Il sassarese Andrea Marcias, gli Nft dell’artista del Metaverso

Si chiamano Nft, ovvero non-fungible token, gettone non fungibile. Un oggetto di cui si detiene la proprietà in esclusiva. È stata la rivoluzione più palese e dirompente nel mondo delle arti visive, è l'arte del XXI secolo

Si chiamano Nft, ovvero non-fungible token, gettone non fungibile. Un oggetto di cui si detiene la proprietà in esclusiva.

È stata la rivoluzione più palese e dirompente nel mondo delle arti visive degli ultimi due anni. Uno dei protagonisti di questo mutamento del gusto e della maniera di fruire dell’arte è Andrea Marcias, un pacato trentenne sassarese e un vulcanico creativo, un artista con una notorietà (valutata dal successo di mercato) internazionale. Il suo è l’immaginifico universo digitale della sua generazione, mondi distopici e malinconici, dove la poetica surrealista suggerisce un racconto, un film personale che ogni spettatore può continuare a creare nella sua mente. Visioni che hanno determinato il suo successo nel mercato degli Nft col nome di Waarp (waarpdesign.com).


Arte e criptovalute

Waarp ci guida nel Metaverso, l’universo immateriale profetizzato dalla fantascienza e diventato reale con i social, spazio della creatività e degli scambi da milioni di dollari: «Gli Nft sono dei certificati di proprietà unici e non editabili. Rappresentano la dimostrazione della titolarità su un’opera o su un asset digitale. Sono in prevalenza associati alla blockchain di Ethereum. Ethereum è una criptovaluta esattamente come Bitcoin, Dogecoin, ecc». Quindi alla base di tutto c’è la blockchain la “catena”, appunto, che protegge attraverso la criptografia la certificazione di autenticità e unicità dell’Nft. Una garanzia irrinunciabile per gli scambi delle criptovalute. Un mercato virtuale che rappresenta una fetta importante, se non la più lucrosa, degli acquisti delle opere d’arte. I collezionisti pagano per avere la proprietà di un Nft cifre importanti. Christie’s il 25 febbraio, dopo un’asta da cardiopalma, ha venduto il collage dal titolo “Everydays-The First 5000 Days” di Beeple per 69,3 milioni di dollari.

«I collezionisti di Nft, che almeno in gran parte non coincidono con i collezionisti di arte tradizionali (anche se ultimamente si nota sempre più l’adozione di questa tecnologia anche da parte dei puristi delle gallerie tradizionali), sono solitamente trader, investitori, o semplicemente supporter di un determinato artista – spiega Andrea Marcias –. C’è quindi un lato speculativo che muove le voglie dei collezionisti se vogliamo vedere gli Nft come un asset finanziario come molti altri, come anche un lato molto umano che richiama il mecenatismo d’altri tempi, con lo scopo e la passione storica di proteggere artisti ed arti». Questo ha permesso di abbattere il preconcetto verso le opere digitali come facilmente replicabili, soggette “all’epoca della loro riproducibilità tecnica”, per citare Walter Benjamin e il suo saggio del 1936 che non aveva però previsto che l’attrazione dell’unicità sarebbe vissuta quasi un secolo dopo il suo storico libro. Esclusivo è bello

