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La messa cantata diventa musica del mondo

La messa cantata diventa musica del mondo

Da domani a lunedì tre concerti per presentare “Jazz Requiem Mass”, il progetto di Bruno Tommaso con l’OJS di Sassari

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SASSARI. Bruno Tommaso e l’Orchestra Jazz della Sardegna (OJS) suggellano il loro lungo sodalizio professionale e il rapporto di grande amicizia che li lega da più di trent’anni con una nuova produzione artistica che spazia tra innumerevoli sfumature stilistiche. Si tratta del progetto “Jazz Requiem Mass” realizzato con musiche originali composte dal maestro Bruno Tommaso scritto e pensato per l’OJS con la partecipazione del soprano Martina Grossi, dal contralto Denise Gueye e dalla voce recitante di Emanuele Floris.

Il nuovo lavoro sarà presentato in prima esecuzione assoluta in un minitour sardo di tre concerti: domani 20 novembre alle 20.30 a Cagliari nella chiesa di San Sepolcro in collaborazione con La Via del Collegio, domenica 21 alle 20 a Nuoro in collaborazione con l’Ente Musicale di Nuoro, nella chiesa della Beata Maria Gabriella, lunedì 22 alle 20.30 a Sassari nella Chiesa di Santa Maria di Betlem.

«Il progetto prende spunto da una frase attribuita a John F. Kennedy “Non chiedere cosa può fare il tuo Paese per te, bensì quello che puoi fare tu per il tuo Paese” – spiega Tommaso – ma nasce anche da una lunga riflessione sul modo in cui un musicista giunto come me ad un’età più che matura possa offrire contenuti di conforto, di riflessione e di incoraggiamento in un momento tanto difficile come quello che stiamo vivendo». I concerti sono anche l’occasione per festeggiare il compleanno del maestro, che compie 75 anni proprio domani, presentando un’opera strutturata in modo nuovo. «In Jazz Requiem Mass la forma della Messa da Requiem viene contaminata – prosegue Tommaso – sperimentando la fusione di temi sacri, musica colta, musica popolare e jazz. Più specificatamente, il progetto si presenta sì come una Messa, ma nei dodici movimenti che ne compongono la struttura vengono liberati una serie di rimandi, inserimenti di svariati elementi musicali che appartengono a culture di ogni parte del mondo». La traduzione inglese, usata dove ritenuta più appropriata rispetto al latino, prende le mosse dal testo adottato nell’800 dalla Casa Editrice Ricordi per il Requiem di Giuseppe Verdi.

I colori dei dodici movimenti di cui consta l’opera sono quanto mai vari. Le atmosfere blues si sovrappongono al valzer, tratti marcatamente spiritual con una forte ispirazione africana si alternano a elementi della tradizione popolare latino-americana e si arriva infine a lambire soluzioni armoniche ispirate ad un “sognatore del jazz” come John Coltrane.

Lunedì 22 novembre alle 11 nella Sala Sassu del Conservatorio Canepa di Sassari si terrà la presentazione del libro di Bruno Tommaso “La Scuola che sognavo”.

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