Il viaggio come nuova strategia di creatività
di Grazia Brundu
Venerdì al Conservatorio di Sassari la cerimonia del Premio nazionale delle arti e poi la mostra collettiva al Mas.Edu
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SASSARI. Pochi concetti come quello del viaggio riescono a mettere in moto una serie infinita di suggestioni, desideri, volontà di scrollarsi di dosso vecchie abitudini soffocanti e sperimentare nuovi io e nuove idee di comunità. Soprattutto in tempi di Covid, ossessionati da limitazioni e paure.
Non a caso, a questo tema “scatenante” si rifà la quindicesima edizione del Premio nazionale delle arti per le AFAM - le accademie artistiche e coreutiche e i conservatori musicali - che quest’anno, citando il bellissimo documentario realizzato nel 1983 dal regista russo Andrej Tarkovskij in collaborazione con il poeta Tonino Guerra, si intitola “Tempo di Viaggio (habitat contemporanei per il nessun dove)”.
All’Accademia di Belle Arti di Sassari in tutto questo spetta un ruolo importante, perché il ministero dell’Università e della Ricerca le ha affidato la sezione Arti figurative, digitali, scenografiche e restauro. Così dai prossimi giorni e fino al 15 gennaio, al Mas.Edu, l’art lab dell’Accademia, saranno esposte le 136 opere selezionate, tra le 250 pervenute da tutte le accademie italiane, da una giuria formata dall’estetologo Luciano Nanni, dallo storico dell’arte Gianfranco Maraniello, dalla regista Mara Del Pero, dal presidente dell’Isia Giovanna Cassese, dal restauratore e docente accademico Giorgio Auneddu e da Maria Paola Dettori, responsabile del patrimonio storico-artistico della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro.
La premiazione, alla presenza del ministro del Mur Maria Cristina Messa, è fissata per venerdì alle 10 nella Sala “Sassu” del Conservatorio. Poi, dal giorno seguente, l’allestimento sarà visitabile dal pubblico dalle 12 alle 18. «Quest’anno l’edizione del Premio Nazionale delle Arti ha un’importanza molto particolare, perché ritorna dopo due anni difficili a causa dalle restrizioni imposte dal Covid» spiega Antonio Bisaccia, direttore dell’accademia “Sironi” e presidente della Conferenza Nazionale dei direttori delle Accademie.
«Il fatto che per tanti mesi non sia stato possibile svolgere i laboratori in presenza – continua Bisaccia – ha costretto i ragazzi a lavorare in spazi angusti, in casa, nelle loro stanze, e a creare opere intimiste, di formato ridotto, che all’interno degli spazi enormi del Mas.Edu sembrano quasi smarrirsi. In generale, dalle opere viene fuori una visione spaventata dall’inatteso, come inattesa è stata appunto la pandemia. Il mondo in un certo senso è esploso, proprio come i frammenti di una delle opere esposte, realizzata in marmo di Carrara. Per i giovani, il viaggio si è spostato in una dimensione intima, interiore, in un’esigenza di introspezione, dalla quale ripartire per creare una nuova idea di comunità».
Non a caso, a questo tema “scatenante” si rifà la quindicesima edizione del Premio nazionale delle arti per le AFAM - le accademie artistiche e coreutiche e i conservatori musicali - che quest’anno, citando il bellissimo documentario realizzato nel 1983 dal regista russo Andrej Tarkovskij in collaborazione con il poeta Tonino Guerra, si intitola “Tempo di Viaggio (habitat contemporanei per il nessun dove)”.
All’Accademia di Belle Arti di Sassari in tutto questo spetta un ruolo importante, perché il ministero dell’Università e della Ricerca le ha affidato la sezione Arti figurative, digitali, scenografiche e restauro. Così dai prossimi giorni e fino al 15 gennaio, al Mas.Edu, l’art lab dell’Accademia, saranno esposte le 136 opere selezionate, tra le 250 pervenute da tutte le accademie italiane, da una giuria formata dall’estetologo Luciano Nanni, dallo storico dell’arte Gianfranco Maraniello, dalla regista Mara Del Pero, dal presidente dell’Isia Giovanna Cassese, dal restauratore e docente accademico Giorgio Auneddu e da Maria Paola Dettori, responsabile del patrimonio storico-artistico della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro.
La premiazione, alla presenza del ministro del Mur Maria Cristina Messa, è fissata per venerdì alle 10 nella Sala “Sassu” del Conservatorio. Poi, dal giorno seguente, l’allestimento sarà visitabile dal pubblico dalle 12 alle 18. «Quest’anno l’edizione del Premio Nazionale delle Arti ha un’importanza molto particolare, perché ritorna dopo due anni difficili a causa dalle restrizioni imposte dal Covid» spiega Antonio Bisaccia, direttore dell’accademia “Sironi” e presidente della Conferenza Nazionale dei direttori delle Accademie.
«Il fatto che per tanti mesi non sia stato possibile svolgere i laboratori in presenza – continua Bisaccia – ha costretto i ragazzi a lavorare in spazi angusti, in casa, nelle loro stanze, e a creare opere intimiste, di formato ridotto, che all’interno degli spazi enormi del Mas.Edu sembrano quasi smarrirsi. In generale, dalle opere viene fuori una visione spaventata dall’inatteso, come inattesa è stata appunto la pandemia. Il mondo in un certo senso è esploso, proprio come i frammenti di una delle opere esposte, realizzata in marmo di Carrara. Per i giovani, il viaggio si è spostato in una dimensione intima, interiore, in un’esigenza di introspezione, dalla quale ripartire per creare una nuova idea di comunità».
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