2010. Lavoro e dignità, la lotta sull'Isola dei cassintegrati

I cassintegrati Vinyls durante la lunga occupazione dell'Asinara, l'ex isola-carcere

L'Asinara occupata per più di un anno dai dipendenti Vinyls: un caso nazionale

PORTO TORRES. «Se loro fanno l’Isola dei famosi, noi facciamo l’Isola dei cassintegrati». E così, prendendo lo spunto dalla tv, i dipendenti della Vinyls hanno preso possesso della diramazione centrale dell’antico carcere sull’isola dell’Asinara. L’operazione Asinara è cominciata ieri mattina con una quindicina fra lavoratori cassintegrati della Vinyls e disoccupati dell’Eurocoop che sono saliti a bordo del traghetto Sara D. a Porto Torres. “Armato” di generi di conforto, coperte e sacchi a pelo, e le immancabili bandiere del sindacato, il manipolo di naufraghi ha preso possesso della diramazione centrale del vecchio carcere, a Cala d’Oliva. Un blitz reso possibile dalla collaborazione e la solidarietà degli operatori del parco che, con furgone e fuoristrada, hanno trasportato i lavoratori fino alla diramazione centrale che dista da Cala Reale una dozzina di chilometri. Per molti era la prima volta che mettevano piede sull’isola e all’interno del carcere di Cala d’Oliva. Da lassù, la diramazione centrale, si gode un panorama mozzafiato ma non tutti avevano lo stato d’animo adatto per apprezzare le bellezze della natura. In compagnia di una capra con un solo corno, gli operai hanno preso possesso della diramazione centrale, ma l’intenzione (poi riuscita) era quella di trasferirsi nei locali dell’ostello. Un blitz sul quale sono rimasti puntati gli occhi dei carabinieri, della guardia di finanza e degli uomini del corpo forestale di vigilanza ambientale. Anche se naturalmente il comportamento degli occupanti è stato irreprensibile.

L’intenzione è quella di restare sull’Isola dei cassintegrati diversi giorni, anche se tutti sanno bene che soprattutto in questa stagione, l’Asinara è una terra dura da “vivere”. Certo, non mancheranno l’assistenza e la solidarietà da parte di chi lavora sull’isola. In ogni caso sia i giovani sia gli anziani (pochi, per la verità) sanno benissimo che questa vertenza non è finita e che il percorso è ancora lungo per cui un’azione come questa che attira i media ha la sua importanza. «L’accordo fra Ramco ed Eni non ci riguarda direttamente», commentano un po’ tutti anche se riconoscono che c’è stato un piccolissimo passo avanti. Ma è ancora poco. I timori potranno svanire quando si arriverà a conoscere il piano industriale della Ramco, quando l’Eni concluderà la trattativa anche sulle forniture e sui debiti pregressi. Ma solo quando verranno riavviati gli impianti si potrà parlare di schiarita perchè significherà la ripresa della produzioni. Fino ad allora la mobilitazione continua, con lo sprone degli anziani del gruppo e la vivacità dei più giovani. Perche, è bene ricordarlo, più della metà dei lavoratori della Vinyls non supera i trent’anni. E loro, di sicuro, non vogliono assolutamente abbandonare la lotta.

L’Isola dell'Asinara, bellissima, in questa stagione è dura da vivere. Ma i cassintegrati della Vinyls e i disoccupati dell'Eurocoop non saranno soli in questa impresa. Sull'isola hanno trovato qualche operatore turistico («Dio benedica quella ragazze col fuoristrada», hanno detto) ma soprattutto hanno trovato gli uomini dell'Ente Foreste. E subito si è creato il giusto feeling, una sintonia perfetta fra uomini abituati a lavorare sodo. Qualcosa è subito finita in graticola perché bisognava celebrare in qualche modo l'arrivo di questi lavoratori che rischiano di perdere il posto e che da mesi sono sulle barricate per conservarlo. Operai ed ex pastori che ora lavorano per l'Ente Foreste, che in questi mesi hanno catturato migliaia di capre e centinaia di cinghiali. Una singolare alleanza fra la fabbrica e l'ovile celebrata con qualche bicchiere di rosso e di abbardente, fra l'ex pastore di Orune e l'operaio del petrolchimico, figlio di pescatori o di allevatori dei paesi dell'interno ma ormai portotorrese di adozione. E c'è da stare certi che la permanza di tecnici e operai sull'Isola dei Cassintegrati, sarà meno solitaria del previsto.

L’Isola dei cassintegrati resterà attiva per molto tempo – più di un anno – diventando un simbolo delle lotte per il lavoro in tutta Italia. L’8 giugno 2011 i lavoratori annunceranno la partenza dall’Asinara, ma senza che questo – spiega Gianni Bazzoni – rappresenti una resa. Anzi.

PORTO TORRES. Niente titoli di coda. Perchè la vertenza degli operai della Vinyls non è finita. Anzi, la storia dell'Asinara ha un capitolo nuovo che si aggiunge a quelli del carcere e del Parco: l'hanno scritto loro, i cassintegrati che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha elogiato per «dignità e coraggio». E li ha invitati a non mollare. Alla torre aragonese, l'annuncio della partenza dall'Asinara. Ma la lotta continua. Posti in piedi nella vecchia torre che perde pezzi di intonaco. Rappresenta il «covo» nel quale sono nate le idee, le strategie e dove è stata coltivata la speranza del lavoro. Dentro ci sono i segni di una vertenza vissuta: centinaia di pagine dei quotidiani affisse alle pareti, due brande, sedie di plastica, una maglietta del Cagliari, decine di altri ricordi di una battaglia che ha attraversato la Sardegna, percorso l'Italia fino al Quirinale e girato il mondo via web. Si lascia l'Asinara, ma la torre aragonese no. Diventa il «laboratorio politico», il luogo dove cassintegrati, lavoratori, sindacati, istituzioni e associazioni continueranno a riunirsi, fino a quando non ci sarà qualcosa di concreto.

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