2007. Il Sardegna-Day di Beppe Grillo: "Su la testa!"

Beppe Grillo al campo sportivo di Decimoputzu il 9 novembre 2007

Il comico a Decimoputzu per dare il suo appoggio a migliaia di agricoltori e allevatori oberati dai debiti

Il 9 novembre 2007 Beppe Grillo sbarca in Sardegna per dire la sua sul pesante indebitamento di 7500 aziende agricole isolane: l’esposizione verso le banche supera i 700 milioni di euro, di cui oltre 130 legati alle agevolazioni per il rinnovo tecnologico concesse dalla Regione con la legge 44 del 1988, poi respinta dall’Ue. L’arrivo di Grillo a Decimoputzu precede di pochi giorni un vertice al ministero con la Regione e la Bper per predisporre i piani di rientro

DECIMOPUTZU. Boicottaggio. Nel Sardegna-Day Beppe Grillo lancia un messaggio chiaro: «Se il 20 novembre la Bper non presenterà un piano per riassorbire i debiti, proporremo a tutti i clienti di cambiare banca: ho già preso contatti con un istituto di grosse dimensioni, di cui ora non posso fare il nome, per accogliere tutti con un tasso attivo dello 0,50 in più rispetto a quello offerto dal Banco nell'isola». In un'elettrica atmosfera da happening un po' amaro non è stata che una delle tante scudisciate vibrate dal comico passato alla politica. Le altre lo showman genovese le ha riservate a una classe politica considerata composta da «salme», al conflitto d'interessi tra sistema finanziario e imprenditoriale, al blocco paramafioso che impedisce in Italia qualsiasi svolta. «Ma qui a Decimoputzu, in questo piccolo paese del sud sardo, sta avvenendo una straordinaria rivoluzione – ha aggiunto davanti a oltre 600 persone che l'hanno spesso interrotto con i loro applausi scroscianti –. Per la prima volta, in difesa dei contadini e dei pastori schiacciati dai tassi, sta attivandosi un processo di democrazia dal basso che unisce tutti: centro, sinistra, destra». «In questa Ue bisognerebbe fare un monumento agli agricoltori – ha proseguito –. Si arriva invece a queste situazioni vergognose, con gente di 60 anni che fa lo sciopero della fame e piange perché le portano via l'azienda. Ma quello che succederà qui costituirà un'anticipazione per tutta l'Europa. Non possiamo mangiare bond, non possiamo mangiare euro, non possiamo mangiare dividendi». Così Grillo, sempre più inarrestabile, prima all'ingresso nell'aula consiliare di Decimoputzu, poi nella seduta straordinaria in municipio e infine nel centro socio-culturale e nel campo sportivo del paese. Dove a un certo punto, tra l'ilarità generale, ha preso in mano una chitarra e improvvisato un divertente brano: metà in inglese e metà in un sardo di sua invenzione, brano che lui stesso ha spiegato far parte di un improbabilissimo repertorio di blues-sardo (...)

Il comico agit-prop ha dato un altro annuncio. La seconda edizione del suo V-Day si terrà il 25 aprile dell'anno prossimo. Comunicazione che ha scaldato fan e sostenitori, molti dei meet-up sardi, radunati sotto il palco nonostante il forte e freddo maestrale. Nel frattempo, martedì, al parlamento europeo, durante un incontro organizzato da Giulietto Chiesa, eurodeputato iscritto al Pse, Grillo discuterà della vertenza nata nell'isola. Parteciperanno Marco Travaglio e il pm di Catanzaro Luigi De Magistris. «Parleremo di tutti voi, delle vostre storie sconcertanti», ha soggiunto, dopo aver ascoltato le terribili esperienze denunciate dal sindaco di Fi, Gianni Sabiucciu e dai consiglieri comunali Paoletto Ena e Gavino Caria. Ma soprattutto dopo aver raccolto l'accorato appello di tantissimi ex emigrati tornati in paese e beffati due volte: prima con la promessa di un futuro garantito nella propria terra, poi con la beffa di una legge regionale cassata dalla Ue perché mai notificata a Bruxelles, la stessa che ha provocato la (finora) irresistibile ascesa dei tassi (...) «Salvo l'attuale presidente della Regione, Renato Soru: non ha certo contribuito a creare questo stato di cose e mi pare si stia adoperando con il ministro Paolo De Castro per risolverlo. Però in passato si è agito con superficialità nelle misure di assistenza ai contadini e ai pastori. Nel frattempo si è creato così un clima malato. Con commistioni tra chi siede nei Cda delle banche, la grande informazione nazionale, imprenditori e politici. Un quadro di cui adesso stanno risentendo soprattutto gli operatori dell'isola. Però io mi domando. Ma come? I sardi sono rispettati in tutto il mondo e si fanno infinocchiare a casa loro».

Poi, cedendo alla verve ironica e alla battuta che contrassegna i suoi spettacoli, ha continuato facendo riferimento alla recente sentenza di un giudice tedesco: «Sono allibito, non riesco a crederci: quando i sardi stuprano leggermente qualche giovane donna all'estero, gli danno le attenuanti. E ora e da queste parti nessuna esimente? Beh, io sono venuto a chiedere qualche attenuante anche per i debiti. Perché non ci sono dubbi: non potete lasciare che gli emiliani vengano qui e vi prendano le terre». «Dovreste prenderli tutti a testate», ha concluso, prima di scavalcare una finestra del centro sociale per andare più rapidamento nel campo sportivo, mimando il gesto con un malcapitato giornalista afferrato per il bavero a mo' di «campione» pronto per l'uso (...) Il comico ha indicato il grande striscione alle sue spalle con scritto «Su la testa» a caratteri cubitali e ha concluso: «Il mio blog è con voi, la Rete è con voi: tranquilli, non vi abbandoneremo».

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