La Camba tra hit e Sardegna: «La mia vita controvento»
La cantautrice cagliaritana presenta il nuovo singolo e sogna Sanremo
Ha scritto per i più grandi artisti italiani, da Laura Pausini a Gianni Morandi, da Luca Carboni a Emma, ma l’ultimo brano l’ha voluto tenere per lei. La Camba - nome d’arte di Federica Camba - è tornata in sala d’incisione con un nuovo singolo, “Controvento”, brano che anticipa l’uscita del suo album. Un ritorno che arriva a poche settimane dal duetto con Marco Masini all’Arena di Verona. Insomma, un momento d’oro per la cantautrice di origine cagliaritana, oltre 10 milioni di copie vendute firmando alcuni brani che hanno scalato le classifiche.
“Controvento” può essere definito un inno alla libertà?
«È un’esigenza di vita che si è palesata in una canzone. La necessità di essere se stessi da adulti, quando ci di solito ci si allontana da quella idea di libertà che avevamo da piccoli. Credo che sia un grande atto di coraggio riprendersi da grandi quella libertà perduta».
Quanto ha influito il lockdown nella realizzazione di questo brano?
«La pandemia mi ha fatto rendere conto che c’erano troppe cose che davo per scontate. Oggi non mi interessa ciò che c’è attorno, voglio andare dritta per la mia strada, quasi controvento».
Come nasce la sua passione per la musica?
«È innata. Da piccolina ho iniziato a scrivere e non ho più smesso. Ai tempi scrivevo poesie che diventavano filastrocche e le canticchiavo. Ancora funziona così: scrivo e canto quello che vivo, quello che è attorno a me. La mia è una necessità innata, anche se non so da dove arrivi».
C’è stato un incontro che le ha cambiato la vita?
«È stata la musica a scegliere me. Ho avuto la fortuna che due miei brani venissero scelti da Laura Pausini. Ero una ragazzina e le mie canzoni erano conosciute in giro per il mondo».
È più facile scrivere per sé o per gli altri?
«Io scrivo sempre partendo da un bisogno. Per me è quasi un diario quotidiano. Poi è inevitabile che non posso cantare tutti i brani io, altrimenti farei dodici album all’anno. “Controvento” era palese che fosse mia e solo mia. Riassume così tanto questo momento che non poteva essere altrimenti».
Tra gli artisti con cui ha collaborato c’è anche Morandi.
«È un caterpillar di energia, di voglia di fare. Con lui non solo ho scritto “Grazie a tutti” con cui ho vinto il Premio Lunezia, ma abbiamo fatto anche due anni di tournée. Io mi sentivo più grande di lui, sentivo che Gianni era il più giovane tra noi. È un artista che mi ha dato tantissimo».
Ha fatto Sanremo da autrice: le piacerebbe andarci da interprete?
«Una cantautrice sin da piccola sogna Sanremo. Sarei bugiarda a dire il contrario. Sto incrociando qualsiasi dito (ride). Sanremo sarebbe un sogno che si avvera. Come si avverato quello di esibirmi all’Arena di Verona con Marco».
Dopo “Controvento”?
«Sto finendo il disco e stiamo iniziando a organizzare i live di questa estate. Esibirmi mi è mancato tantissimo».
Un’ultima domanda: quanto c’è di sardo in lei?
«Tutta la mia famiglia è di Cagliari. Fin da piccola d’estate venivamo in Sardegna. E più avanti ci ho anche vissuto. Mi sento tantissimo sarda. Quando mi devo ricaricare vengo nell’isola. Al di là dell’appartenenza familiare si è sviluppata un’appartenenza mia. E, ahimè, anche il cibo sardo mi appartiene parecchio».
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