Premio giornalistico Castelsardo: riconoscimenti a chi cerca la verità
Gli speciali a Giovanna Pancheri (Sky) e Beppe Severgnini (Corriere). Tra i premiati Tiziana Simula e Luigi Soriga della Nuova
INVIATO A CASTELSARDO. Il premio giornalistico di Castelsardo, dopo quattro decenni di assenza, ha rappresentato ieri nelle sale del Castello della rocca il ritorno non solo di un riconoscimento prestigioso – che in passato è andato a nomi di prima grandezza come quello di Enzo Biagi, Indro Montanelli e Eugenio Scalfari –, ma anche un faro di attenzione sul senso di una professione che attraversa un periodo difficile, schiacciata tra crisi industriale da una parte e l’ondata delle fake news dall’altra.
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:site:1.40897157:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.40897157:1654552169/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Il senso del mestiere, il suo vero sale, – ha detto ieri il direttore della Nuova Antonio Di Rosa al momento della premiazione dei cronisti Luigi Soriga e Piera Serusi, premio intitolato a Giovanni Canu – sta nel lavoro quotidiano del cronista. Enzo Biagi, e come lui altre grandi firme, non smisero mai di cercare di capire il mondo in prima persona. Biagi, affermato giornalista, volle andare a intervistare gli abitanti della baraccopoli di Torino. Non c’è differenza tra una grande firma e un cronista di un piccolo giornale. Il mestiere è sempre questo. Ecco, dobbiamo riscoprire la cronaca, sta in questo il futuro dei giornali, perché è una missione insostituibile, proporre notizie certificate e controllate: come quelle che escono ogni giorno sui giornali».
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:site:1.40897156:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.40897156:1654552169/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Giovanna Pancheri, inviata di Sky negli Usa, in Francia e nel Regno Unito, ricevendo (con Beppe Severgnini) il premio speciale: «Sono onorata di ricevere questo premio, perché sentendo le motivazioni sono rimasta ammirata dal lavoro di grande spessore di questi miei colleghi». Pancheri, testimone dei grandi avvenimenti del decennio nelle capitali del mondo, si è sentita vicina, collega, dei cronisti “locali”. Quelli che raccontano piccole e grandi storie, come il covid, scritto tra mille difficoltà, i silenzi delle istituzioni e i proliferare di bufale e paure da Luigi Soriga della Nuova e Piera Serusi dell’Unione. Il meticoloso lavoro del corrispondente di Pino Pinna a cui è stato intitolato il premio per lo sport che è andato a Roberto Montesi e Maria Pintore.
Il momento più intenso è arrivato col riconoscimento – intitolato al nostro Piero Mannironi – sul giornalismo di inchiesta andato a Paolo Mastino e Tiziana Simula. Mastino della Rai è stato premiato per il documentario sulla Moby Prince. Un grande lavoro di ricostruzione del disastro e di ricerca della verità.
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:site:1.40897155:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.40897155:1654552169/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Piero è stato un maestro» ha sottolineato Mastino. Se qualcuno pensa che il mestiere del giornalista si sia appiattito davanti al potere, il coraggio e la determinazione di Tiziana Simula, che non si è fermata, nel portare avanti il suo lavoro, davanti a denunce e perquisizioni smentiscono ancora una volta questo luogo comune. Simula, cronista di Olbia della Nuova Sardegna, ritirando il premio per giornalismo di inchiesta, ha ricordato l’umanità e la instancabile ricerca della verità di Piero Mannironi. Daniela Scano, caporedattrice della Nuova, e vedova del grande giornalista scomparso lo ha ricordato: «Era schivo e riservato nella vita personale quanto pieno di grinta e passione nella professione alimentata da una incrollabile curiosità. Avrebbe apprezzato questo premio che è un po’ un regalo perché oggi, il caso ha voluto, è il giorno del suo compleanno».
Beppe Severgnini, editorialista del Corriere della Sera, autore di titoli di successo e programmi tv con una importante attività di opinionista per il New York Times ha detto ritirando il premio spciale: «Ricordo che Geppi Cucciari mi ha eletto “Sardo ad honorem!” e considero questo è il mio Pulitzer!». L’assessora Valeria Sini del Comune di Castelsardo ha aggiunto «vogliamo ripartire dal binomio “cultura e turismo”, è la strada per dare nuova linfa al paese».
Simone Campus, presidente dell’Associazione Genera: «Questa manifestazione si inserisce all’interno di un progetto che punta sui giovani, dando loro la possibilità di essere protagonisti di un festival dedicato al giornalismo per ragazzi sin dalla prossima edizione».
La manifestazione è stata condotta da Tiziana Ribichesu direttrice del Giornale Radio2 Rai attiva nel premio giornalistico di Castelsardo sin dagli esordi: «Una collaborazione che ci ha reso entusiasti, un evento che riprende dopo tanti anni». Sul palco, Giampaolo Cassitta, scrittore e giornalista che ha presentato le sezioni del premio con un’intensa lettura degli aspetti, etici e umani, del lavoro giornalistico.
La giovane pianista castellanese Emilia Migailo ha eseguito alcuni brani musicali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
