Immagini di vita dal pianeta Terra
La storica rassegna fiorentina diretta dal nuorese Alessandro Stellino
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Il più importante concorso internazionale di cinema documentario in Italia e il più antico in Europa. Il Festival dei Popoli, finestra sul mondo aperta a Firenze nel 1959, dopo l’esperienza in streaming dell’anno scorso per la chiusura delle sale dovuta all’emergenza Coronavirus torna in questa edizione in presenza. A guidarla il critico e programmer cinematografico Alessandro Stellino, nuorese, che dal 2020 è il direttore artistico del festival. «In programma – spiega lo stesso Stellino – abbiamo 80 film in 9 giorni in cui il cinema si spalancherà agli immaginari del reale, accogliendo altre arti ed esplorando dimensioni inattese del racconto visuale.
Oltre il documentario, per rivelarne in pieno la libertà espressiva». Insieme alle opere del concorso internazionale (18 film tra cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi, tutti inediti in Italia) e del concorso italiano (7 inediti assoluti), il festival presenta tra le altre cose una selezione proveniente dall’archivio storico del festival dedicata ai trent’anni dalla caduta dell’Unione Sovietica e l’omaggio dedicato a Nicolas Klotz e Elisabeth Perceval. La coppia di registi francesi sarà nel capoluogo toscano per presentare i loro film (la retrospettiva si compone di 15 opere), incontrare il pubblico e partecipare a tavole rotonde e workshop.
Tra i tanti film in cartellone da segnalare quello scelto come apertura, “Diarios de Otsoga”, girato durante la quarantena da un’altra coppia: i portoghesi Miguel Gomes e Maureen Fazendeiro. E poi il ritratto del poeta Ferlinghetti, scomparso quest’anno, girato in luoghi iconici di San Francisco e della Bay Area dal titolo “Lawrence” di Giada Diana e Elisa Polimeni; “Us Kids” di Kim A. Snyder che segue il massacro alla Marjory Stoneman Douglas High School del 2018 attraverso il racconto dei giovani sopravvissuti; “L’assedio” di Marta Innocenti che descrive l’accampamento che precede il Gran Premio d’Italia di moto nel circuito del Mugello; “La fabbrica dell’italiano” di Giovanni Ortoleva dedicato all’Accademia della Crusca. (fabio canessa)
Oltre il documentario, per rivelarne in pieno la libertà espressiva». Insieme alle opere del concorso internazionale (18 film tra cortometraggi, mediometraggi e lungometraggi, tutti inediti in Italia) e del concorso italiano (7 inediti assoluti), il festival presenta tra le altre cose una selezione proveniente dall’archivio storico del festival dedicata ai trent’anni dalla caduta dell’Unione Sovietica e l’omaggio dedicato a Nicolas Klotz e Elisabeth Perceval. La coppia di registi francesi sarà nel capoluogo toscano per presentare i loro film (la retrospettiva si compone di 15 opere), incontrare il pubblico e partecipare a tavole rotonde e workshop.
Tra i tanti film in cartellone da segnalare quello scelto come apertura, “Diarios de Otsoga”, girato durante la quarantena da un’altra coppia: i portoghesi Miguel Gomes e Maureen Fazendeiro. E poi il ritratto del poeta Ferlinghetti, scomparso quest’anno, girato in luoghi iconici di San Francisco e della Bay Area dal titolo “Lawrence” di Giada Diana e Elisa Polimeni; “Us Kids” di Kim A. Snyder che segue il massacro alla Marjory Stoneman Douglas High School del 2018 attraverso il racconto dei giovani sopravvissuti; “L’assedio” di Marta Innocenti che descrive l’accampamento che precede il Gran Premio d’Italia di moto nel circuito del Mugello; “La fabbrica dell’italiano” di Giovanni Ortoleva dedicato all’Accademia della Crusca. (fabio canessa)
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