«Sì certo, al centro rimane il fascino dell’esclusività, ma ripeto, anche il fiuto per un buon affare. Le due molle che da sempre hanno spinto il collezionismo dell’arte. Arrivare primi è anche importante. La serie di personaggi CryptoPunks spuntano prezzi da capogiro non certo per la raffinatezza tecnica ma per il fatto che con la semplicità degli 8 bit gli artisti sono stati in grado di creare diverse personalità e sono stati assoluti pionieri» conferma Andrea. Un’altra novità importante, specie in Sardegna dove il mercato dell’arte è particolarmente rarefatto e le gallerie private rarissime, è il successo di un artista “provinciale” lontano dai circuiti internazionali e dai vernissage prestigiosi delle metropoli. «Penso che il web abbia abbattuto davvero i confini – aggiunge l’artista–. Il gusto, i temi sono ormai globali, questo non significa che le piattaforme siano tutte uguali. OpenSea, per esempio, è una piattaforma senza limiti, una giungla dove si può caricare di tutto e dove si possono fare anche ottimi affari, con molta fortuna però. Io ho aspettato mesi e mesi per potere “mintare”, caricare, una mia opera su SuperRare. Una piattaforma che applica una selezione delle opere da mostrare, dove testate come New York Times e Rolling Stone o registi come David Linch e Tarantino espongono i loro Nft, per esempio». L’ottimo affare dell’occhio esperto che compra il pezzo del giovane che diventerà un grande artista e le vetrine delle gallerie importanti insomma. «Se vogliamo spiegarla così ha senso, aiuta a capire – dice Andrea –. Per me è stata un’opportunità enorme che mi ha permesso di fare arte senza aver fatto studi specifici ma concentrandomi testardamente sul software, Cinema 4D, che usavano i miei artisti preferiti. Ogni sera, dopo il lavoro, mi ero imposto di completare un’opera. Tutto è cominciato così».

Quotazioni reali

Passione e volontà, ma innegabilmente, anche una propensione al racconto poetico davvero speciale. Le opere di Waarp suggeriscono storie e fantasie, appaiono come frame di una storia che ognuno di noi può completare o immaginarne un inizio. Un ritorno alla pittura che “racconta una storia”, una poetica mai interrotta anche se messa in discussione dalle avanguardie. Così ogni opera propone anche il suo titolo narrativo: come la sua Giovanna d’Arco (32.072,11 dollari) simbolo delle volontà di riscatto di tutte le donne. «Con Blessend, artista e grafico, stiamo creando “Nightshift” una visual story futuristico-distopica che racconta il viaggio di Eerie, un giovane artista Crypto, nel mondo Nft. – racconta Andrea –. Un esperimento di meta narrazione, che utilizza anche messaggi subliminali per raccontare quello che la comunità creativa sta attraversando in questo incredibile momento storico per l’arte». Una poetica che, dopo la lunga “anticamera” su SuperRare ha portato l’arte di Waarp all’attenzione di importanti collezionisti.

Già nei primi mesi del 2021 le quotazioni hanno cominciato a salire, il livello raggiunto quest’anno si può verificare sul sito cryptoart.io/artist/Waarp che pubblica ogni giorno il valore totale dell’opera di Andrea-Waarp che in questi giorni si attesta su 305.464,40 dollari (o in cryptomoneta: 66,670 ETH).

«Naturalmente per me è una grande soddisfazione – assicura Marcias –. Mi ha permesso di raggiungere l’indipendenza e, cosa fondamentale, vivere di quello che amo fare». Andrea è convinto che il rapporto di confidenza, di scambio intellettuale, se non di vera e propria amicizia, che storicamente si crea tra il collezionista e l’artista sia vero anche sul web.

«Esiste, se desideri che si crei, che nasca un’amicizia. Io sono una persona empatica “mediterranea” abituata alle relazioni concrete – spiega Andrea Marcias –. I miei collezionisti vivono prevalentemente negli Usa, con alcuni di loro ho una vera e propria amicizia e spero anche di incontrarli presto di persona. L’altra notte, con uno di questi amici, abbiamo parlato molto di una serie di opere, sul tema in particolare. È stata una discussione molto importante per me. Ecco quelle opere le avrei potute portare in asta per spuntare un prezzo maggiore ma ho preferito darle a lui». Quanto è costato questo atto di generosità Andrea lo dice senza problemi: «8mila dollari, ma amo anche mandare le stampe in fine art ai collezionisti, un omaggio materiale che ci lega ancora di più come essere umani. In fondo per me è questo il senso dell’arte».
 

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