campo di battaglia», edito da La nave di Teseo e in libreria dal 4 novembre.
Nel libro il direttore del quotidiano La Repubblica sostiene che il nostro Paese, proprio per la simultaneità fra ricostruzione europea, populismo, affermazione di nuovi diritti, duello fra Stati Uniti e Cina, competizione fra potenze nel Mediterraneo e ritorno della minaccia jihadista, è chiamato a svolgere un ruolo inatteso, da leader. La nostra Penisola infatti, con la sua collocazione al centro del Mediterraneo, è il campo di battaglia delle trasformazioni del XXI secolo: anche se non ne ha piena percezione, e nonostante i problemi, le lacerazioni e le contraddizioni che la indeboliscono, l'Italia può davvero fare (questa è la convinzione di Molinari) la differenza ed essere la cartina di tornasole della capacità delle democrazie di adattarsi alle sfide del nuovo secolo, di rispondere ai pericoli più aggressivi e di rilanciarsi continuando a garantire ai propri cittadini prosperità e sicurezza.
Il Grande Gioco attraversa la nostra Penisola, assegnandoci un ruolo strategico che supera spesso anche la nostra percezione. Nessun’altra democrazia è altrettanto in bilico: il nostro Paese può guadagnarsi sul campo la leadership, in Europa e in Occidente, nella sfida contro populismo, autocrazie e terrorismo, oppure può richiudersi in se stesso, facendo compromessi al ribasso con gli avversari interni ed esterni. Questo – dice Molinari – è il bivio di fronte a cui si trova il Paese, la straordinaria occasione che abbiamo davanti.
Nel libro il direttore del quotidiano La Repubblica sostiene che il nostro Paese, proprio per la simultaneità fra ricostruzione europea, populismo, affermazione di nuovi diritti, duello fra Stati Uniti e Cina, competizione fra potenze nel Mediterraneo e ritorno della minaccia jihadista, è chiamato a svolgere un ruolo inatteso, da leader. La nostra Penisola infatti, con la sua collocazione al centro del Mediterraneo, è il campo di battaglia delle trasformazioni del XXI secolo: anche se non ne ha piena percezione, e nonostante i problemi, le lacerazioni e le contraddizioni che la indeboliscono, l'Italia può davvero fare (questa è la convinzione di Molinari) la differenza ed essere la cartina di tornasole della capacità delle democrazie di adattarsi alle sfide del nuovo secolo, di rispondere ai pericoli più aggressivi e di rilanciarsi continuando a garantire ai propri cittadini prosperità e sicurezza.
Il Grande Gioco attraversa la nostra Penisola, assegnandoci un ruolo strategico che supera spesso anche la nostra percezione. Nessun’altra democrazia è altrettanto in bilico: il nostro Paese può guadagnarsi sul campo la leadership, in Europa e in Occidente, nella sfida contro populismo, autocrazie e terrorismo, oppure può richiudersi in se stesso, facendo compromessi al ribasso con gli avversari interni ed esterni. Questo – dice Molinari – è il bivio di fronte a cui si trova il Paese, la straordinaria occasione che abbiamo davanti.
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